Coronavirus monitor: quanti sono i morti e quali sono le misure di sicurezza messe in atto

di Gaia Mellone | 07/04/2020

coronavirus
  • Registrati i primi due casi anche in Italia

  • Nella notte partiti i voli da Whuan verso Usa e Giappone per rimpatriare gli stranieri

  • Donald Trump starebbe valutando di chiudere i collegamenti aerei con la Cina

Il contagio da coronavirus continua ad avanzare, con un incremento dei casi che possiamo registrare anche mercoledì 8 aprile con il superamento del milione di contagi, anche se in Cina i numeri sono molto ridotti. Il tutto è stato reso possibile grazie ai crescenti controlli sempre più stringenti sia in Cina che nel resto del mondo. Ormai, i focolai si sono spostati in altre aree del pianeta: l’Italia in primis, ma anche gli Stati Uniti, la Spagna e la Germania.

Quanti sono i morti per coronavirus

Il numero di casi segnalati però porta il nuovo «demone», come lo ha definito Xi Jinping, a superare la Sars, la terribile sindrome che spavento il mondo nel 2003. Al momento in cui scriviamo sono infatti 1.431.900 i casi confermati, mentre i morti sono 8.145. Cresce il numero dei guariti, arrivato a quota 301.543. Nella giornata del 2 febbraio, si era registrato il primo fatto inedito: nelle Filippine, infatti, si contava la prima persona deceduta al di fuori dei confini della Cina. Due giorni dopo, si era registrata una vittima anche a Hong Kong.

Il virus è arrivato anche in Italia, come confermato ormai nella serata di giovedì 30 gennaio dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Per quanto riguarda i contagi nelle aree in Europa, il 6 febbraio è arrivata la notizia del primo italiano coinvolto. Si tratta di un uomo rimpatriato da Wuhan e messo in quarantena alla Cecchignola di Roma. Ma l’esplosione dei casi nel Nord Italia ha iniziato a preoccupare dalla mattina di venerdì 21 febbraio. Nel resto del Continente si sono registrati 93.780 contagi in Francia, 100.123 contagi in Germania, 131.646 anche in Spagna. Sono 48.440, invece, i contagi nel Regno Unito. Negli Stati Uniti, sono 337.638 i casi di coronavirus e il 15 marzo si è registrato il primo decesso anche a New York.

Tutte le misure di sicurezza prese contro il coronavirus, giorno dopo giorno

L’8 aprile si continua a registrare un enorme calo di contagi e vittime da coronavirus nel Mondo. Nei soli Stati Uniti si sono registrati circa 2000 morti nelle ultime 24 ore e il numero di positivi è salito quasi a quota 400mila. La situazione continua a esser critica nello Stato di New York. La Francia ha superato quota 10mila decessi, mentre anche in Germania sale il dato degli infettati. La Svezia, dopo l’impennata dei casi, sta iniziando il suo lokdown.

Il 7 aprile continuano a preoccupare le condizioni di salute di Boris Johnson. Il premier britannico è stato ricoverato in terapia intensiva dopo che i sintomi da Covid-19 si sono aggravati. Nel resto del mondo la situazione continua a esser drammatica negli Stati Uniti con 1150 morti nelle ultime 24 ore. Il bilancio totale dei decessi ha superato quota 10mila. Mentre in Europa i numeri del contagio continuano a crescere – in particolar modo in Spagna, Francia e Germania -, in Cina è stato il primo giorno senza alcun decesso.

Il 6 aprile la situazione a New York continua a essere preoccupante. Oltre a registrare un gran numero di contagi e di decessi giornalieri (1200 nelle ultime 24 ore), dallo zoo del Bronx è arrivata la notizia che il coronavirus ha contagiato anche una tigre della Malesia. Il Gran Bretagna, invece, si registra il ricovero in ospedale del premier Boris Johnson.

Il 5 aprile si conferma il trend di contagi in crescita a livello globale. Gli Stati Uniti hanno toccato quota 312mila persone positive al Coronavirus. Anche in Spagna non si è ancora riusciti a mettere un freno, con oltre 126mila test positivi e quasi 12mila decessi. E se in Italia i numeri continuano a essere in stabile aumento (quindi senza crescita esponenziale da oltre una settimana), in Germani cresce il dato di contagiati e vittime, così come in Francia.

Il 3 aprile si è superata quota 1 milione di contagi in tutto il Mondo. Il dato più emblematico, per il settimo giorno di fila, arriva dagli Stati Uniti dove il numero di positivi al tampone viaggia verso i 250mila casi. Nelle ultime 24 ore 1169 decessi. La Spagna (oltre 112mila), per numero di contagi, ha quasi raggiunto l’Italia. La Germania, con i suoi 84700 casi, ha superato la Cina.

