Coronavirus monitor: quanti sono i morti e quali sono le misure di sicurezza messe in atto

di Gaia Mellone | 13/07/2020

coronavirus
  • Registrati i primi due casi anche in Italia

  • Nella notte partiti i voli da Whuan verso Usa e Giappone per rimpatriare gli stranieri

  • Donald Trump starebbe valutando di chiudere i collegamenti aerei con la Cina

Il contagio da coronavirus continua ad avanzare, con un incremento dei casi che possiamo registrare anche lunedì 13 luglio. Il tutto è stato reso possibile grazie ai crescenti controlli sempre più stringenti sia in Cina che nel resto del mondo. Ormai, i focolai si sono spostati in altre aree del pianeta: l’Italia in primis, ma anche gli Stati Uniti, la Spagna e la Germania.

Quanti sono i morti per coronavirus

Il numero di casi segnalati però porta il nuovo «demone», come lo ha definito Xi Jinping, a superare la Sars, la terribile sindrome che spavento il mondo nel 2003. Al momento in cui scriviamo sono infatti 12.910.357 i casi confermati, mentre i morti sono 569.128. Nella giornata del 2 febbraio, si era registrato il primo fatto inedito: nelle Filippine, infatti, si contava la prima persona deceduta al di fuori dei confini della Cina. Due giorni dopo, si era registrata una vittima anche a Hong Kong.

Il virus è arrivato anche in Italia, come confermato ormai nella serata di giovedì 30 gennaio dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Per quanto riguarda i contagi nelle aree in Europa, il 6 febbraio è arrivata la notizia del primo italiano coinvolto. Si tratta di un uomo rimpatriato da Wuhan e messo in quarantena alla Cecchignola di Roma. Ma l’esplosione dei casi nel Nord Italia ha iniziato a preoccupare dalla mattina di venerdì 21 febbraio.

Tutte le misure di sicurezza prese contro il coronavirus, giorno dopo giorno

Il 13 luglio non si ferma l’ondata di contagi negli Stati Uniti: in un solo giorno, oltre 60mila nuovi contagiati. Intanto, il Messico ha superato l’Italia per morti causati dal coronavirus (il nostro Paese ora è dietro a Stati Uniti, Brasile, Regno Unito e, appunto, Messico). In Spagna, invece, fa discutere la decisione del tribunale di Lleida di sospendere il lockdown deciso per 8 comuni della Catalogna, dove nelle ultime 24 ore erano stati registrati più di 800 nuovi contagi.

Il 12 luglio si registra un record di nuovi casi relativi alle ultime ore in moltissimi paesi del mondo. In sole sei settimane i numeri globali relativi alla pandemia sono raddoppiati. Oltre 12 milioni e mezzo gli infetti e quasi a 600 mila i morti nel mondo a causa del Covid-19. I paesi attualmente in ginocchio sono quelli dove ci sono meno risorse sanitarie e solo chi ha accesso alla sanità privata ottiene buone cure: la situazione peggiore in questo senso è in Pakistan, Sudafrica, India, Brasile, Perù e Cile.

Il 7 luglio è arrivata la notizia, dal Brasile, del tampone effettuato su Jair Bolsonaro dopo aver riscontrato febbre alta e problemi respiratori. L’esito dell’esame dovrebbe arrivare nel corso del pomeriggio italiano. Nel frattempo, i dati sul Coronavirus continuano a preoccupare in America Latina, negli Stati Uniti (+55mila nuovi contagi in 24 ore), ma anche in India a in Russia.

Il 6 luglio, l’Oms fa segnare un nuovo record giornaliero di contagi: in tutto il mondo sono oltre 200mila i nuovi pazienti di coronavirus. Occorre anche evidenziare il grande disagio dell’India, un Paese che è drammaticamente salito al terzo posto tra quelli con più contagi nel mondo.

Il 5 luglio si segnalano altri 43mila nuovi contati negli Stati Uniti e Donald Trump torna ad attaccare la Cina. Buona parte dei nuovi infettati in Florida (+11mila nelle ultime 24 ore). Negli Usa, da inizio pandemia, sono risultate positive al Coronavirus oltre 2,8 milioni di cittadini.

Il 3 luglio gli Stati Uniti toccano un nuovo record di contagi: oltre 53mila nelle ultime 24 ore. Numeri che hanno portato il sindaco di Miami non solo a chiudere nuovamente cinema, teatri e casinò, ma anche a optare per un coprifuoco notturno dalle 22 alle 6.

Il 2 luglio la situazione negli Stati Uniti e in America Latina continua a essere molto grave. Negli Usa è stata superata la soglia dei 50mila nuovi contagi nelle ultime 24 ore; Più a Sud, invece, la quota è di oltre 72mila nuove infezioni. Anche in India continua a essere molto alto il numero di infezioni.

Il 1° luglio si registra un’altra giornata molto negativa per gli Stati Uniti in termini di nuovi contagiati: oltre 47mila in più rispetto alle 24 ore precedenti. Cifra, purtroppo, molto simile a quella dei nuovi infettati in America Latina. Dal Brasile, poi, arriva la notizia dal tribunale federale: Jair Bolsonaro è esentato dall’obbligo di usare la mascherina nel corso di occasioni pubbliche.

Il 30 giugno resta delicata la situazione contagi in America Latina. I dati parlano di oltre 45mila nuovi contagiati nelle ultime 24 ore (il leggero calo rispetto agli ultimi giorni, ma con un livello sempre elevato). Negli Stati Uniti alcuni Stati del Sud ripropongono un parziale lockdown: chiudono per 30 giorni cinema, palestre e bar in Arizona; a Los Angeles è stato deciso di chiudere le spiagge in occasione delle celebrazioni della Festa dell’Indipendenza. I teatri di Broadway annunciano la serrata per altri quattro mesi, con possibile ripartenza nel 2021.

Il 29 giugno è stata superata la quota dei 10 milioni di contagi al mondo e delle 500mila vittime totali. Negli Stati Uniti la situazione è tornata a essere decisamente preoccupante, con nuovi focolai sia in Texas, sia in Florida. Il Paese, con i suoi 2,5 milioni di contagi e con le sue 125mila vittime, al momento, si conferma il territorio più colpito dalla pandemia di coronavirus nel mondo.

Il 26 giugno si apre con una polemica che arriva dagli Stati Uniti: Bill Gates ha risposto alle parole di Donald Trump definendo falsa l’equazione che negli Usa il numero di contagi continua a crescere perché si fanno più test. E proprio da Oltreoceano continua a non abbassarsi la curva dei nuovi infettati: +37mila nelle ultime 24 ore (con 692 nuovi decessi). E la pandemia da Coronavirus continua a far crescere i propri numeri in America Latina, con quasi 59mila nuovi casi in una sola giornata.

Il 25 giugno, continua a essere superiore a 150mila la quota di nuovi contagi. L’Australia, ad esempio, teme una seconda ondata e ha inviato l’esercito nelle strade di Melbourne. L’epidemia sta virando verso i Paesi dell’America meridionale in maniera molto decisa, come testimoniato dal continuo incremento in Brasile e in Perù. Ma anche l’India è nell’occhio del ciclone: la sensazione è che l’ondata stia colpendo tutti quegli stati dove l’emergenza sanitaria era già precedente al coronavirus. Negli Stati Uniti ancora una giornata nera per il numero di contagi. La notizia positiva è la riapertura, dopo tre mesi, della Tour Eiffel in Francia.

Il 23 giugno è stata superata quota 9 milioni di contagiati in tutto il mondo. Se negli Stati Uniti la curva – di nuovi positivi e decessi – è in lieve calo da diverse settimane, in America Latina la situazione continua a essere molto grave. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati quasi 40mila nuove infezioni, con 1820 morti. La giornata politica è stata condizionata dalle nuove accuse dagli Stati Uniti alla Cina che hanno mandato in subbuglio il mercato. Poi, però, è stato corretto il tiro. Ma gli effetti sulle Borse sono stati evidenti e inevitabili.

Il 22 giugno i dati continuano a preoccupare soprattutto nei Paesi in via di sviluppo: siamo ormai sulla soglia dei 9 milioni di contagiati in tutto il mondo. L’Oms ha dato alcune linee guida sulla negativizzazione, che può essere considerata tale anche a partire da tre giorni senza sintomi, senza necessità di effettuare un doppio tampone negativo. Negli Stati Uniti, Trump continua a insistere sul bisogno di fare meno test rispetto agli altri Paesi del mondo.

Il 21 giugno ha fatto molto rumore la frase pronunciata da Donald Trump nel suo comizio di apertura per la campagna elettorale, in cui ha affermato che gli Usa devono rivedere la loro politica sui tamponi, facendone di meno per avere un numero inferiore di contagi. La situazione più preoccupante nelle ultime ore si sta registrando nel Perù, che in poco tempo ha superato il numero di contagi in Italia.

