Coronavirus monitor: quanti sono i morti e quali sono le misure di sicurezza messe in atto

di Gaia Mellone | 18/02/2020

  • Registrati i primi due casi anche in Italia

  • Nella notte partiti i voli da Whuan verso Usa e Giappone per rimpatriare gli stranieri

  • Donald Trump starebbe valutando di chiudere i collegamenti aerei con la Cina

Il contagio da coronavirus continua ad avanzare, con un incremento dei casi che possiamo registrare anche il 19 febbraio. Il tutto è stato reso possibile grazie ai crescenti controlli sempre più stringenti sia in Cina che nel resto del mondo.

Quanti sono i morti per coronavirus

Il numero di casi segnalati però porta il nuovo «demone», come lo ha definito Xi Jinping, a superare la Sars, la terribile sindrome che spavento il mondo nel 2003. Al momento in cui scriviamo, martedì 18 febbraio 2020, sono infatti 75119 i casi confermati, mentre i morti sono 2012, mentre arriva la notizia della prima vittima ad nell’Unione Europea: si tratta di un cittadino cinese morto in Francia. Secondo il super esperto Zhong Nanshan, il picco dell’epidemia si dovrebbe verificare tra una settimana, mentre altri ricercatori hanno dichiarato che secondo i loro modelli il massimo dell’epidemia sarà intorno ad aprile. Nella giornata del 2 febbraio, inoltre, si è registrato anche un fatto inedito: nelle Filippine, infatti, si conta la prima persona deceduta al di fuori dei confini della Cina. Due giorni dopo, si è registrata una vittima anche a Hong Kong.

Per quanto riguarda i contagi nelle aree in Europa, il 6 febbraio è arrivata la notizia del primo italiano coinvolto. Si tratta di un uomo rimpatriato da Wuhan e messo in quarantena alla Cecchignola di Roma. Nel resto del Continente si sono registrati 11 contagi in Francia, 16 contagi in Germania, due anche in Spagna, uno in Finlandia, uno in Svezia e uno in Belgio. Il 31 gennaio si erano registrati anche due contagi nel Regno Unito. Al momento, però, nessuna persona è deceduta in Europa. Negli Stati Uniti, sono 14 i casi di coronavirus e il 2 febbraio si è registrato il primo anche a New York. Mentre nella notte dell’11 febbraio è arrivata la notizia del primo caso di contagio in California.

Il virus era arrivato anche in Italia, come confermato nella serata di giovedì 30 gennaio dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sono stati, infatti, ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma due cittadini di origine cinese che alloggiavano all’Hotel Palatino di via Cavour. Per loro è stato attivato il protocollo sanitario previsto, e i due coniugi stanno dando segni di miglioramento. Un paziente italiano risulta contagiato ma sotto controllo, sempre presso l’istituto Spallanzani. In Italia il coronavirus verrà trattato come il colera. È giunta la conferma di un quarto italiano contagiato: si tratta di uno dei 35 italiani a bordo della Diamond Princess, la nave da crociera ormeggiata a Yokohama vicino a Tokyo.

Tutte le misure di sicurezza prese contro il coronavirus

La Farnesina ha fatto sapere, il 18 febbraio, che solamente 22 dei 35 nostri connazionali a bordo della nave Giapponese, Diamond Princess, saranno rimpatriati con un volo organizzato dal ministero degli esteri. Gli altri fanno parte del personale tecnico e rimarranno sull’imbarcazione. Mentre si parla di un italiano, ma residente negli Stati Uniti, contagiato da Coronavirus

Il 17 febbraio inizia la mobilitazione sulla Diamond Princess, la nave da crociera ancorata in Giappone che presenta un gran numero di contagiati da coronavirus sui suoi 6000 passeggeri. I cittadini americani verranno evacuati, mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato delle misure per poter riportare a casa anche i 35 nostri connazionali (nessuno dei quali risulta contagiato) che si trovano a bordo. Alcune indiscrezioni dicono che il presidente cinese Xi Jinping sapesse tutto sulla pericolosità del virus dal 7 gennaio. Qualche giorno dopo, l’emergenza si è allargata in tutto il mondo, con un ritardo che può essere stato fatale. Sul versante italiano, il ministro della Salute Roberto Speranza ha continuato a parlare di stop ai voli come rimedio per evitare il più possibile il contagio.

Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio arriva la notizia della prima vittima nell’Unione Europea. Si tratta di un turista cinese si 80 anni deceduto in Francia. A dare la notizia della morte è stata la ministra della Salute transalpina Agnes Buzyn. L’uomo era arrivato a Parigi il 16 gennaio ed era stato ricoverato il 25. Le sue condizioni sono rapidamente peggiorate, fino al decesso. In Italia, invece, il primo test sul giovane Niccolò – il 17enne di Grado rimasto per giorni a Wuhan dopo un’alterazione febbrile – è risultato negativo. Per il momento, però, resterà in quarantena e sotto osservazione allo Spallanzani.