Il 2 aprile si apre all’insegna del tentativo di riscatto dell’Unione Europea, con le scuse di Ursula von der Leyen all’Italia per come l’Unione ha affrontato l’emergenza coronavirus nel nostro Paese ai suoi inizi. Si aggrava la situazione negli Stati Uniti, mentre la Spagna si candida a superare l’Italia come primo paese europeo per numero di contagi complessivi. Continua lo scontro tra Donld Trump e la Cina, con il presidente americano che accusa il Paese del Dragone di aver fornito dati poco credibili sull’emergenza coronavirus.

Mercoledì 1 aprile si registra un nuovo aumento esponenziale in tutto il Mondo. Mentre in Italia si sta sperando nel picco raggiunto in questa settimana, gli Stati Uniti e la Spagna continuano a fare i conti con numeri elevatissimi. I contagiati da Coronavirus negli Usa sfiorano i 190mila; Madrid, invece, ne segnala quasi 96mila. Crescono le cifre spaventose anche in Germania, con numeri raddoppiati in una settimana.

Il 31 marzo è il giorno più nero per gli Stati Uniti. Il numero di contagiati da Coronavirus ha raddoppiato quello della Cina, arrivando a oltre 164mila casi, con oltre 3mila vittime. Anche in Spagna le cifre fanno paura: quasi raggiunta quota 87mila casi di positività.

Il 30 marzo Donald Trump ha dichiarato che l’obiettivo realistico alla fine di questa epidemia è contenere il numero di morti negli Stati Uniti sotto la soglia di 100mila unità, mentre i contagi in tutto il Paese potrebbero essere oltre il milione. In Germania, invece, è arrivata la tragica notizia del ministro regionale dell’Assia Thomas Schaefer, che si è tolto la vita a causa dello stress provocato dalla pandemia.

Il 29 marzo continuano ad arrivare notizie tragiche da New York, che potrebbe diventare la città epicentro del contagio prima ancora di Wuhan. Nonostante questo, c’è stato un violento scontro istituzionale tra Donald Trump e il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo. Il primo avrebbe chiesto il lockdown in quel territorio, incontrando l’opposizione del governatore che la ritiene una misura non necessaria. Questo ritardo continuerà ad aumentare il rischio di una estensione incontrollata del contagio. Intanto, secondo il conteggio ufficiale, i numeri di morti in tutto il mondo ha superato quota 30mila.

Il 27 marzo gli Stati Uniti sono diventati incredibilmente il primo Paese al mondo per numero di contagi, superando di molto anche la Cina. Nelle ultime 24 ore, infatti, gli States hanno fatto registrare un picco di contagi incredibile, con l’epicentro della crisi nella città di New York, che sta pagando il tributo – in termini di morti e contagi – più alto in tutto il Paese. Donald Trump ha annunciato che chiederà aiuto a Xi Jinping per gestire l’emergenza. Nella giornata di oggi, invece, si prevede che il numero dei contagi in Italia possa essere superiore rispetto a quello della Cina.

Il 26 marzo continua il terrore in Spagna. I morti in un unico giorno hanno superato le 700 unità e, a quanto pare, le dinamiche del contagio sembrano essere molto più serie anche di quelle italiane, considerate il gap tra lo scoppio dell’epidemia nella penisola iberica e quello nella penisola italiana. Gli Stati Uniti continuano a registrare una impennata di contagi e, tra qualche giorno, saranno senz’altro la nazione con un numero maggiore di contagi rispetto alla Cina. Dopo la positività del principe Carlo, in Gran Bretagna la percezione del virus sembra essere molto più alta del numero di contagi.

Il 25 marzo sono cresciuti esponenzialmente i contagi negli Stati Uniti e in Spagna. E proprio in terra iberica il numero di morti ha quasi raggiunto quello italiano, a quota 2991. Ma la situazione resta grave anche in Germania e Francia. Visto il ritardo nelle procedure di chiusura delle attività, in questi Paesi è probabile un’impennata dei casi almeno fino al prossimo fine settimana. Nel frattempo gli Usa hanno varato un piano da 2 miliardi di dollari.

Il 24 marzo il numero di contagi da Coronavirus in tutto il Mondo continua a crescere: oltre 380mila contagiati, 16500 vittime. L’unico dato positivo sembra essere quello dei guariti che sono più di 100mila. Nel frattempo anche il Regno Unito ha deciso di prendere misure drastiche dopo l’annuncio di Boris Johnson che ha optato per il lockdown. In Cina, per la prima volta dopo cinque giorni, viene registrato un nuovo caso di contagio autoctono.

Il 23 marzo si discute animatamente sul futuro dei giochi olimpici di Tokyo 2020. Iniziano i primi forfait, con il Canada che ha annunciato la sua mancata partecipazione all’evento se dovesse essere confermato il suo svolgimento a fine luglio-inizio agosto. Ma allo studio del comitato olimpico internazionale e del governo giapponese c’è proprio il rinvio – entro l’anno – dell’evento sportivo più importante al mondo. Continua intanto l’impennata di casi negli Stati Uniti.