Il 19 giugno arriva la notizia che il Presidente dell’Honduras – Juan Orlando Hernández – e sua moglie Ana García sono risultati positivi al Coronavirus. Lui con alcuni sintomi, lei invece è asintomatica. Negli Stati Uniti, la situazione sembra aver raggiunto il cosiddetto plateau della curva epidemiologica, anche se si segnalano nuovi e intensi focolai di contagio in Texas e Florida dove, nelle ultime 24 ore, è stato raggiunto il record di nuovi infettati. Nel frattempo, lunedì 22 è stata programmata la riapertura di negozi, bar e ristoranti a New York.

Il 18 giugno con 139.500 casi nelle ultime 24 ore si è registrato il numero più alto di contagi in un solo giorno dall’inizio della pandemia. La crisi si sta globalmente spostando nel continente americano, ma anche in Cina ci sono preoccupazioni. Il focolaio di Pechino sta tornando a infiammarsi e le autorità hanno messo in campo delle misure straordinarie per arginarlo. Smentita la ricostruzione che il virus sia stato riportato nella capitale a causa del salmone affumicato norvegese. Negli Stati Uniti il numero di morti per coronavirus ha superato quello causato dalla Prima Guerra Mondiale.

Il 17 giugno si segnalano oltre 35mila nuovi contagi in Brasile. Un numero mai così alto, in 24 ore, dall’inizio dell’epidemia. Ma c’è una nuova emergenza negli Stati Uniti, in particolare in Florida, Arizona e Texas. La situazione resta critica anche in India.

Il 16 giugno il nuovo focolaio di Pechino conta 27 nuovi casi di Coronavirus. Il governo cinese ha deciso di sospendere tutte le attività sportive e gli eventi, per tentare di contenere e ridurre al minimo le nuove infezioni nel cluster. La situazione continua a essere preoccupante in America Latina, dove il Brasile continua a essere il capostipite dei contagi e delle vittime. Nel frattempo, come danno collaterale, arriva il nuovo rinvio per la notte degli Oscar che, al momento, è prevista per il 25 aprile 2021.

Il 15 giugno resta alta l’attenzione per il focolaio di Pechino che, tuttavia, promette che non si trasformerà in una nuova Wuhan. In ogni caso, sembra proprio l’Asia la parte del mondo maggiormente interessata da una potenziale seconda ondata. In Iran il numero di casi è in risalita, stessa cosa dicasi per il Pakistan, che ha fatto registrare un record negativo di contagi nelle ultime ore. I mercati asiatici, spaventati per questa possibile seconda ondata, reagiscono con perdite consistenti.

Il 14 giugno si segnala un nuovo pericoloso focolaio in Cina. Buona parte dei 57 nuovi contagi da Coronavirus arriva da Pechino. La situazione continua a essere fuori controllo in America Latina dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati altre 44mila nuove infezioni e 2300 decessi, con il Brasile che rappresenta (come da settimane a questa parte) quasi il 50% dei casi.

Il 12 giugno, come evidenziato anche dall’Oms, l’epidemia si snoda seguendo due tronconi. In Europa l’allerta rimane elevata, ma i dati delle ultime settimane fanno pensare che il peggio sia passato. In America Latina, invece, i numeri continuano a crescere impietosamente. In Brasile, per esempio, negli ultimi tre giorni sono stati contati oltre 100mila nuovi contagiati. Il totale degli infettati dall’inizio dell’emergenza sale, dunque, a oltre 800mila, con 40mila decessi.

L’11 giugno si registra anche la presa di posizione dell’agenzia di stampa statale cinese Xinhua che, nel giorno in cui gli Usa hanno superato la quota dei 2 milioni di contagi, ha affermato: “Strano che il virus non si sia fermato negli Usa”. Insomma, continuano a restare alte le tensioni tra i due Paesi, anche a livello mediatico. Al di là delle polemiche, il dato dei 2 milioni di contagi negli Stati Uniti è problematico: a inizio pandemia, Trump aveva dichiarato di voler contenere il contagio e di potersi dire soddisfatto se le vittime fossero state meno di 100mila. Quei numeri sono stati drammaticamente superati dagli eventi.

Il 10 giugno rischia di essere il giorno più difficile per quel che riguarda la pandemia globale. In America Latina i numeri continuano a essere più che preoccupanti, con oltre 33mila nuovi contagi nel corso delle ultime 24 ore. Ancora una volta, come accade da settimane, il dato più pesante arriva dal Brasile con oltre 15mila nuovi infettati e 679 vittime.

Il 9 giugno l’Austria ha iniziato a studiare l’ipotesi di una riapertura dei confini con l’Italia, dopo le polemiche delle ultime settimane. Come accaduto con la Grecia, si pensa a una selezione in base alla Regione di provenienza. Nel resto del mondo la situazione legata i nuovi contagi e alle vittime da Coronavirus resta ancora critica in America Latina, con oltre 33mila infezioni nelle ultime 24 ore. Solo in Brasile i casi hanno superato le 700mila unità, con oltre 37mila decessi.

L’8 giugno con una decisione clamorosa il Brasile di Jair Bolsonaro ha deciso di oscurare i dati sul coronavirus. Le vittime nel mondo hanno superato quota 400mila, mentre sono ormai più di 7 milioni le persone contagiate dall’inizio dell’epidemia.

Il 5 giugno il Brasile supera, per numero di decessi, l’Italia diventando – con oltre 34mila vittime – il terzo Paese al mondo per quel che riguarda i cittadini morti per Coronavirus (dopo Stati Uniti e Regno Unito). I numeri dell’America Latina continuano a essere drammatici anche per quel che riguarda i numeri dei contagi in Perù e Cile. In Argentina, nel frattempo, il periodo di quarantena proseguirà almeno fino al 28 giugno nelle aree più colpite, come la capitale Buenos Aires e le sue province.

Il 4 giugno è stato accertato che anche George Floyd, afroamericano ucciso dalla polizia di Minneapolis, fosse positivo al coronavirus, ma questa notizia non ha nulla a che vedere con le dinamiche della sua morte. Resta critica la situazione in Brasile che continua a registrare decessi record nelle ultime 24 ore. Fanno scalpore le parole di Jair Bolsonaro, il quale ha affermato che “dispiace per le vittime, ma che tutti siamo destinati alla morte”.

Il 3 giugno è un altro giorno nero per l’America Latina. In 24 ore, infatti, sono stati registrati oltre 45mila casi di nuovi contagiati dal Coronavirus. A trainare questo terribile trend è, ancora una volta, il Brasile che in una sola giornata ha registrato 1262 decessi (il punto più alto dall’inizio della pandemia). Ma anche in termini di nuovi infettati i numeri fanno paura: quasi 29mila in un solo giorno.

Il 2 giugno il trend di contagi da Coronavirus non accenna a intraprendere la discesa in America Latina. Il Brasile si sono registrati oltre 12mila nuovi infettati nelle ultime 24 ore, con oltre 643 nuove vittime. Il totale della pandemia nel Paese guidato da Bolsonaro è arrivato a toccare quota 526mila persona, con quasi 30mila decessi. In un solo mese, nel solo Stato verdeoro, si è quintuplicato il numero di morti. Negli Stati Uniti, invece, la curva sembra essere in calo rispetto alle settimane precedenti.

Il 1° giugno continua ad aggravarsi la situazione in America Latina. Segnalazioni di un’epidemia incontrollata ormai arrivano anche dalla Russia e dall’India. Nuovi studi certificano che l’epidemia sia iniziata molto prima rispetto ai casi accertati a febbraio in Europa. Restano alte le tensioni tra Stati Uniti e Cina rispetto alle nuove possibili sanzioni legate alla gestione della crisi sanitaria, ma anche collegate alle proteste che stanno attraversando Hong Kong.

Il 31 maggio è stata superata la soglia dei sei milioni di casi nel mondo. In tutta l’America Latina, il continente che in questo momento sta affrontando la fase più acuta dell’emergenza, i contagi sono stati oltre 50mila nelle ultime 24 ore. Tensioni tra i Paesi dell’Unione Europea per l’apertura dei confini, con diversi stati che hanno impedito l’accesso dal 3 giugno in Italia, per motivi di sicurezza.

Il 29 maggio il numero di contagi da Coronavirus in Brasile cresce inesorabilmente. Nelle ultime 24 ore, infatti, sono stati registrati oltre 26mila nuovi infettati. Buona parte di loro arriva dallo Stato di San Paolo. Come accade da almeno due settimane, il nuovo epicentro della pandemia è l’America Latina. Negli Stati Uniti tornano a crescere i dati: in un solo giorno più di 1100 vittime. A preoccupare è la California con 2607 contagi in 24 ore.

Il 27 maggio è stata superata quota 350mila vittime in tutto il Mondo. Come già accaduto nel corso delle ultime due settimane, l’epicentro della pandemia non è più l’Europa, ma l’America Latina. Ancora una volta, infatti, proprio dal continente sudamericano arrivano numeri che fanno impennare la curva dei contagi a livello mondiale.

