Il governo a Di Maio? Anche i vescovi sono d’accordo

di Gianmichele Laino | 11/03/2018

chiusure domenicali

Sarà stato il Luigi Di Maio penitente che, qualche mese fa, proprio all’alba della campagna elettorale per la tornata del 4 marzo 2018, si recò a Napoli a baciare l’urna con il snague di San Gennaro, mostrata dopo il miracolo dal cardinal Crescenzio Sepe. Saranno state quelle dichiarazioni di ieri, in cui il leader del Movimento 5 Stelle ha affermato che «senza di noi non si governa», a ricordare un po’ quell’atteggiamento politico della Democrazia Cristiana d’altri tempi all’indomani delle elezioni della Prima Repubblica. Fatto sta che Luigi Di Maio inizia a piacere anche ai vescovi che, più o meno velatamente, hanno dato il loro endorsement a un esecutivo firmato M5S.

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DI MAIO VESCOVI, L’ENDORSEMENT DELLA CHIESA

Lo ha fatto, con molta diplomazia, il presidente della Cei, il cardinal Bassetti, che ha affermato: «Chiediamo al nuovo esecutivo di essere al servizio della gente e di ascoltarla». Fin qui nulla di strano: anzi, la dichiarazione è anche abbastanza generica. Tuttavia, a rincarare la dose – e a indirizzare le dichiarazioni di Bassetti verso i personaggi politici giusti – ci ha pensato un altro esponente di spicco dei vescovi italiani. Il responsabile della commissione episcopale per i problemi sociali e per il lavoro della conferenza, monsignor Santoro, ha affermato candidamente «Si è registrato un desiderio di cambiamento, viviamo da anni ormai una disillusione cocente nei riguardi di una certa politica». Il tutto documentato da La Nazione – Il Resto del Carlino – Il Giorno.

DI MAIO VESCOVI, UN ALTRO PASSO VERSO LA NORMALIZZAZIONE DEL MOVIMENTO

Insomma, questa ventata di novità di cui parlano i vescovi italiani sembra proprio indirizzarsi nei confronti del Movimento 5 Stelle e, parzialmente, anche nei confronti della Lega, i due partiti che sono usciti vincitori dall’agone elettorale. Sembra essere decisamente chiaro, tra l’altro, che la chiesa preferisca al «populismo estremo» di Matteo Salvini, quello più moderato di Luigi Di Maio, dipinto come tale anche dal Financial Times. L’endorsement silenzioso dei vescovi era l’ultimo tassello che mancava alla normalizzazione definitiva del Movimento 5 Stelle.

(FOTO: ANSA / CESARE ABBATE)