Il 22 marzo si registra un solo nuovo caso in Cina, oltre alle 45 cosiddette infezioni di ritorno. Negli Stati Uniti si registra un’impennata nei casi con 8mila positivi nelle ultime 24 ore. Gli USA diventano il terzo Paese per numero di contagiati (oltre 25mila, con 307 morti), dietro Cina e Italia. In Francia i numeri spaventano ancora e il Parlamento ha deciso di limitare spostamenti e circolazione per i prossimi due mesi. In Giappone, dopo una fase di netto calo, tornano a salire i positivi ai tamponi.

Il 21 marzo continua l’escalation anche all’estero per quanto riguarda la diffusione del virus e per quanto riguarda le misure di contenimento del contagio. Il 100% delle attività economiche a New York è chiuso, in seguito alle disposizioni del governo federale, combinate con quelle dello Stato. In tutta Europa continuano le misure di contenimento, anche negli stati inizialmente più renitenti. La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha annunciato per la prima volta la deroga di emergenza al patto di stabilità europeo, con i paesi che possono sforare il rapporto deficit/pil del 3%.

Il 20 marzo il conto delle vittime da Coronavirus nel Mondo ha fatto un altro balzo in avanti. I Spagna si conta una vittima ogni 16 minuti, con il bilancio dei decessi che ha superato quota 800. Negli Stati Uniti sono raddoppiati i contagiati in 24 ore, mentre la California ha deciso di applicare le restrizioni già adottate in Italia.

Il 19 marzo sui mercati c’è l’effetto del whatever it takes di Christine Lagarde, che ha annunciato un acquisto di obbligazioni da parte della BCE per 750 miliardi di euro entro l’anno. In Cina il contagio si è praticamente arrestato. Nella giornata di ieri, c’è stato invece il discorso di Angela Merkel che ha annunciato misure stringenti in Germania contro il contagio da coronavirus.

Il 18 marzo continuano ad estendersi le misure precauzionali in tutti i Paesi d’Europa. La chiusura delle scuole, ad esempio, è stata disposta anche a Malta. In Svizzera, invece, è stato annullato il referendum previsto per il 17 maggio 2020, sulla scia di quanto previsto – in merito alle consultazioni elettorali – anche in Italia e in Francia. Continua a perdere la borsa di Wall Street, mentre lo spread va sull’altalena, oscillando tra i 300 e i 250 punti base.

Il 17 marzo è il giorno in cui anche in Europa scattano provvedimenti drastici. La Francia sceglie, con notevole ritardo la strada dell’Italia con la chiusura di moltissime attività e l’invito a rimanere in casa. La Spagna, dove si segnalano tantissimi contagi in 24 ore (così come in Germania) ha sospeso Schengen. Mentre dalle 12 di oggi l’Unione Europea chiude le sue frontiere esterne. Anche Boris Johnson fa un passo indietro e chiede di evitare viaggi e contatti.

Il 16 marzo ci siamo svegliati con la notizia che, per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, il numero dei morti in un singolo giorno in Cina è stato inferiore rispetto al numero dei morti registrati nelle altre parti del mondo: è il segnale inequivocabile del cambiamento geopolitico dell’epidemia, con il suo spostamento in occidente. Per questo motivo, negli Stati Uniti si stanno prendendo misure drastiche come la chiusura di ristoranti a New York e il blocco di altre attività. La Germania ha chiuso le frontiere con Francia, Svizzera, Austria e Danimarca. Mentre la Spagna ha messo in campo l’esercito. Qui, un contributo di tanti italiani all’estero che stanno vivendo il contagio da fuori.

Il 15 marzo il mondo è letteralmente in panico per la diffusione del coronavirus, diventato un problema su scala globale. Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno dichiarato lo stato d’emergenza. Il Lockdown più simile a quello previsto dall’Italia, al momento, è quello che è stato messo in atto in Spagna, con scuole ed esercizi commerciali chiusi. Negli altri Paesi europei, invece, la situazione resta di allerta, ma non c’è ancora il blocco totale delle attività. Dalla Cina arrivano notizie, intanto, che l’emergenza a livello locale è stata decisamente superata.

Il 13 marzo anche altri Paesi europei hanno iniziato a prendere provvedimenti. La Spagna ha deciso di sospendere i campionati di calcio, la Francia – attraverso una conferenza stampa di Macron – ha annunciato le prime misure di sospensione e chiusure delle scuole e delle Università. I casi nella UE continuano a moltiplicarsi, come anche nel mondo del calcio: in Inghilterra sono risultati positivi il tecnico dell’Arsenal, Mikel Arteta, e l’attaccante del Chelsea Hudson-Odoi. Si va verso lo stop della Premier League.

Il 12 marzo è il giorno dopo. Nella giornata precedente, l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva dichiarato che il coronavirus è una pandemia. Gli Usa hanno iniziato pertanto a prendere le prime misure serie per contrastare il contagio: cancellazione dei voli da e per l’Europa (eccetto la Gran Bretagna) e sussidi per i lavoratori in questo periodo. In Cina, invece, l’ondata si è placata. A Wuhan ci sono soltanto 8 casi in più di persone positive al coronavirus. Il problema, ora, riguarda tutte le altre parti del pianeta.