Il 26 maggio si registra un calo nel numero delle vittime da Coronavirus negli Stati Uniti. Il dato resta alto, ma in controtendenza rispetto alle ultime settimane. La situazione, in termini di contagi, resta molto grave in America Latina. Tra Brasile, Perù, Cile, Messico e Argentina si segnalano oltre 795mila casi di infezione e l’Oms ha definito il Sudamerica come il nuovo epicentro della pandemia.

Il 25 maggio continuano le tensioni tra Usa e Cina, i due Paesi vengono definiti praticamente sull’orlo di una guerra fredda per il caso della diffusione del virus e per le misure di contenimento che non sarebbero state comunicate in tempo da Pechino. Si aggrava la situazione in America Latina: non solo il Brasile come focolaio di contagio, ma anche gli altri Paesi del Sud America stanno affrontando lo scotto della pandemia, contribuendo a portare il numero dei contagi ben al di sopra dei 5 milioni di persone.

Il 22 maggio, continuano a crescere i numeri del Coronavirus negli Stati Uniti e in America Latina. Negli Usa, in 24 ore, sono stati registrati altri 1500 decessi. La situazione continua a essere fuori controllo i Brasile, che si appresta a superare la Russia al secondo posto per numero di contagiati. Nel frattempo la Francia chiede la sospensione del patto di Stabilità anche per il 2021.

Il 21 maggio l’Oms segnala che le ultime 24 ore sono state quelle peggiori dall’inizio dell’epidemia a livello globale: i 106mila contagi in più, infatti, hanno fatto segnare un nuovo record. Mentre in Europa la diffusione ha rallentato – tranne in Svezia dove non è stato preso alcun provvedimento dal punto di vista del lockdown -, nel resto del mondo e soprattutto in Brasile contagi e morti non si fermano. Preoccupazione anche per la diffusione dell’epidemia nei Paesi in via di sviluppo.

Il 20 maggio è ancora un giorno difficile, soprattutto in Brasile. In 24 ore si sono registrati quasi 1200 vittime, con l’ennesima impennata anche nel numero di contagi. Ora, il Paese di Bolsonaro, è il terzo al mondo per numero di infettati. La situazione continua a essere critica in tutta l’America Latina.

Il 19 maggio Donald Trump attacca nuovamente l’Oms minacciando lo stop definitivo dei fondi statunitensi in favore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (come già annunciato qualche settimana fa). Il tutto mentre spiega di assumere una pillola al giorno di idrossiclorochina come rimedio di prevenzione anti-Covid. Per quel che riguarda i numeri, cresce il dato dei contagi in America Latina, con il Brasile che conta altri 13mila infettati in 24 ore.

Il 18 maggio è il giorno della riapertura di bar, ristoranti, parrucchieri e servizi alla persona per l’Italia. Ma nel resto del mondo la situazione resta critica. In Spagna, il premier Sanchez ha prolungato lo stato di emergenza, mentre in Belgio – dove la mortalità del Covid-19 ha avuto valori percentuali molto alti – medici e infermieri si sono voltati di spalle al momento dell’arrivo del premier che ha affrontato la situazione di emergenza, in segno di protesta. Il Giappone torna in recessione a causa del coronavirus per la prima volta dal 2015.

Il 16 maggio Donald Trump accelera sul vaccino e dichiara che potrebbe essere disponibile gratuitamente per la popolazione americana. Sempre negli Usa, invece, è stato approvato per la prima volta nella storia l’utilizzo del voto telematico per evitare assembramenti al Congresso. In Brasile è sempre più crisi nera: Bolsonaro perde anche il secondo ministro della Salute in pochi giorni, mentre i contagi superano quota 4mila nelle ultime 24 ore.

Il 15 maggio i dati sul Coronavirus nel Mondo segnalano una situazione ancora molto difficile in tutto il continente Americano. Nelle ultime 24, negli Stati Uniti si contano oltre 1800 nuovi decessi, mentre i contagi superano quota 1,4 milioni. Come nelle previsioni, negli ultimi giorni anche l’Argentina sta affrontando un picco nella curva dei nuovi infettati. Stessa situazione, ma che va avanti da giorni, in Brasile e Perù.

Il 14 maggio l’Oms ha lanciato l’allarme sul fatto che, dopo il lockdown, in tutto il mondo è la salute mentale delle persone a essere considerata maggiormente a rischio. La Germania ha riaperto le frontiere, ma restano vietati i viaggi verso l’Italia. Negli Stati Uniti, sono diverse le persone che sono scese in piazza per protestare contro la mancata ripartenza, mentre la Russia ha sospeso l’utilizzo dei ventilatori donati dall’Italia sostenendo come questi fossero pericolosi.

Il 13 maggio la situazione continua a esser molto critica in America Latina. In 24 ore si contano oltre 20mila nuovi contagi, per un totale di 400.807 casi. Il tutto trainato dai numeri che arrivano dal Brasile e dal Perù. Giornata difficile anche per gli Stati Uniti, dove si contano quasi 1900 vittime in più rispetto a ieri. In Europa, l’Austria sta valutando la riapertura dei confini, ma non verso l’Italia.

Il 12 maggio il numero di vittime da Coronavirus negli Stati Uniti supera quota 80mila. La situazione continua a esser gravi, in termini di contagi, anche in America Latina. In particolare in Brasile, dove si sono contatati – solo nelle ultime 24 ore – oltre 5500 nuovi infettati.

L’11 maggio aumentano i casi in Cina, Germania e Corea del Sud. Nello stato europeo, addirittura, l’indice di contagio sembra essere risalito fino a R0 uguale a 1,1. In Corea del Sud, invece, Seoul  ha richiuso bar e ristoranti per un preoccupante aumento dei contagi all’interno della capitale. Il segnale inequivocabile che questa fase 2 sarà un vero e proprio percorso a ostacoli. Continuano a salire i contagi in Brasile con 11mila persone infettate in più. Anche in Russia la situazione resta molto complessa.

L’8 maggio i dati più preoccupanti arrivano dal Brasile. Nelle ultime 24 ore, infatti, si è registrata un’impennata nel numero di persone contagiate con quasi 10mila persone infettate in più. Il totale, da inizio emergenza, supera quota 135mila, con oltre 9mila morti (comprese le 610 dell’ultima giornata). Ma la situazione è grave in tutta l’America Latina dove, in un solo giorno, si sono contati 20mila nuovi contagi.

Il 7 maggio si infiammano le polemiche che arrivano direttamente dalla Francia: alcuni atleti dei giochi militari che si sono svolti nell’ottobre 2019 a Wuhan avevano mostrato sintomi compatibili con il coronavirus al loro rientro in patria. La polemica che sta prendendo sempre più piede è che in Cina il virus circolasse già dall’autunno del 2019. Intanto, le polemiche tra Usa e Cina continuano: nonostante Mike Pompeo abbia detto di non avere prove in merito all’origine laboratoriale del coronavirus, Donald Trump ha continuato ad affermare che l’epidemia sia stato un attacco peggiore di Pearl Harbor.

Il 6 maggio torna a salire la curva delle vittime negli Stati Uniti. I morti, in sole 24 ore, sono raddoppiati passando da poco più di mille a oltre duemila. Nel frattempo, però, Donald Trump ha rilasciato l’ennesima dichiarazione destinata a far discutere: «Non possiamo continuare a rimaner chiusi, anche a costo di rischiare la perdita di vite umane».

Il 5 maggio si registra, per il secondo giorno di fila, un incremento più lieve nel numero di vittime da Coronavirus negli Stati Uniti. Anche la curva dei contagi, a livello globale, segna un evidente e stabile calo. Nel frattempo prosegue il botta e risposta tra Usa e Cina dopo l’accusa della Casa Bianca del virus creato nel laboratorio di Wuhan. Sul tema è intervenuta anche la Oms, invitando Donald Trump a presentare le prove di queste accuse.

Il 4 maggio, che in Italia coincide con l’avvio della fase 2, è la giornata di massime tensioni tra Usa e Cina. Oltre alle accuse di Donald Trump sulla Cina che avrebbe fabbricato in maniera sintetica il virus in un laboratorio di Wuhan, si aggiungono anche le dichiarazioni del segretario di Stato Mike Pompeo. Tutto ciò ha provocato delle tensioni enormi sull’asse Usa-Cina, che hanno avuto dei riflessi anche sull’apertura dei mercati europei nella giornata di lunedì. Complessivamente, si osserva un sostanziale rallentamento del numero dei contagi a livello globale.

Il 3 maggio gli Stati Uniti continuano a essere il Paese con il più alto numero di contagiati e vittime. Mentre la curva della pandemia non ha ancora iniziato la sua fase di discesa, è scontro aperto tra il numero uno della Casa Bianca Donald Trump e i vari governatori degli Stati per la fase-2. Il governo statunitense, infatti, vuole accelerare la ripresa, ma in molte zone degli Usa è ancora altissimo il tasso dei contagi.