Dopo che l’organizzazione mondiale della Sanità ha dato un nome alla malattia provocata dal coronavirus (il Covid-19), il 13 febbraio si registra ancora forte preoccupazione per la crescita esponenziale del contagio, arrivata probabilmente al suo culmine. La nave giapponese con migliaia di persone a bordo (tra questi anche 35 italiani) ha visto salire a 144 il numero dei suoi contagiati: nessuno dei nostri connazionali è tra questi al momento. Si fanno passi avanti per il vaccino e per l’antivirale, ma ci vorrà ancora tempo. Il periodo in cui il farmaco deve essere sottoposto a test, infatti, è molto lungo. Intanto, le autorità cinesi hanno rimosso i responsabili della sanità della regione di Hubei, quella in cui si trova Wuhan: la loro scarsa prontezza nel dare informazioni sulla diffusione della malattia è stata punita dal presidente cinese Xi Jinping.

Il bilancio, all’11 febbraio, è di oltre mille morti, di cui due fuori dalla Cina: uno a Hong Kong, l’altro nelle Filippine. In California è stato registrato il primo caso. In Italia la situazione resta grave ma stabile per la coppia di cinesi soccorsi nell’hotel di via Cavour. Sembra esser meno preoccupante la situazione che riguarda il primo italiano contagiato (rientrato da Wuhan). Negativi i test effettuati sui due bambini rientrati dalla Cina nel corso dell’ultimo volo organizzato dalla Farnesina. Si attende anche il rientro del 17enne fermo a Wuhan per un altro rialzo febbrile.

Il 10 febbraio gli altri italiani di Wuhan (8 persone) sono stati accolti al Celio, dove trascorreranno un periodo di quarantena. Al momento, restano tre i casi di coronavirus in Italia, dal momento che tutti gli altri test effettuati allo Spallanzani hanno dato esito negativo. Restano però tesi i rapporti tra il nostro Paese e la Cina che continua a non apprezzare il blocco dei voli verso il Paese. Nonostante la prudenza, sono diversi gli stati disposti a offrire aiuti a Pechino: gli Stati Uniti sarebbero disposti a versare 100 milioni di dollari in aiuti per combattere il coronavirus. Resta critica la situazione a bordo della nave da crociera Diamond Princess, con 35 italiani a bordo (25 membri dell’equipaggio): sarebbero 60 le persone contagiate da coronavirus, tra queste nessun italiano,

In volo dalla Cina, nella giornata del 9 febbraio, c’è un altro aereo che porterà in Italia 9 altri italiani rimasti a Wuhan quando il nostro governo ha organizzato un primo piano di rientro: tra questi, tuttavia, non ci sarà il 17enne di Grado arrivato in Cina con un progetto Intercultura. Il ragazzo ha ancora la febbre e, nonostante fosse risultato negativo ai test sul coronavirus, non potrà comunque rientrare in Italia. Nella task force organizzata ieri dal ministro della Sanità, Roberto Speranza ha specificato che i collegamenti aerei con la Cina restano bloccati, nonostante la protesta formale del governo cinese. Xi Jinping non ritiene corretto nei confronti del suo Stato la decisione che l’Italia e altri Paesi hanno preso sul traffico aereo.

Le condizioni del primo italiano contagiato da Coronavirus restano stabili anche l’8 febbraio: il ricercatore emiliano ha detto di stare bene. E arrivano anche delle notizie negative da altri fronti: nella giornata di oggi, infatti, si sono registrate le morti di un cittadino Giapponese e di un cittadino Statunitense, mentre continua la quarantena infinita sulla nave da crociera al largo delle coste del Giappone, dove si trovano a bordo anche 35 italiani.

Il primo italiano contagiato dal Coronavirus è stato confermato nella serata del 6 febbraio. Si tratta di un 29enne rientrato insieme agli altri 55 connazionali da Wuhan con il volo organizzato dalla Farnesina. L’uomo, dopo esser stato in quarantena per diversi giorni all’interno della città militare della Cecchignola, è stato trasferito all’ospedale Spallanzani.

Il 6 febbraio nella nave giapponese contagiata dal coronavirus, il numero dei malati arriva a 20. Il Giappone è uno degli stati extra Cina che ha più contagiati dal coronavirus. Nella giornata di oggi si è registrata un’altra impennata di contagi sempre nell’aerea di Hubei, quella dove si trova Wuhan. Tuttavia, va segnalato anche un dato positivo: le persone che risultano guarite dal coronavirus in tutto il mondo sono 1588. Un numero che, tuttavia, risulta essere sempre inferiore ai nuovi contagi giornalieri.

