Salvini parla di Feltri, che «sui meridionali ha detto una caz*ata»

23/04/2020 di Ilaria Roncone

I tempi della Lega Nord sembrerebbero lontani, almeno secondo quanto ha affermato Salvini. Il leader del Carroccio ha ora a cuore i meridionali poiché «tutti devono avere pari opportunità». Quegli stessi meridionali che, per chi ha una memoria decente, fino a qualche anno fa non esitava a definire pigri, nullafacenti e meritevoli di essere lavati col fuoco. Queste parole suonano strane, più frutto di convenienza che di un reale credo. Considerato il polverone che si è alzato attorno alle parole di Feltri, però, una presa di posizione da parte di Salvini era inevitabile.

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Salvini censura le parole di Feltri

La denuncia di Ruotolo, l’edicola che sceglie di non vendere più Libero, il tentativo di difesa di Sallusti: c’è veramente troppa carne al fuoco. Il leader della Lega lo sa e, nel corso di un’intervista a Radio Crc, ha dovuto rispondere alla domanda che qualunque giornalista gli farebbe in questo momento. Se cinque anni fa non esitava a definire Feltri il candidato ideale alla presidenza della Repubblica, oggi Salvini si dissocia. E censura le parole di Feltri affermando che «sui meridionali ha detto una cazzata». La condanna delle frasi di Feltri a Fuori dal coro arriva, anche se non con la veemenza solitamente riservata ai pensieri di intellettuali come Saviano. I “professoroni”, come è solito definirli Salvini, che vanno attaccati quando difendono gruppi di persone che lui, con la sua politica, strumentalizza. Quelli che oggi sono i migranti, e che ieri erano proprio i meridionali.

«Scorretto per un giornalista fare affermazioni che dividono il paese»

«A me è sembrata francamente una cazzata l’affermazione del direttore Feltri sulla inferiorità dei meridionali», ha detto Salvini. «Sono assolutamente in disaccordo con le sue affermazioni perché se per un giornalista è scorretto in tempo di pace fare considerazione che dividono il Paese, è scorretto e ingiusto farlo in tempo di guerra». E rimarca come ci siano effettive «distanze nel Paese» non tra Nord e Sud ma «tra chi vive in quartieri disagiati e quartieri ricchi con più servizi e questo non è certo colpa dei cittadini». Ha tirato in ballo Sicilia e Sardegna che «sono isolate ancora di più in questo periodo e sono le regioni che pagano di più per tornare alla normalità, ma non è affatto un valore in meno essere siciliano o sardo. Tutti devono avere pari opportunità».

(Immagine copertina dal profilo di Salvini)

 

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