Il 2 maggio Donald Trump ha dato il via alla cura da coronavirus con il Remdesivir, il farmaco che nei giorni scorsi era stato al centro di più di una contestazione, sia per i suoi effetti ancora non completamente dimostrati, sia per il fatto che sia stato accolto come una sorta di panacea, quando invece non è esattamente così. La Germania, per il quinto giorno consecutivo, vede aumentare il numero dei contagi, dopo l’allentamento delle misure di lockdown. È stato chiuso l’ospedale da campo di Madrid, in Spagna, e ci sono state lacrime da parte degli operatori sanitari all’uscita dell’ultimo paziente.

Il 30 aprile si regista un picco nei decessi nel Regno Unito che ora diventa il terzo Paese al Mondo per numero di morti superando quota 26mila (quasi come l’Italia). Anche negli Stati Uniti, nelle ultime 24 ore, si sono contati molti più contagiati rispetto ai giorni precedenti. Nel frattempo la situazione continua a esser molto grave in Sudamerica, con il Brasile in testa.

Il 29 aprile è stata superata la soglia del milione di contagi negli Stati Uniti. Il presidente Trump ha detto che questo risultato è dovuto al fatto che nessuno come gli USA ha effettuato al mondo una mappatura del contagio così capillare, grazie ai tamponi migliori del mondo. In Europa, in Germania si stanno palesando i primi dubbi sulla ripartenza anticipata, visto l’aumento della curva dei contagi. Anche la Francia ha frenato, sottolineando come le riaperture saranno previste per step. In Cina, il parlamento è stato convocato per il prossimo 22 maggio.

Il 28 aprile il numero di contagiati nel mondo supera quota 3 milioni, con gli Stati Uniti che coprono quasi un terzo del totale. Fortunatamente, però, il numero di decessi sembra essere ridotto rispetto agli aggiornamenti quotidiani delle ultime settimane. Allo stato attuale, la situazione più critica sembra essere in America Latina dove, specialmente in Brasile, il numero di nuovi positivi cresce abbondantemente. Nel frattempo, dagli Stati Uniti arriva una nuova accusa a Donald Trump: avrebbe ignorato i report dell’intelligence sulla portata e la pericolosità del Coronavirus.

Il 27 aprile, la Nuova Zelanda ha dichiarato sconfitto il coronavirus: la nazione oceanica è tra le poche al mondo che può contare su un contagio zero in questo momento. Per quanto riguarda i livelli dell’economia globale, le misure intraprese dalla banca del Giappone hanno ridato vitalità alle borse asiatiche, mentre invece – per quanto riguarda il prezzo del petrolio – i mercati hanno subito una ulteriore frenata. Negli Stati Uniti si è arrivati al limite della soglia record di un milione di contagi a causa del coronavirus.

Il 25 aprile arriva la terribile notizia della morte di una bambina di 5 mesi negli Stati Uniti. In Cina, per il decimo giorno consecutivo, non si è registrato alcun decesso. Resta seria la situazione delle navi da crociera in Giappone: altri 60 contagiati sono stati registrati su una nave Costa.

Il 24 aprile la situazione negli Stati Uniti continua a essere molto grave. Il numero di contagiati da Coronavirus sale a quota 869mila, mentre i decessi (oltre 3mila in 24 ore) sfiorano le 50mila unità. Nel frattempo fa molto discutere la proposta di Donald Trump, priva di fondamenti scientifici, di iniezioni di disinfettante per uccidere il virus. Anche in America Latina i numeri iniziano a salire vertiginosamente, con i contagi cresciuti di oltre 20mila unità in meno di 48 ore.

Il 23 aprile è il giorno del Consiglio Europeo che darà una svolta decisiva alle misure da adottare a livello comunitario per rispondere alla crisi economica successiva alla pandemia di coronavirus. Dalla Francia, arriva uno studio sul coronavirus che sarebbe limitato dall’utilizzo della nicotina, ma è arrivata anche una netta smentita da parte dell’Oms.

Il 22 aprile dagli Stati Uniti arriva la notizia di altri 270 morti in 24 ore. I contagi hanno superato quota 800mila. Nel frattempo, il presidente Donald Trump dice che ora si vede la luce in fondo al tunnel, mentre il procuratore generale del Missouri ha presentato una causa contro la Cina per il ritardo nelle comunicazioni sul Coronavirus. In Europa la situazione continua a esse grave, ma stabile.

Il 21 aprile si registrano, solo negli Stati Uniti, 1433 decessi (per un totale che supera i 42mila morti). Gli Usa si confermano il Paese più colpito al Mondo, arrivando a quota 787.370. Nel frattempo Donald Trump ha deciso di sospendere temporaneamente l’ingresso dei migranti e ha esaltato i vari governatori che stanno allentando le misure di lockdown. In Europa la situazione sta lentamente migliorando. Da una settimana a questa parte, infatti, si registra un numero inferiori di persone contagiate.

Il 20 aprile tiene ancora banco la proposta dell’Unione Europea di individuare una soluzione condivisa su una risposta alla crisi economica derivante dal coronavirus. Sembra che Ursula Von der Leyen sia orientata a mettere sul tavolo del prossimo Consiglio Europeo gli eurobond, in maniera mitigata rispetto a quanto proposto dai paesi mediterranei, tra cui l’Italia. In Germania la produzione dell’auto è a rischio se non partirà la fase 2 in Italia, con tante aziende di componentistica che risultano ancora ferme. Resta critica la situazione negli Stati Uniti dove continua ad aggravarsi il bilancio dell’epidemia.

Il 18 aprile continuano a essere gli Stati Uniti il principale focolaio della diffusione del contagio. Nonostante le dichiarazioni di Donald Trump, intenzionato a riaprire le attività commerciali, una ricerca dell’università di Harvard sottolinea come, per riaprire, siano necessari oltre il triplo dei tamponi effettuati fino a questo momento. In Cina, nella giornata di ieri, è stata corretta la conta dei morti nella città di Wuhan, aumentando il numero dei decessi di oltre 1800 unità.

Il 17 aprile si registra il triste record di morti da Coronavirus negli Stati Uniti. In 24 ore hanno perso la vita 4591 persone. Un numero incredibile che mostra come, al netto dei contagi, i ritardi nella decisione di lockdown da parte degli Usa abbia provocato una situazione gravissima.

Il 15 aprile Donald Trump ha annunciato il blocco dei fondi Usa destinati alla Oms che è troppo filo-cinese. I numeri, nel frattempo, continuano a fare paura negli Stati Uniti con oltre 2200 vittime da Coronavirus solo nelle ultime 24 ore (il conto totale ha superato quota 26mila morti). In Europa continua a preoccupare la Spagna, ma anche nel resto del Mondo (Giappone in testa) i dati non fanno stare tranquilli.

Il 14 aprile il trend dei contagi da Coronavirus continua esser contraddistinto da un segno ‘più’, anche se negli Stati Uniti sembra che la situazione sia in leggero miglioramento rispetto alle due settimane precedenti. Restano ancora alti i numeri di contagi (oltre 580mila) e di vittime (23500) nei soli Usa, ma la pressione sembra essersi ridotta. Trump ha escluso, per il momento, la riapertura di alcune attività. In Cina c’è il caso dei contagi di ritorno, ma la situazione sembra esser ben diversa rispetto a qualche settimana fa. Anche in Europa, dopo i numeri spaventosi, le misure di contenimento stanno producendo l’effetto sperato.

Il 13 aprile, nel giorno successivo alla Pasqua, si registra ancora una situazione complessa negli Stati Uniti che, in poco tempo, hanno superato il numero di morti in Italia. Si viaggia a un ritmo di 22mila persone contagiate in più, con le vittime che oscillano tra le 1500 e le 2000 al giorno. In Cina, dopo giorni di contagio zero, con un nuovo ritorno alle normali attività si sono registrati ancora 108 casi, con due vittime. Secondo le prime indicazioni, si tratterebbe di contagi di ritorno per la maggior parte, causati dalle persone che rientrano nel Paese dall’estero.

Il 10 aprile Donald Trump sta pensando a una riapertura delle attività del Paese per non tenere ferma l’economia. Il tutto mentre, in meno di 24 ore, sono stati registrati quasi 1800 vittime da Coronavirus. Gli Usa hanno quasi raggiunto l’Italia per numero di vittime e superato la Spagna dove i casi continuano a esser molti ma sembra esser stato raggiunto il cosiddetto plateau.

Il 9 aprile restano stabili le condizioni di Borsi Johnson, mentre in Gran Bretagna si registra il numero massimo di decessi in un solo giorno. Tiene banco il dibattito all’interno dell’Unione Europea con l’accordo che non si trova per affrontare la crisi, in maniera univoca e compatta, dal punto di vista economico e monetario. In Brasile si vieta il surf, mentre Donald Trump, nonostante l’elevato numero di contagi e di morti negli Stati Uniti, si dice ottimista sul fatto che la crisi passerà presto.

L’8 aprile si continua a registrare un enorme calo di contagi e vittime da coronavirus nel Mondo. Nei soli Stati Uniti si sono registrati circa 2000 morti nelle ultime 24 ore e il numero di positivi è salito quasi a quota 400mila. La situazione continua a esser critica nello Stato di New York. La Francia ha superato quota 10mila decessi, mentre anche in Germania sale il dato degli infettati. La Svezia, dopo l’impennata dei casi, sta iniziando il suo lokdown.

