Cura Trump con mix di anticorpi sperimentale, niente idrossiclorochina

Il medico della Casa Bianca ha informato i giornalisti sul percorso seguito dal presidente

03/10/2020 di Gianmichele Laino

cura Trump

La differenza che c’è tra la medicina fai-da-te e quella ufficiale. La sintesi sta nel bollettino del medico Sean Conley sulla cura Trump contro il coronavirus. Il dottore della Casa Bianca, infatti, ha informato i giornalisti del percorso che il presidente degli Stati Uniti sta seguendo, a maggior ragione dopo il ricovero nell’ospedale Walter Reed Medical Center di Bethesda, in Maryland. Si va dal mix di anticorpi sperimentale (testato fino a questo momento su 275 persone in tutto il mondo) a dosi importanti di remdesivir. Ma dell’idrossiclorochina del presidente, il farmaco che più volte aveva esaltato come risolutivo e che addirittura assumeva a scopo precauzionale, non c’è alcuna traccia.

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Cura Trump in cosa consiste

Come si cura il presidente degli Stati Uniti che ha il coronavirus? Innanzitutto con metodi sperimentati su pochissime persone al mondo (la conferma, una volta di più, che se il Covid-19 è una malattia ‘democratica’, che può colpire chiunque, lo stesso non può dirsi per le cure che vengono utilizzate per sconfiggerla): il cocktail di anticorpi che il presidente assume si chiama REGN-COV2 e consiste in anticorpi provenienti da persone guarite e anticorpi realizzati in laboratorio. Poi, oltre a questa cura sperimentale, il presidente Usa viene trattato con l’antivirale remdesivir.

Cura Trump, al momento non c’è bisogno d’ossigeno

E l’idrossiclorochina? Scomparsa completamente dal radar. Del resto, non poteva essere altrimenti, dal momento che Lancet, che aveva pubblicato uno studio sui suoi presunti effetti benefici in caso di coronavirus, ha ritrattato sul suo utilizzo ritirando proprio l’articolo a cui si faceva cenno. Inoltre, per quanto riguarda la sponda italiana, anche l’Aifa ha eliminato l’idrossiclorochina dalla lista dei farmaci adatti all’impiego su pazienti affetti da Covid-19. 

Al momento, a quanto pare, Trump non ha bisogno di ossigeno supplementare e – sempre stando alle parole del suo medico – sta continuando a lavorare regolarmente nella suite dell’ospedale in Maryland che gli è stata assegnata. Quest’ultimo elemento va a scongiurare, per il momento, l’avvio delle pratiche di successione per impedimento momentaneo, che dovrebbero assicurare la continuità alla Casa Bianca con l’intervento del vicepresidente Mike Pence.

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