Il coronavirus fa la sua seconda vittima italiana

di Ilaria Roncone | 22/02/2020

  • Confermato il secondo decesso di un cittadino italiano a causa del coronavirus

  • Si tratta di una donna di Lodi, Lombardia

  • Il primo decesso è stato registrato nella serata di ieri in Veneto

All’indomani del primo decesso per coronavirus di un cittadino italiano, Adriano Trevisan in Veneto, arriva la conferma della seconda vittima italiana del coronavirus. Stavolta in Lombardia. Si tratta di una donna residente nel Lodigiano. La notizia arriva da fonti sanitarie dell’Ansa. Il decesso della donna per coronavirus a Lodi potrebbe essere legato ai casi di Codogno. Intanto nella mattinata di oggi sono stati accertati altri due contagi, uno in Veneto e uno in Lombardia.

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I casi confermati di cornavirus aumentano di ora in ora

Non solo i morti, passati da nessuno a due in circa dodici ore, ma anche i contagiati aumentano. Registrati due nuovi casi nel nord Italia, uno a Dolo (provincia di Venezia) e uno a Cremona (Lombardia). Il focolaio del virus rimane nel nord italia, quindi, con il primo decesso confermato in Veneto. La vittima, 77 anni, era ricoverata in terapia intensiva e registrava patologie pregresse. La seconda vittima, la donna di Lodi, sarebbe morta prima che arrivasse il risultato del tampone. Da lì la conferma che si trattava di coronavirus. Era ricoverata all’ospedale di Codogno.

Salgono i casi di contagio in Lombardia

Intanto in Lombardia il sindaco di Sesto Cremonese ha comunicato che c’è un contagiato nel comune, caso che porta a 25 gli infetti nella Regione. Nella provincia si Lodi sono isolati dieci comuni e 250 persone venute in contatto con i contagiati sono state messe i quarantena. Nella città di Cremona le scuole sono rimaste chiuse e le manifestazioni pubbliche sono state sospese. L’invito per i residenti è quello di rimanere a casa.

Precauzioni anche in Veneto

Dal Veneto arrivano notizie tramite i social del presidente della regione, Zaia. L’uomo ha confermato che sono state montate «a scopo precauzionale 12 tende per massimo 96 posti all’esterno dell’ospedale di Schiavonia (Padova), a disposizione degli operatori sanitari e del personale medico». L’area padovana viene quindi sottoposta a operazioni di isolamento per prevenire il propagarsi del virus. Arriva anche la conferma che le condizioni dell’altro uomo di Vò Euganeo – 67 anni, secondo caso di contagio in Veneto e amico della prima vittima Adriano Trevisan – rimangono stazionarie.

(Foto copertina da Pixabay)