Il 7 aprile continuano a preoccupare le condizioni di salute di Boris Johnson. Il premier britannico è stato ricoverato in terapia intensiva dopo che i sintomi da Covid-19 si sono aggravati. Nel resto del mondo la situazione continua a esser drammatica negli Stati Uniti con 1150 morti nelle ultime 24 ore. Il bilancio totale dei decessi ha superato quota 10mila. Mentre in Europa i numeri del contagio continuano a crescere – in particolar modo in Spagna, Francia e Germania -, in Cina è stato il primo giorno senza alcun decesso.

Il 6 aprile la situazione a New York continua a essere preoccupante. Oltre a registrare un gran numero di contagi e di decessi giornalieri (1200 nelle ultime 24 ore), dallo zoo del Bronx è arrivata la notizia che il coronavirus ha contagiato anche una tigre della Malesia. Il Gran Bretagna, invece, si registra il ricovero in ospedale del premier Boris Johnson.

Il 5 aprile si conferma il trend di contagi in crescita a livello globale. Gli Stati Uniti hanno toccato quota 312mila persone positive al Coronavirus. Anche in Spagna non si è ancora riusciti a mettere un freno, con oltre 126mila test positivi e quasi 12mila decessi. E se in Italia i numeri continuano a essere in stabile aumento (quindi senza crescita esponenziale da oltre una settimana), in Germani cresce il dato di contagiati e vittime, così come in Francia.

Il 3 aprile si è superata quota 1 milione di contagi in tutto il Mondo. Il dato più emblematico, per il settimo giorno di fila, arriva dagli Stati Uniti dove il numero di positivi al tampone viaggia verso i 250mila casi. Nelle ultime 24 ore 1169 decessi. La Spagna (oltre 112mila), per numero di contagi, ha quasi raggiunto l’Italia. La Germania, con i suoi 84700 casi, ha superato la Cina.

Il 2 aprile si apre all’insegna del tentativo di riscatto dell’Unione Europea, con le scuse di Ursula von der Leyen all’Italia per come l’Unione ha affrontato l’emergenza coronavirus nel nostro Paese ai suoi inizi. Si aggrava la situazione negli Stati Uniti, mentre la Spagna si candida a superare l’Italia come primo paese europeo per numero di contagi complessivi. Continua lo scontro tra Donld Trump e la Cina, con il presidente americano che accusa il Paese del Dragone di aver fornito dati poco credibili sull’emergenza coronavirus.

Mercoledì 1 aprile si registra un nuovo aumento esponenziale in tutto il Mondo. Mentre in Italia si sta sperando nel picco raggiunto in questa settimana, gli Stati Uniti e la Spagna continuano a fare i conti con numeri elevatissimi. I contagiati da Coronavirus negli Usa sfiorano i 190mila; Madrid, invece, ne segnala quasi 96mila. Crescono le cifre spaventose anche in Germania, con numeri raddoppiati in una settimana.

Il 31 marzo è il giorno più nero per gli Stati Uniti. Il numero di contagiati da Coronavirus ha raddoppiato quello della Cina, arrivando a oltre 164mila casi, con oltre 3mila vittime. Anche in Spagna le cifre fanno paura: quasi raggiunta quota 87mila casi di positività.

Il 30 marzo Donald Trump ha dichiarato che l’obiettivo realistico alla fine di questa epidemia è contenere il numero di morti negli Stati Uniti sotto la soglia di 100mila unità, mentre i contagi in tutto il Paese potrebbero essere oltre il milione. In Germania, invece, è arrivata la tragica notizia del ministro regionale dell’Assia Thomas Schaefer, che si è tolto la vita a causa dello stress provocato dalla pandemia.

Il 29 marzo continuano ad arrivare notizie tragiche da New York, che potrebbe diventare la città epicentro del contagio prima ancora di Wuhan. Nonostante questo, c’è stato un violento scontro istituzionale tra Donald Trump e il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo. Il primo avrebbe chiesto il lockdown in quel territorio, incontrando l’opposizione del governatore che la ritiene una misura non necessaria. Questo ritardo continuerà ad aumentare il rischio di una estensione incontrollata del contagio. Intanto, secondo il conteggio ufficiale, i numeri di morti in tutto il mondo ha superato quota 30mila.

Il 27 marzo gli Stati Uniti sono diventati incredibilmente il primo Paese al mondo per numero di contagi, superando di molto anche la Cina. Nelle ultime 24 ore, infatti, gli States hanno fatto registrare un picco di contagi incredibile, con l’epicentro della crisi nella città di New York, che sta pagando il tributo – in termini di morti e contagi – più alto in tutto il Paese. Donald Trump ha annunciato che chiederà aiuto a Xi Jinping per gestire l’emergenza. Nella giornata di oggi, invece, si prevede che il numero dei contagi in Italia possa essere superiore rispetto a quello della Cina.

Il 26 marzo continua il terrore in Spagna. I morti in un unico giorno hanno superato le 700 unità e, a quanto pare, le dinamiche del contagio sembrano essere molto più serie anche di quelle italiane, considerate il gap tra lo scoppio dell’epidemia nella penisola iberica e quello nella penisola italiana. Gli Stati Uniti continuano a registrare una impennata di contagi e, tra qualche giorno, saranno senz’altro la nazione con un numero maggiore di contagi rispetto alla Cina. Dopo la positività del principe Carlo, in Gran Bretagna la percezione del virus sembra essere molto più alta del numero di contagi.

Il 25 marzo sono cresciuti esponenzialmente i contagi negli Stati Uniti e in Spagna. E proprio in terra iberica il numero di morti ha quasi raggiunto quello italiano, a quota 2991. Ma la situazione resta grave anche in Germania e Francia. Visto il ritardo nelle procedure di chiusura delle attività, in questi Paesi è probabile un’impennata dei casi almeno fino al prossimo fine settimana. Nel frattempo gli Usa hanno varato un piano da 2 miliardi di dollari.

Il 24 marzo il numero di contagi da Coronavirus in tutto il Mondo continua a crescere: oltre 380mila contagiati, 16500 vittime. L’unico dato positivo sembra essere quello dei guariti che sono più di 100mila. Nel frattempo anche il Regno Unito ha deciso di prendere misure drastiche dopo l’annuncio di Boris Johnson che ha optato per il lockdown. In Cina, per la prima volta dopo cinque giorni, viene registrato un nuovo caso di contagio autoctono.

Il 23 marzo si discute animatamente sul futuro dei giochi olimpici di Tokyo 2020. Iniziano i primi forfait, con il Canada che ha annunciato la sua mancata partecipazione all’evento se dovesse essere confermato il suo svolgimento a fine luglio-inizio agosto. Ma allo studio del comitato olimpico internazionale e del governo giapponese c’è proprio il rinvio – entro l’anno – dell’evento sportivo più importante al mondo. Continua intanto l’impennata di casi negli Stati Uniti.

Il 22 marzo si registra un solo nuovo caso in Cina, oltre alle 45 cosiddette infezioni di ritorno. Negli Stati Uniti si registra un’impennata nei casi con 8mila positivi nelle ultime 24 ore. Gli USA diventano il terzo Paese per numero di contagiati (oltre 25mila, con 307 morti), dietro Cina e Italia. In Francia i numeri spaventano ancora e il Parlamento ha deciso di limitare spostamenti e circolazione per i prossimi due mesi. In Giappone, dopo una fase di netto calo, tornano a salire i positivi ai tamponi.

Il 21 marzo continua l’escalation anche all’estero per quanto riguarda la diffusione del virus e per quanto riguarda le misure di contenimento del contagio. Il 100% delle attività economiche a New York è chiuso, in seguito alle disposizioni del governo federale, combinate con quelle dello Stato. In tutta Europa continuano le misure di contenimento, anche negli stati inizialmente più renitenti. La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha annunciato per la prima volta la deroga di emergenza al patto di stabilità europeo, con i paesi che possono sforare il rapporto deficit/pil del 3%.

Il 20 marzo il conto delle vittime da Coronavirus nel Mondo ha fatto un altro balzo in avanti. I Spagna si conta una vittima ogni 16 minuti, con il bilancio dei decessi che ha superato quota 800. Negli Stati Uniti sono raddoppiati i contagiati in 24 ore, mentre la California ha deciso di applicare le restrizioni già adottate in Italia.

Il 19 marzo sui mercati c’è l’effetto del whatever it takes di Christine Lagarde, che ha annunciato un acquisto di obbligazioni da parte della BCE per 750 miliardi di euro entro l’anno. In Cina il contagio si è praticamente arrestato. Nella giornata di ieri, c’è stato invece il discorso di Angela Merkel che ha annunciato misure stringenti in Germania contro il contagio da coronavirus.

Il 18 marzo continuano ad estendersi le misure precauzionali in tutti i Paesi d’Europa. La chiusura delle scuole, ad esempio, è stata disposta anche a Malta. In Svizzera, invece, è stato annullato il referendum previsto per il 17 maggio 2020, sulla scia di quanto previsto – in merito alle consultazioni elettorali – anche in Italia e in Francia. Continua a perdere la borsa di Wall Street, mentre lo spread va sull’altalena, oscillando tra i 300 e i 250 punti base.