L’11 marzo l’Austria ha chiuso il traforo del Brennero. Già nella giornata di ieri, Ryanair aveva bloccato tutti i voli da e per l’Italia, mentre la Spagna e altre nazioni europee hanno vietato il traffico aereo verso il nostro Paese. In Cina, l’epidemia sta scemando, con Xi Jinping che si è recato a Wuhan, la città dove tutto è iniziato, per raccogliere i risultati delle drastiche misure intraprese dal governo centrale cinese. Gli ospedali provvisori stanno via via per essere smantellati, mentre centinaia di aiuti verranno inviati all’Italia soprattutto per quanto riguarda presidi sanitari e ventilatori meccanici.

Il 10 marzo è il day after. L’Italia è diventata un’unica zona rossa per decisione del governo, con i provvedimenti presi domenica 8 marzo per la Lombardia (e altre 14 province) estesi a tutto il territorio nazionale. Ma anche nel resto d’Europa la situazione non è migliore: la Germania ha superato i mille contagiati (con due vittime), soglia già abbondantemente superata da Spagna e Francia che contano anche 30 morti. In Cina, invece, il numero di contagi e decessi continua a essere in calo rispetto alle scorse settimane.

Il 9 marzo è il lunedì nero delle borse e, per quanto riguarda l’Italia, anche per lo spread, salito per la prima volta da mesi sopra i 200 punti base: il petrolio crolla del 30%: si tratta del calo peggiore dalla Guerra del Golfo. Mentre la borsa di Tokyo chiude a -5%, trascinando con sé tutti i listini orientali.

L’8 marzo arriva una notizia positiva dalla Cina: per la prima volta dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati registrati solamente 100 nuovi casi. In Italia, invece, la situazione non sembra migliorare con il numero di contagi che è salito superando quota 5mila contagi. Il governo italiano ha allargato le zone rosse all’intera Lombardia e ad altre 14 province.

Il 7 marzo continuano i problemi legati alla diffusione del virus sulle navi da crociera. L’emergenza è definitivamente approdata negli Stati Uniti, con contagi in 24 Stati americani. L’Austria ha deciso di istituire controlli sanitari ai confini con l’Italia, mentre sembra migliorare, dopo oltre due mesi, la situazione in Cina, con un aumento delle guarigioni, arrivate ormai al 70% dei casi totali.

Il 6 marzo il Coronavirus negli Stati Uniti conta 12 vittime colpite da Coronavirus. L’ultima è un uomo anziano, 90 anni, deceduta nello Stato di Whashington. Primi casi di contagio anche in Texas. Anche in Europa crescono le vittime e i positivi ai test. Dalla Germania alla Francia il numero continua a salire, seppure con un ritmo inferiore all’Italia. Tra i tanti affetti da Covid-19 anche un deputato transalpino.

Il 5 marzo si apprende che la California, lo stato americano più colpito dal coronavirus, ha decretato lo stato d’emergenza, mentre non sono previste restrizioni per i voli da e per l’Italia stabiliti direttamente dall’amministrazione Usa. In Francia c’è preoccupazione per il focolaio di Oise, che dovrebbe essere quello più esteso per il contagio da coronavirus. In Cina, dopo giorni di calo, sono tornati a crescere i contagi.

Il 4 marzo l’Oms ha stabilito che il tasso di mortalità da coronavirus è più alto di quanto inizialmente previsto: si è passati da un 2% di vittime a 3,4%. Google ha cancellato una importante conferenza a livello planetario, mentre si sta discutendo su un possibile spostamento a fine anno delle Olimpiadi di Tokyo 2020: uno slittamento del genere potrebbe essere quantificato in 10 miliardi di dollari di spesa in più.

Mentre l’Italia e l’Europa fanno i conti con l’emergenza coronavirus, a livello globale il 3 marzo simboleggia la data in cui è stato riscontrato un netto calo delle vittime e dei contagi a livello globale. Nel mondo, a parte la Cina, proseguono le drastiche decisioni di limitare e cancellare i voli da e verso l’Italia, causando un grave danno all’economia sottolineato anche dall’Ocse che, nelle sue previsioni per il 2020, ha tagliato le stime di crescita dell’Italia portandole a zero. Se l’emergenza dovesse proseguire, anche il Pil globale è destinato a essere dimezzato.

Il 2 marzo si registrano novità importanti dal punto di vista del contagio in altre aree del mondo, mentre l’Italia continua a essere in piena emergenza. Con il computo dei morti arrivato dalla Cina, il bilancio globale dei decessi per coronavirus supera le 3mila unità. In Giappone è sbarcato anche l’ultimo gruppo di viaggiatori a bordo della Diamond Princess, la nave bloccata in porto dal 4 febbraio. Con loro ha completato le operazioni di sbarco anche il comandante italiano, ultimo a scendere dall’imbarcazione. In Francia, è stato annullato il Salone del Libro, mentre in Giappone si calcola una diminuzione degli investimenti del 3,5% a causa del coronavirus.