Il 5 febbraio si inseguono i bollettini diramati da Paesi europei (Francia, Germania e Regno Unito), che hanno invitato i propri connazionali a non recarsi in Cina. Alcune compagnie americane come  United e American Airlines hanno fermato i voli anche per Hong Kong, dove nei giorni scorsi si è registrata anche una vittima. Continua, nel frattempo, la situazione critica sulla nave giapponese su cui si è registrata la diffusione del coronavirus: risultano contagiate almeno 10 persone.

Il 4 febbraio, infatti, oltre alla notizia della prima vittima per il Coronavirus ad Hong Kong, circa 3500 persone sono state bloccate a bordo di una nave a Yokohama (Giappone). Su uno dei passeggeri, un cittadino 80enne, sono stati riscontrati i sintomi del virus e, per questo motivo, i 2500 più i mille dell’equipaggio a bordo della Diamond Princess sono fermi a pochi metri dalla costa.

Il 3 febbraio è stato il giorno del rientro degli italiani dalla Cina, attraverso il ponte aereo creato con l’aeroporto di Pratica di mare: i nostri connazionali trascorreranno un periodo di quarantena presso la cittadella militare della Cecchignola. In Cina, dopo il periodo delle festività legate al capodanno, le borse hanno riaperto, facendo segnare dei fortissimi rallentamenti all’economia di mercato.

Il 2 febbraio ci sono state altre misure di sicurezza prese dai governi di tutto il mondo contro il coronavirus. In Italia sono state annunciate misure sanitarie anche sulle navi che arrivano nei porti italiani dalle aree extra UE. Sono stati diffusi i dettagli rispetto al volo che farà rientrare gli italiani da Wuhan ed è stato comunicato che all’aeroporto Pratica di Mare verrà allestita una tensostruttura medica per effettuare le prime indagini sui nostri connazionali. Si allenta invece la stretta dal punto di vista commerciale, visto che i voli merci da e per la Cina sono stati nuovamente consentiti.

Sempre in Cina – e sempre il 2 febbraio – si è avuta notizia dell’annullamento dei dazi su prodotti sanitari americani che possono in qualche modo aiutare a contrastare il virus. Inoltre, sono stati chiesti degli aiuti all’Unione Europea, che ha prontamente inviato 12 tonnellate di materiale sanitario.

Dal 1° febbraio continuano a essere annunciate misure molto stringenti. Ormai sono diverse le aziende che hanno fermato la loro produzione in Cina. Nel Paese del dragone erano previste anche gare della coppa del mondo di sci, che invece verranno spostate in Europa, senza modificare il calendario.

Dopo i primi due casi riscontrati a Roma e ufficializzati da Palazzo Chigi, l’Italia ha comunicato che dal 31 gennaio sarà attivato un blocco aereo da e per la Cina. Nel frattempo, nel mondo, si riflette anche sulla possibilità di una rimodulazione del calendario del Mondiale di F1, con la tappa cinese che potrebbe slittare o essere cancellata.

Le misure di sicurezza che sono state prese contro il coronavirus dalla metà di gennaio al 30 gennaio allargano sempre di più il loro spettro: Ikea ha chiuso gli stabilimenti in Cina, mentre la Super League cinese, il massimo campionato di calcio, ha rinviato le partite che si sarebbero dovute disputare nei primi mesi del 2020. Anche in Italia si stanno rinforzando sempre di più le misure di sicurezza, dal momento che il conservatorio di Santa Cecilia a Roma ha reso obbligatorie le visite mediche per gli studenti orientali.

In precedenza si era passati dalla chiusura del mercato di Wuhan, passando per l’isolamento della città con oltre 40 milioni di abitanti. Le sue strade deserte sono spettrali. Non solo: nell’area della metropoli, sono state chiuse le scuole e le università. Il 29 gennaio, British Airways ha ritenuto opportuno cancellare tutti i voli per la Cina, la Toyota ha deciso di sospendere la produzione locale almeno fino al 9 febbraio, Starbucks ha seguito Mc Donald’s nella chiusura di metà dei suoi stabilimenti in tutto il Paese.

Il coronavirus supera la Sars per contagio: il numero dei morti continua a salire

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In Baviera sono stati riportati tre casi di persone affette da coronavirus, e negli Emirati Arabi è stato registrato il primo, mentre in Tibet, ultima regione della Cina ad essere stata raggiunta dal virus, c’è un primo sospetto. Intanto nella notte sono partiti da Whuan i primi voli per far rimpatriare gli stranieri che erano rimasti bloccati nella città messa in quarantena. Per ora hanno fatto ritorno i cittadini Statunitensi e Giapponesi, ma Donald Trump sta valutando la possibilità di sospendere tutte le tratte aeree con la Cina: una misura che ancora nessuna paese ha adottato.

(Credits immagine di copertina: Pixabay License)