Il 17 marzo è il giorno in cui anche in Europa scattano provvedimenti drastici. La Francia sceglie, con notevole ritardo la strada dell’Italia con la chiusura di moltissime attività e l’invito a rimanere in casa. La Spagna, dove si segnalano tantissimi contagi in 24 ore (così come in Germania) ha sospeso Schengen. Mentre dalle 12 di oggi l’Unione Europea chiude le sue frontiere esterne. Anche Boris Johnson fa un passo indietro e chiede di evitare viaggi e contatti.

Il 16 marzo ci siamo svegliati con la notizia che, per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, il numero dei morti in un singolo giorno in Cina è stato inferiore rispetto al numero dei morti registrati nelle altre parti del mondo: è il segnale inequivocabile del cambiamento geopolitico dell’epidemia, con il suo spostamento in occidente. Per questo motivo, negli Stati Uniti si stanno prendendo misure drastiche come la chiusura di ristoranti a New York e il blocco di altre attività. La Germania ha chiuso le frontiere con Francia, Svizzera, Austria e Danimarca. Mentre la Spagna ha messo in campo l’esercito. Qui, un contributo di tanti italiani all’estero che stanno vivendo il contagio da fuori.

Il 15 marzo il mondo è letteralmente in panico per la diffusione del coronavirus, diventato un problema su scala globale. Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno dichiarato lo stato d’emergenza. Il Lockdown più simile a quello previsto dall’Italia, al momento, è quello che è stato messo in atto in Spagna, con scuole ed esercizi commerciali chiusi. Negli altri Paesi europei, invece, la situazione resta di allerta, ma non c’è ancora il blocco totale delle attività. Dalla Cina arrivano notizie, intanto, che l’emergenza a livello locale è stata decisamente superata.

Il 13 marzo anche altri Paesi europei hanno iniziato a prendere provvedimenti. La Spagna ha deciso di sospendere i campionati di calcio, la Francia – attraverso una conferenza stampa di Macron – ha annunciato le prime misure di sospensione e chiusure delle scuole e delle Università. I casi nella UE continuano a moltiplicarsi, come anche nel mondo del calcio: in Inghilterra sono risultati positivi il tecnico dell’Arsenal, Mikel Arteta, e l’attaccante del Chelsea Hudson-Odoi. Si va verso lo stop della Premier League.

Il 12 marzo è il giorno dopo. Nella giornata precedente, l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva dichiarato che il coronavirus è una pandemia. Gli Usa hanno iniziato pertanto a prendere le prime misure serie per contrastare il contagio: cancellazione dei voli da e per l’Europa (eccetto la Gran Bretagna) e sussidi per i lavoratori in questo periodo. In Cina, invece, l’ondata si è placata. A Wuhan ci sono soltanto 8 casi in più di persone positive al coronavirus. Il problema, ora, riguarda tutte le altre parti del pianeta.

L’11 marzo l’Austria ha chiuso il traforo del Brennero. Già nella giornata di ieri, Ryanair aveva bloccato tutti i voli da e per l’Italia, mentre la Spagna e altre nazioni europee hanno vietato il traffico aereo verso il nostro Paese. In Cina, l’epidemia sta scemando, con Xi Jinping che si è recato a Wuhan, la città dove tutto è iniziato, per raccogliere i risultati delle drastiche misure intraprese dal governo centrale cinese. Gli ospedali provvisori stanno via via per essere smantellati, mentre centinaia di aiuti verranno inviati all’Italia soprattutto per quanto riguarda presidi sanitari e ventilatori meccanici.

Il 10 marzo è il day after. L’Italia è diventata un’unica zona rossa per decisione del governo, con i provvedimenti presi domenica 8 marzo per la Lombardia (e altre 14 province) estesi a tutto il territorio nazionale. Ma anche nel resto d’Europa la situazione non è migliore: la Germania ha superato i mille contagiati (con due vittime), soglia già abbondantemente superata da Spagna e Francia che contano anche 30 morti. In Cina, invece, il numero di contagi e decessi continua a essere in calo rispetto alle scorse settimane.

Il 9 marzo è il lunedì nero delle borse e, per quanto riguarda l’Italia, anche per lo spread, salito per la prima volta da mesi sopra i 200 punti base: il petrolio crolla del 30%: si tratta del calo peggiore dalla Guerra del Golfo. Mentre la borsa di Tokyo chiude a -5%, trascinando con sé tutti i listini orientali.

L’8 marzo arriva una notizia positiva dalla Cina: per la prima volta dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati registrati solamente 100 nuovi casi. In Italia, invece, la situazione non sembra migliorare con il numero di contagi che è salito superando quota 5mila contagi. Il governo italiano ha allargato le zone rosse all’intera Lombardia e ad altre 14 province.

Il 7 marzo continuano i problemi legati alla diffusione del virus sulle navi da crociera. L’emergenza è definitivamente approdata negli Stati Uniti, con contagi in 24 Stati americani. L’Austria ha deciso di istituire controlli sanitari ai confini con l’Italia, mentre sembra migliorare, dopo oltre due mesi, la situazione in Cina, con un aumento delle guarigioni, arrivate ormai al 70% dei casi totali.

Il 6 marzo il Coronavirus negli Stati Uniti conta 12 vittime colpite da Coronavirus. L’ultima è un uomo anziano, 90 anni, deceduta nello Stato di Whashington. Primi casi di contagio anche in Texas. Anche in Europa crescono le vittime e i positivi ai test. Dalla Germania alla Francia il numero continua a salire, seppure con un ritmo inferiore all’Italia. Tra i tanti affetti da Covid-19 anche un deputato transalpino.

Il 5 marzo si apprende che la California, lo stato americano più colpito dal coronavirus, ha decretato lo stato d’emergenza, mentre non sono previste restrizioni per i voli da e per l’Italia stabiliti direttamente dall’amministrazione Usa. In Francia c’è preoccupazione per il focolaio di Oise, che dovrebbe essere quello più esteso per il contagio da coronavirus. In Cina, dopo giorni di calo, sono tornati a crescere i contagi.

Il 4 marzo l’Oms ha stabilito che il tasso di mortalità da coronavirus è più alto di quanto inizialmente previsto: si è passati da un 2% di vittime a 3,4%. Google ha cancellato una importante conferenza a livello planetario, mentre si sta discutendo su un possibile spostamento a fine anno delle Olimpiadi di Tokyo 2020: uno slittamento del genere potrebbe essere quantificato in 10 miliardi di dollari di spesa in più.

Mentre l’Italia e l’Europa fanno i conti con l’emergenza coronavirus, a livello globale il 3 marzo simboleggia la data in cui è stato riscontrato un netto calo delle vittime e dei contagi a livello globale. Nel mondo, a parte la Cina, proseguono le drastiche decisioni di limitare e cancellare i voli da e verso l’Italia, causando un grave danno all’economia sottolineato anche dall’Ocse che, nelle sue previsioni per il 2020, ha tagliato le stime di crescita dell’Italia portandole a zero. Se l’emergenza dovesse proseguire, anche il Pil globale è destinato a essere dimezzato.

Il 2 marzo si registrano novità importanti dal punto di vista del contagio in altre aree del mondo, mentre l’Italia continua a essere in piena emergenza. Con il computo dei morti arrivato dalla Cina, il bilancio globale dei decessi per coronavirus supera le 3mila unità. In Giappone è sbarcato anche l’ultimo gruppo di viaggiatori a bordo della Diamond Princess, la nave bloccata in porto dal 4 febbraio. Con loro ha completato le operazioni di sbarco anche il comandante italiano, ultimo a scendere dall’imbarcazione. In Francia, è stato annullato il Salone del Libro, mentre in Giappone si calcola una diminuzione degli investimenti del 3,5% a causa del coronavirus.

Il 1° marzo American Airlines ha annuciato di aver sospeso fino al 24 aprile i voli per Milano. A Hong Kong si è registrato il primo caso al mondo di animale da compagnia contagiato da coronavirus: si tratta del cane di una sessantenne. I suoi sintomi, tuttavia, sarebbero molto lievi. Aumentano i contagi in vari Paesi d’Europa, mentre in Italia il numero di contagi è superiore a mille.

Il 29 febbraio si registra una guerra di cifre sui numeri dell’epidemia in Iran, uno dei Paesi più colpiti ma nel quale c’è una diffusione di notizie in proposito molto caotica. Il parlamento locale, in ogni caso, è stato chiuso per far fronte all’emergenza. In Corea del Sud i casi superano i 2000, anche se le vittime si sono fermate a 16, mentre continua l’emergenza nell’isola di Hokkaido in Giappone. Aumentano in maniera esponenziale i casi in Germania e in Francia, con l’Eliseo che ha sconsigliato le strette di mano come espressioni di saluto. In Italia prosegue l’emergenza con le scuole chiuse per altri otto giorni in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. In Campania si è arrivati a quota 13 contagiati, 3 ricoverati e 10 in quarantena. Anche in Emilia-Romagna c’è stato un aumento dei contagi, toccando quota 1.434 test positivi con la maggior parte delle persone che presenta sintomi modesti e gestibili. Dieci i pazienti in terapia intensiva. Il coronavirus ha colpito anche una residente del Lazio, di Fiumicino, e la donna ha contagiato il marito e la figlia. Sono tutti allo Spallanzani in buone condizioni.