Il 1° marzo American Airlines ha annuciato di aver sospeso fino al 24 aprile i voli per Milano. A Hong Kong si è registrato il primo caso al mondo di animale da compagnia contagiato da coronavirus: si tratta del cane di una sessantenne. I suoi sintomi, tuttavia, sarebbero molto lievi. Aumentano i contagi in vari Paesi d’Europa, mentre in Italia il numero di contagi è superiore a mille.

Il 29 febbraio si registra una guerra di cifre sui numeri dell’epidemia in Iran, uno dei Paesi più colpiti ma nel quale c’è una diffusione di notizie in proposito molto caotica. Il parlamento locale, in ogni caso, è stato chiuso per far fronte all’emergenza. In Corea del Sud i casi superano i 2000, anche se le vittime si sono fermate a 16, mentre continua l’emergenza nell’isola di Hokkaido in Giappone. Aumentano in maniera esponenziale i casi in Germania e in Francia, con l’Eliseo che ha sconsigliato le strette di mano come espressioni di saluto. In Italia prosegue l’emergenza con le scuole chiuse per altri otto giorni in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. In Campania si è arrivati a quota 13 contagiati, 3 ricoverati e 10 in quarantena. Anche in Emilia-Romagna c’è stato un aumento dei contagi, toccando quota 1.434 test positivi con la maggior parte delle persone che presenta sintomi modesti e gestibili. Dieci i pazienti in terapia intensiva. Il coronavirus ha colpito anche una residente del Lazio, di Fiumicino, e la donna ha contagiato il marito e la figlia. Sono tutti allo Spallanzani in buone condizioni.

Anche il 28 febbraio si conferma il trend in diminuzione delle morti nel mondo per Coronavirus. Continua a crescere, invece, la cifra dei pazienti risultati positivi ai test e ora guariti: 36563. Arriva la notizia del primo caso ufficiale di contagio in Nigeria.

Il 27 febbraio si registra un globale arretramento della malattia, con un numero piuttosto ridotto di morti se confrontati a quelli dei giorni scorsi. Negli Stati Uniti un soldato sarebbe stato contagiato, mentre Donald Trump starebbe valutando uno stop ai voli anche dall’Italia. In tutti i Paesi d’Europa il nostro Paese è guardato con sospetto dopo l’evolversi dei casi che hanno portato a definire 453 contagi. Rinviata la partita del Sei Nazioni di Rugby tra Irlanda e Italia, mentre le squadre di calcio che arrivano in Italia per i match internazionali si presentano bardate di mascherine e guanti (si veda il caso del Ludegorets impegnato con l’Inter).

Il 26 febbraio l’Oms fa sapere che la guarigione da coronavirus riguarda il 95% dei casi. In Italia continua ad allargarsi l’emergenza, dal momento che i contagiati sono 357 in nove regioni italiane. In Francia si registra il primo decesso a Parigi, mentre in Cina il ritmo del contagio è rallentato fortemente. In Africa c’è il secondo caso: si tratta di un cittadino italiano che si trovava in Algeria.

Il 25 febbraio 2020 in Italia è prevista una riunione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza e i governatori delle Regioni italiane. Il tutto dovrebbe definire un piano Nazionale per la gestione dell’emergenza Coronavirus, cercando di evitare soluzioni locali. Nel corso della giornata è cresciuto il numero di contagi in Italia (322) così come quello delle vittime: 11.

Il 24 febbraio è il giorno uno del decreto legge del governo Conte che sta cercando di gestire l’emergenza: scuole e università chiuse in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, grandi eventi (come il carnevale di Venezia) cancellati, concorsi pubblici rinviati a data da destinarsi, chiusure di luoghi d’interesse pubblico e annullamento delle grandi manifestazioni. In Lombardia si sono registrate scene raccapriccianti di supermercati presi d’assalto. Nel resto del mondo, invece, la situazione resta stazionaria, anche se in Australia ci sarebbero stati alcuni passi in avanti nella realizzazione di un farmaco efficace sul coronavirus. Ma occorrerà attendere l’esito di nuovi accertamenti. Intanto sale il numero dei contagi in Italia, con la quota che ha toccato le 219 unità. Le vittime, finora, sono sette.