Anche il 28 febbraio si conferma il trend in diminuzione delle morti nel mondo per Coronavirus. Continua a crescere, invece, la cifra dei pazienti risultati positivi ai test e ora guariti: 36563. Arriva la notizia del primo caso ufficiale di contagio in Nigeria.

Il 27 febbraio si registra un globale arretramento della malattia, con un numero piuttosto ridotto di morti se confrontati a quelli dei giorni scorsi. Negli Stati Uniti un soldato sarebbe stato contagiato, mentre Donald Trump starebbe valutando uno stop ai voli anche dall’Italia. In tutti i Paesi d’Europa il nostro Paese è guardato con sospetto dopo l’evolversi dei casi che hanno portato a definire 453 contagi. Rinviata la partita del Sei Nazioni di Rugby tra Irlanda e Italia, mentre le squadre di calcio che arrivano in Italia per i match internazionali si presentano bardate di mascherine e guanti (si veda il caso del Ludegorets impegnato con l’Inter).

Il 26 febbraio l’Oms fa sapere che la guarigione da coronavirus riguarda il 95% dei casi. In Italia continua ad allargarsi l’emergenza, dal momento che i contagiati sono 357 in nove regioni italiane. In Francia si registra il primo decesso a Parigi, mentre in Cina il ritmo del contagio è rallentato fortemente. In Africa c’è il secondo caso: si tratta di un cittadino italiano che si trovava in Algeria.

Il 25 febbraio 2020 in Italia è prevista una riunione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza e i governatori delle Regioni italiane. Il tutto dovrebbe definire un piano Nazionale per la gestione dell’emergenza Coronavirus, cercando di evitare soluzioni locali. Nel corso della giornata è cresciuto il numero di contagi in Italia (322) così come quello delle vittime: 11.

Il 24 febbraio è il giorno uno del decreto legge del governo Conte che sta cercando di gestire l’emergenza: scuole e università chiuse in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, grandi eventi (come il carnevale di Venezia) cancellati, concorsi pubblici rinviati a data da destinarsi, chiusure di luoghi d’interesse pubblico e annullamento delle grandi manifestazioni. In Lombardia si sono registrate scene raccapriccianti di supermercati presi d’assalto. Nel resto del mondo, invece, la situazione resta stazionaria, anche se in Australia ci sarebbero stati alcuni passi in avanti nella realizzazione di un farmaco efficace sul coronavirus. Ma occorrerà attendere l’esito di nuovi accertamenti. Intanto sale il numero dei contagi in Italia, con la quota che ha toccato le 219 unità. Le vittime, finora, sono sette.

Il 23 febbraio la situazione in Italia resta critica, con più di 100 contagi generali, distribuiti tra Lombardia, Veneto e Piemonte (oltre ai casi già registrati in Lazio, con il ricercatore arrivato da Wuhan che risulta già guarito). Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, vista l’emergenza – la più alta in Europa -, ha personalmente diretto una task force per limitare il contagio. Sospese le partite e le manifestazioni sportive e culturali in Lombardia e Veneto. Anche la Serie A è coinvolta: non verranno disputate Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo e Verona-Cagliari. «Il decreto legge che abbiamo presentato – ha detto Giuseppe Conte – non consentirà l’ingresso e l’allontanamento nelle aree focolaio, salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta. In quelle aree è già stata disposta la sospensione delle attività lavorative e delle manifestazioni». Sospeso anche il Carnevale di Venezia dopo i due casi confermati di residenti anziani contagiati nel centro della città laguchiunare. L’ordinanza di chiusura per i luoghi culturali in Lombardia riguarda anche i cinema che quindi resteranno chiusi. Questo si ripercuote anche su alcune attività come le anteprime per i film previste a Milano, la Disney ha infatti già comunicato di aver annullato quella di lunedì 24 febbraio per il nuovo film Pixar “Onward”.

Il 22 febbraio l’Italia deve ancora fare i conti con il divagare dell’emergenza: 11 comuni, tra Lombardia e Veneto, hanno sospeso qualsiasi attività, tranne quelle di pubblica utilità. Il ministro Roberto Speranza ha disposto una quarantena obbligatoria (anche se di tipo fiduciario) per tutti coloro che rientrano in Italia dalla Cina. Non mancano le polemiche all’interno del mondo politico per le misure di sicurezza prese: ma la diffusione del contagio nelle regioni del nord Italia è un caso diverso dagli altri che si sono verificati in Europa. Ancora dubbi, infatti, sui pazienti zero e sul fatto che, questi ultimi, non hanno mostrato sintomi della malattia. E intanto nel corso della mattinata, dopo la notizia del primo decesso da COVID-19 di un italiano, arriva la notizia di due nuovi contagi. Il primo è stato registrato a Dolo, in provincia di Venezia, ed è già in terapia intensiva. Questo porta a tre i contagiati da coronavirus nel Veneto. Il secondo è in Lombardia, precisamente a Cremona, e porta la conta degli infetti a 16 casi in Lombardia. A metà mattinata arriva la conferma della seconda vittima italiana per coronavirus, una donna residente a Lodi, in Lombardia. Aveva 75 anni. I casi confermati di coronavirus nella regione salgono a 25. Alle ore 17.30 i casi totali di contagio da coronavirus in Italia sono 52, con l’arrivo del virus anche a Torino. Anche nel capoluogo piemontese comincia la conta dei contagiati.

Il 21 febbraio scoppia l’emergenza coronavirus in Italia. In mattinata, si riscontrano tre casi: si tratta di 38enne ricoverato a Codogno, in provincia di Lodi. L’uomo, che ora si trova in terapia intensiva, non è stato in Cina ma sarebbe entrato in contatto con alcuni colleghi che, di recente, erano stati lì. Oltre all’uomo, anche sua moglie docente incinta e un amico. Nel pomeriggio si ha notizia di altri tre contagi nel Lodigiano, contagi saliti a 15 in tutta la Lombardia in serata. Si riscontrano anche due casi in Veneto e, tra questi, anche la prima vittima italiana di coronavirus.

Il 20 febbraio si sono registrate due vittime a bordo della Diamond Princess, la nave ancorata in giappone dove è letteralmente esplosa l’emergenza da coronavirus. I morti sono due persone anziane (87 e 84 anni) che presentavano problemi di salute già preesistenti. Scende, intanto, il dato dei contagi in un giorno – soltanto 394 -, anche se ciò è dovuto probabilmente a una diversa valutazione, che ormai segue criteri più stringenti, per la diagnosi del virus. Le persone guarite, intanto, continuano ad aumentare: 16448 persone hanno superato indenni la malattia.

La Farnesina ha fatto sapere, il 18 febbraio, che solamente 22 dei 35 nostri connazionali a bordo della nave Giapponese, Diamond Princess, saranno rimpatriati con un volo organizzato dal ministero degli esteri. Gli altri fanno parte del personale tecnico e rimarranno sull’imbarcazione. Mentre si parla di un italiano, ma residente negli Stati Uniti, contagiato da Coronavirus

Il 17 febbraio inizia la mobilitazione sulla Diamond Princess, la nave da crociera ancorata in Giappone che presenta un gran numero di contagiati da coronavirus sui suoi 6000 passeggeri. I cittadini americani verranno evacuati, mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato delle misure per poter riportare a casa anche i 35 nostri connazionali (nessuno dei quali risulta contagiato) che si trovano a bordo. Alcune indiscrezioni dicono che il presidente cinese Xi Jinping sapesse tutto sulla pericolosità del virus dal 7 gennaio. Qualche giorno dopo, l’emergenza si è allargata in tutto il mondo, con un ritardo che può essere stato fatale. Sul versante italiano, il ministro della Salute Roberto Speranza ha continuato a parlare di stop ai voli come rimedio per evitare il più possibile il contagio.

Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio arriva la notizia della prima vittima nell’Unione Europea. Si tratta di un turista cinese si 80 anni deceduto in Francia. A dare la notizia della morte è stata la ministra della Salute transalpina Agnes Buzyn. L’uomo era arrivato a Parigi il 16 gennaio ed era stato ricoverato il 25. Le sue condizioni sono rapidamente peggiorate, fino al decesso. In Italia, invece, il primo test sul giovane Niccolò – il 17enne di Grado rimasto per giorni a Wuhan dopo un’alterazione febbrile – è risultato negativo. Per il momento, però, resterà in quarantena e sotto osservazione allo Spallanzani.

Dopo che l’organizzazione mondiale della Sanità ha dato un nome alla malattia provocata dal coronavirus (il Covid-19), il 13 febbraio si registra ancora forte preoccupazione per la crescita esponenziale del contagio, arrivata probabilmente al suo culmine. La nave giapponese con migliaia di persone a bordo (tra questi anche 35 italiani) ha visto salire a 144 il numero dei suoi contagiati: nessuno dei nostri connazionali è tra questi al momento. Si fanno passi avanti per il vaccino e per l’antivirale, ma ci vorrà ancora tempo. Il periodo in cui il farmaco deve essere sottoposto a test, infatti, è molto lungo. Intanto, le autorità cinesi hanno rimosso i responsabili della sanità della regione di Hubei, quella in cui si trova Wuhan: la loro scarsa prontezza nel dare informazioni sulla diffusione della malattia è stata punita dal presidente cinese Xi Jinping.

Il bilancio, all’11 febbraio, è di oltre mille morti, di cui due fuori dalla Cina: uno a Hong Kong, l’altro nelle Filippine. In California è stato registrato il primo caso. In Italia la situazione resta grave ma stabile per la coppia di cinesi soccorsi nell’hotel di via Cavour. Sembra esser meno preoccupante la situazione che riguarda il primo italiano contagiato (rientrato da Wuhan). Negativi i test effettuati sui due bambini rientrati dalla Cina nel corso dell’ultimo volo organizzato dalla Farnesina. Si attende anche il rientro del 17enne fermo a Wuhan per un altro rialzo febbrile.

Il 10 febbraio gli altri italiani di Wuhan (8 persone) sono stati accolti al Celio, dove trascorreranno un periodo di quarantena. Al momento, restano tre i casi di coronavirus in Italia, dal momento che tutti gli altri test effettuati allo Spallanzani hanno dato esito negativo. Restano però tesi i rapporti tra il nostro Paese e la Cina che continua a non apprezzare il blocco dei voli verso il Paese. Nonostante la prudenza, sono diversi gli stati disposti a offrire aiuti a Pechino: gli Stati Uniti sarebbero disposti a versare 100 milioni di dollari in aiuti per combattere il coronavirus. Resta critica la situazione a bordo della nave da crociera Diamond Princess, con 35 italiani a bordo (25 membri dell’equipaggio): sarebbero 60 le persone contagiate da coronavirus, tra queste nessun italiano,

In volo dalla Cina, nella giornata del 9 febbraio, c’è un altro aereo che porterà in Italia 9 altri italiani rimasti a Wuhan quando il nostro governo ha organizzato un primo piano di rientro: tra questi, tuttavia, non ci sarà il 17enne di Grado arrivato in Cina con un progetto Intercultura. Il ragazzo ha ancora la febbre e, nonostante fosse risultato negativo ai test sul coronavirus, non potrà comunque rientrare in Italia. Nella task force organizzata ieri dal ministro della Sanità, Roberto Speranza ha specificato che i collegamenti aerei con la Cina restano bloccati, nonostante la protesta formale del governo cinese. Xi Jinping non ritiene corretto nei confronti del suo Stato la decisione che l’Italia e altri Paesi hanno preso sul traffico aereo.

Le condizioni del primo italiano contagiato da Coronavirus restano stabili anche l’8 febbraio: il ricercatore emiliano ha detto di stare bene. E arrivano anche delle notizie negative da altri fronti: nella giornata di oggi, infatti, si sono registrate le morti di un cittadino Giapponese e di un cittadino Statunitense, mentre continua la quarantena infinita sulla nave da crociera al largo delle coste del Giappone, dove si trovano a bordo anche 35 italiani.

Il primo italiano contagiato dal Coronavirus è stato confermato nella serata del 6 febbraio. Si tratta di un 29enne rientrato insieme agli altri 55 connazionali da Wuhan con il volo organizzato dalla Farnesina. L’uomo, dopo esser stato in quarantena per diversi giorni all’interno della città militare della Cecchignola, è stato trasferito all’ospedale Spallanzani.

Il 6 febbraio nella nave giapponese contagiata dal coronavirus, il numero dei malati arriva a 20. Il Giappone è uno degli stati extra Cina che ha più contagiati dal coronavirus. Nella giornata di oggi si è registrata un’altra impennata di contagi sempre nell’aerea di Hubei, quella dove si trova Wuhan. Tuttavia, va segnalato anche un dato positivo: le persone che risultano guarite dal coronavirus in tutto il mondo sono 1588. Un numero che, tuttavia, risulta essere sempre inferiore ai nuovi contagi giornalieri.

Il 5 febbraio si inseguono i bollettini diramati da Paesi europei (Francia, Germania e Regno Unito), che hanno invitato i propri connazionali a non recarsi in Cina. Alcune compagnie americane come  United e American Airlines hanno fermato i voli anche per Hong Kong, dove nei giorni scorsi si è registrata anche una vittima. Continua, nel frattempo, la situazione critica sulla nave giapponese su cui si è registrata la diffusione del coronavirus: risultano contagiate almeno 10 persone.

Il 4 febbraio, infatti, oltre alla notizia della prima vittima per il Coronavirus ad Hong Kong, circa 3500 persone sono state bloccate a bordo di una nave a Yokohama (Giappone). Su uno dei passeggeri, un cittadino 80enne, sono stati riscontrati i sintomi del virus e, per questo motivo, i 2500 più i mille dell’equipaggio a bordo della Diamond Princess sono fermi a pochi metri dalla costa.

Il 3 febbraio è stato il giorno del rientro degli italiani dalla Cina, attraverso il ponte aereo creato con l’aeroporto di Pratica di mare: i nostri connazionali trascorreranno un periodo di quarantena presso la cittadella militare della Cecchignola. In Cina, dopo il periodo delle festività legate al capodanno, le borse hanno riaperto, facendo segnare dei fortissimi rallentamenti all’economia di mercato.

Il 2 febbraio ci sono state altre misure di sicurezza prese dai governi di tutto il mondo contro il coronavirus. In Italia sono state annunciate misure sanitarie anche sulle navi che arrivano nei porti italiani dalle aree extra UE. Sono stati diffusi i dettagli rispetto al volo che farà rientrare gli italiani da Wuhan ed è stato comunicato che all’aeroporto Pratica di Mare verrà allestita una tensostruttura medica per effettuare le prime indagini sui nostri connazionali. Si allenta invece la stretta dal punto di vista commerciale, visto che i voli merci da e per la Cina sono stati nuovamente consentiti.

Sempre in Cina – e sempre il 2 febbraio – si è avuta notizia dell’annullamento dei dazi su prodotti sanitari americani che possono in qualche modo aiutare a contrastare il virus. Inoltre, sono stati chiesti degli aiuti all’Unione Europea, che ha prontamente inviato 12 tonnellate di materiale sanitario.

Dal 1° febbraio continuano a essere annunciate misure molto stringenti. Ormai sono diverse le aziende che hanno fermato la loro produzione in Cina. Nel Paese del dragone erano previste anche gare della coppa del mondo di sci, che invece verranno spostate in Europa, senza modificare il calendario.

Dopo i primi due casi riscontrati a Roma e ufficializzati da Palazzo Chigi, l’Italia ha comunicato che dal 31 gennaio sarà attivato un blocco aereo da e per la Cina. Nel frattempo, nel mondo, si riflette anche sulla possibilità di una rimodulazione del calendario del Mondiale di F1, con la tappa cinese che potrebbe slittare o essere cancellata.

Le misure di sicurezza che sono state prese contro il coronavirus dalla metà di gennaio al 30 gennaio allargano sempre di più il loro spettro: Ikea ha chiuso gli stabilimenti in Cina, mentre la Super League cinese, il massimo campionato di calcio, ha rinviato le partite che si sarebbero dovute disputare nei primi mesi del 2020. Anche in Italia si stanno rinforzando sempre di più le misure di sicurezza, dal momento che il conservatorio di Santa Cecilia a Roma ha reso obbligatorie le visite mediche per gli studenti orientali.

In precedenza si era passati dalla chiusura del mercato di Wuhan, passando per l’isolamento della città con oltre 40 milioni di abitanti. Le sue strade deserte sono spettrali. Non solo: nell’area della metropoli, sono state chiuse le scuole e le università. Il 29 gennaio, British Airways ha ritenuto opportuno cancellare tutti i voli per la Cina, la Toyota ha deciso di sospendere la produzione locale almeno fino al 9 febbraio, Starbucks ha seguito Mc Donald’s nella chiusura di metà dei suoi stabilimenti in tutto il Paese.

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In Baviera sono stati riportati tre casi di persone affette da coronavirus, e negli Emirati Arabi è stato registrato il primo, mentre in Tibet, ultima regione della Cina ad essere stata raggiunta dal virus, c’è un primo sospetto. Intanto nella notte sono partiti da Whuan i primi voli per far rimpatriare gli stranieri che erano rimasti bloccati nella città messa in quarantena. Per ora hanno fatto ritorno i cittadini Statunitensi e Giapponesi, ma Donald Trump sta valutando la possibilità di sospendere tutte le tratte aeree con la Cina: una misura che ancora nessuna paese ha adottato.

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