Il 23 febbraio la situazione in Italia resta critica, con più di 100 contagi generali, distribuiti tra Lombardia, Veneto e Piemonte (oltre ai casi già registrati in Lazio, con il ricercatore arrivato da Wuhan che risulta già guarito). Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, vista l’emergenza – la più alta in Europa -, ha personalmente diretto una task force per limitare il contagio. Sospese le partite e le manifestazioni sportive e culturali in Lombardia e Veneto. Anche la Serie A è coinvolta: non verranno disputate Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo e Verona-Cagliari. «Il decreto legge che abbiamo presentato – ha detto Giuseppe Conte – non consentirà l’ingresso e l’allontanamento nelle aree focolaio, salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta. In quelle aree è già stata disposta la sospensione delle attività lavorative e delle manifestazioni». Sospeso anche il Carnevale di Venezia dopo i due casi confermati di residenti anziani contagiati nel centro della città laguchiunare. L’ordinanza di chiusura per i luoghi culturali in Lombardia riguarda anche i cinema che quindi resteranno chiusi. Questo si ripercuote anche su alcune attività come le anteprime per i film previste a Milano, la Disney ha infatti già comunicato di aver annullato quella di lunedì 24 febbraio per il nuovo film Pixar “Onward”.

Il 22 febbraio l’Italia deve ancora fare i conti con il divagare dell’emergenza: 11 comuni, tra Lombardia e Veneto, hanno sospeso qualsiasi attività, tranne quelle di pubblica utilità. Il ministro Roberto Speranza ha disposto una quarantena obbligatoria (anche se di tipo fiduciario) per tutti coloro che rientrano in Italia dalla Cina. Non mancano le polemiche all’interno del mondo politico per le misure di sicurezza prese: ma la diffusione del contagio nelle regioni del nord Italia è un caso diverso dagli altri che si sono verificati in Europa. Ancora dubbi, infatti, sui pazienti zero e sul fatto che, questi ultimi, non hanno mostrato sintomi della malattia. E intanto nel corso della mattinata, dopo la notizia del primo decesso da COVID-19 di un italiano, arriva la notizia di due nuovi contagi. Il primo è stato registrato a Dolo, in provincia di Venezia, ed è già in terapia intensiva. Questo porta a tre i contagiati da coronavirus nel Veneto. Il secondo è in Lombardia, precisamente a Cremona, e porta la conta degli infetti a 16 casi in Lombardia. A metà mattinata arriva la conferma della seconda vittima italiana per coronavirus, una donna residente a Lodi, in Lombardia. Aveva 75 anni. I casi confermati di coronavirus nella regione salgono a 25. Alle ore 17.30 i casi totali di contagio da coronavirus in Italia sono 52, con l’arrivo del virus anche a Torino. Anche nel capoluogo piemontese comincia la conta dei contagiati.

Il 21 febbraio scoppia l’emergenza coronavirus in Italia. In mattinata, si riscontrano tre casi: si tratta di 38enne ricoverato a Codogno, in provincia di Lodi. L’uomo, che ora si trova in terapia intensiva, non è stato in Cina ma sarebbe entrato in contatto con alcuni colleghi che, di recente, erano stati lì. Oltre all’uomo, anche sua moglie docente incinta e un amico. Nel pomeriggio si ha notizia di altri tre contagi nel Lodigiano, contagi saliti a 15 in tutta la Lombardia in serata. Si riscontrano anche due casi in Veneto e, tra questi, anche la prima vittima italiana di coronavirus.

Il 20 febbraio si sono registrate due vittime a bordo della Diamond Princess, la nave ancorata in giappone dove è letteralmente esplosa l’emergenza da coronavirus. I morti sono due persone anziane (87 e 84 anni) che presentavano problemi di salute già preesistenti. Scende, intanto, il dato dei contagi in un giorno – soltanto 394 -, anche se ciò è dovuto probabilmente a una diversa valutazione, che ormai segue criteri più stringenti, per la diagnosi del virus. Le persone guarite, intanto, continuano ad aumentare: 16448 persone hanno superato indenni la malattia.

La Farnesina ha fatto sapere, il 18 febbraio, che solamente 22 dei 35 nostri connazionali a bordo della nave Giapponese, Diamond Princess, saranno rimpatriati con un volo organizzato dal ministero degli esteri. Gli altri fanno parte del personale tecnico e rimarranno sull’imbarcazione. Mentre si parla di un italiano, ma residente negli Stati Uniti, contagiato da Coronavirus

Il 17 febbraio inizia la mobilitazione sulla Diamond Princess, la nave da crociera ancorata in Giappone che presenta un gran numero di contagiati da coronavirus sui suoi 6000 passeggeri. I cittadini americani verranno evacuati, mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato delle misure per poter riportare a casa anche i 35 nostri connazionali (nessuno dei quali risulta contagiato) che si trovano a bordo. Alcune indiscrezioni dicono che il presidente cinese Xi Jinping sapesse tutto sulla pericolosità del virus dal 7 gennaio. Qualche giorno dopo, l’emergenza si è allargata in tutto il mondo, con un ritardo che può essere stato fatale. Sul versante italiano, il ministro della Salute Roberto Speranza ha continuato a parlare di stop ai voli come rimedio per evitare il più possibile il contagio.

Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio arriva la notizia della prima vittima nell’Unione Europea. Si tratta di un turista cinese si 80 anni deceduto in Francia. A dare la notizia della morte è stata la ministra della Salute transalpina Agnes Buzyn. L’uomo era arrivato a Parigi il 16 gennaio ed era stato ricoverato il 25. Le sue condizioni sono rapidamente peggiorate, fino al decesso. In Italia, invece, il primo test sul giovane Niccolò – il 17enne di Grado rimasto per giorni a Wuhan dopo un’alterazione febbrile – è risultato negativo. Per il momento, però, resterà in quarantena e sotto osservazione allo Spallanzani.

Dopo che l’organizzazione mondiale della Sanità ha dato un nome alla malattia provocata dal coronavirus (il Covid-19), il 13 febbraio si registra ancora forte preoccupazione per la crescita esponenziale del contagio, arrivata probabilmente al suo culmine. La nave giapponese con migliaia di persone a bordo (tra questi anche 35 italiani) ha visto salire a 144 il numero dei suoi contagiati: nessuno dei nostri connazionali è tra questi al momento. Si fanno passi avanti per il vaccino e per l’antivirale, ma ci vorrà ancora tempo. Il periodo in cui il farmaco deve essere sottoposto a test, infatti, è molto lungo. Intanto, le autorità cinesi hanno rimosso i responsabili della sanità della regione di Hubei, quella in cui si trova Wuhan: la loro scarsa prontezza nel dare informazioni sulla diffusione della malattia è stata punita dal presidente cinese Xi Jinping.

Il bilancio, all’11 febbraio, è di oltre mille morti, di cui due fuori dalla Cina: uno a Hong Kong, l’altro nelle Filippine. In California è stato registrato il primo caso. In Italia la situazione resta grave ma stabile per la coppia di cinesi soccorsi nell’hotel di via Cavour. Sembra esser meno preoccupante la situazione che riguarda il primo italiano contagiato (rientrato da Wuhan). Negativi i test effettuati sui due bambini rientrati dalla Cina nel corso dell’ultimo volo organizzato dalla Farnesina. Si attende anche il rientro del 17enne fermo a Wuhan per un altro rialzo febbrile.

Il 10 febbraio gli altri italiani di Wuhan (8 persone) sono stati accolti al Celio, dove trascorreranno un periodo di quarantena. Al momento, restano tre i casi di coronavirus in Italia, dal momento che tutti gli altri test effettuati allo Spallanzani hanno dato esito negativo. Restano però tesi i rapporti tra il nostro Paese e la Cina che continua a non apprezzare il blocco dei voli verso il Paese. Nonostante la prudenza, sono diversi gli stati disposti a offrire aiuti a Pechino: gli Stati Uniti sarebbero disposti a versare 100 milioni di dollari in aiuti per combattere il coronavirus. Resta critica la situazione a bordo della nave da crociera Diamond Princess, con 35 italiani a bordo (25 membri dell’equipaggio): sarebbero 60 le persone contagiate da coronavirus, tra queste nessun italiano,

In volo dalla Cina, nella giornata del 9 febbraio, c’è un altro aereo che porterà in Italia 9 altri italiani rimasti a Wuhan quando il nostro governo ha organizzato un primo piano di rientro: tra questi, tuttavia, non ci sarà il 17enne di Grado arrivato in Cina con un progetto Intercultura. Il ragazzo ha ancora la febbre e, nonostante fosse risultato negativo ai test sul coronavirus, non potrà comunque rientrare in Italia. Nella task force organizzata ieri dal ministro della Sanità, Roberto Speranza ha specificato che i collegamenti aerei con la Cina restano bloccati, nonostante la protesta formale del governo cinese. Xi Jinping non ritiene corretto nei confronti del suo Stato la decisione che l’Italia e altri Paesi hanno preso sul traffico aereo.

Le condizioni del primo italiano contagiato da Coronavirus restano stabili anche l’8 febbraio: il ricercatore emiliano ha detto di stare bene. E arrivano anche delle notizie negative da altri fronti: nella giornata di oggi, infatti, si sono registrate le morti di un cittadino Giapponese e di un cittadino Statunitense, mentre continua la quarantena infinita sulla nave da crociera al largo delle coste del Giappone, dove si trovano a bordo anche 35 italiani.

Il primo italiano contagiato dal Coronavirus è stato confermato nella serata del 6 febbraio. Si tratta di un 29enne rientrato insieme agli altri 55 connazionali da Wuhan con il volo organizzato dalla Farnesina. L’uomo, dopo esser stato in quarantena per diversi giorni all’interno della città militare della Cecchignola, è stato trasferito all’ospedale Spallanzani.

Il 6 febbraio nella nave giapponese contagiata dal coronavirus, il numero dei malati arriva a 20. Il Giappone è uno degli stati extra Cina che ha più contagiati dal coronavirus. Nella giornata di oggi si è registrata un’altra impennata di contagi sempre nell’aerea di Hubei, quella dove si trova Wuhan. Tuttavia, va segnalato anche un dato positivo: le persone che risultano guarite dal coronavirus in tutto il mondo sono 1588. Un numero che, tuttavia, risulta essere sempre inferiore ai nuovi contagi giornalieri.

Il 5 febbraio si inseguono i bollettini diramati da Paesi europei (Francia, Germania e Regno Unito), che hanno invitato i propri connazionali a non recarsi in Cina. Alcune compagnie americane come  United e American Airlines hanno fermato i voli anche per Hong Kong, dove nei giorni scorsi si è registrata anche una vittima. Continua, nel frattempo, la situazione critica sulla nave giapponese su cui si è registrata la diffusione del coronavirus: risultano contagiate almeno 10 persone.

Il 4 febbraio, infatti, oltre alla notizia della prima vittima per il Coronavirus ad Hong Kong, circa 3500 persone sono state bloccate a bordo di una nave a Yokohama (Giappone). Su uno dei passeggeri, un cittadino 80enne, sono stati riscontrati i sintomi del virus e, per questo motivo, i 2500 più i mille dell’equipaggio a bordo della Diamond Princess sono fermi a pochi metri dalla costa.

Il 3 febbraio è stato il giorno del rientro degli italiani dalla Cina, attraverso il ponte aereo creato con l’aeroporto di Pratica di mare: i nostri connazionali trascorreranno un periodo di quarantena presso la cittadella militare della Cecchignola. In Cina, dopo il periodo delle festività legate al capodanno, le borse hanno riaperto, facendo segnare dei fortissimi rallentamenti all’economia di mercato.

Il 2 febbraio ci sono state altre misure di sicurezza prese dai governi di tutto il mondo contro il coronavirus. In Italia sono state annunciate misure sanitarie anche sulle navi che arrivano nei porti italiani dalle aree extra UE. Sono stati diffusi i dettagli rispetto al volo che farà rientrare gli italiani da Wuhan ed è stato comunicato che all’aeroporto Pratica di Mare verrà allestita una tensostruttura medica per effettuare le prime indagini sui nostri connazionali. Si allenta invece la stretta dal punto di vista commerciale, visto che i voli merci da e per la Cina sono stati nuovamente consentiti.

Sempre in Cina – e sempre il 2 febbraio – si è avuta notizia dell’annullamento dei dazi su prodotti sanitari americani che possono in qualche modo aiutare a contrastare il virus. Inoltre, sono stati chiesti degli aiuti all’Unione Europea, che ha prontamente inviato 12 tonnellate di materiale sanitario.

Dal 1° febbraio continuano a essere annunciate misure molto stringenti. Ormai sono diverse le aziende che hanno fermato la loro produzione in Cina. Nel Paese del dragone erano previste anche gare della coppa del mondo di sci, che invece verranno spostate in Europa, senza modificare il calendario.

Dopo i primi due casi riscontrati a Roma e ufficializzati da Palazzo Chigi, l’Italia ha comunicato che dal 31 gennaio sarà attivato un blocco aereo da e per la Cina. Nel frattempo, nel mondo, si riflette anche sulla possibilità di una rimodulazione del calendario del Mondiale di F1, con la tappa cinese che potrebbe slittare o essere cancellata.

Le misure di sicurezza che sono state prese contro il coronavirus dalla metà di gennaio al 30 gennaio allargano sempre di più il loro spettro: Ikea ha chiuso gli stabilimenti in Cina, mentre la Super League cinese, il massimo campionato di calcio, ha rinviato le partite che si sarebbero dovute disputare nei primi mesi del 2020. Anche in Italia si stanno rinforzando sempre di più le misure di sicurezza, dal momento che il conservatorio di Santa Cecilia a Roma ha reso obbligatorie le visite mediche per gli studenti orientali.

In precedenza si era passati dalla chiusura del mercato di Wuhan, passando per l’isolamento della città con oltre 40 milioni di abitanti. Le sue strade deserte sono spettrali. Non solo: nell’area della metropoli, sono state chiuse le scuole e le università. Il 29 gennaio, British Airways ha ritenuto opportuno cancellare tutti i voli per la Cina, la Toyota ha deciso di sospendere la produzione locale almeno fino al 9 febbraio, Starbucks ha seguito Mc Donald’s nella chiusura di metà dei suoi stabilimenti in tutto il Paese.

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In Baviera sono stati riportati tre casi di persone affette da coronavirus, e negli Emirati Arabi è stato registrato il primo, mentre in Tibet, ultima regione della Cina ad essere stata raggiunta dal virus, c’è un primo sospetto. Intanto nella notte sono partiti da Whuan i primi voli per far rimpatriare gli stranieri che erano rimasti bloccati nella città messa in quarantena. Per ora hanno fatto ritorno i cittadini Statunitensi e Giapponesi, ma Donald Trump sta valutando la possibilità di sospendere tutte le tratte aeree con la Cina: una misura che ancora nessuna paese ha adottato.

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