Meta
316 POSTI due studi hanno “assolto” il ruolo delle piattaforme social. Ma ci sono alcuni aspetti che non tornano
Si tratta di uno strumento open source e gratuito che – secondo le promesse e le premesse – non andrà a intaccare i contenuti protetti da diritto d’autore
In questa storia, che è un po’ un intreccio di conflitti di interessi, emerge anche l’aspetto del ricercatore che ha partecipato agli studi su Meta e che – sulla stessa rivista che ha pubblicato uno di questi studi – si lamenta della scarsa indipendenza del team di ricerca
Dal campione analizzato, passando per “l’evento” preso in esame. Fino ad arrivare al fornitore dei dati. Quel che è stato evidenziato ha, ovviamente, una sua valenza. Restano, però, molte perplessità per via di diversi fattori
Due studi paralleli, uno su Science e l’altro su Nature, basati anche su dati forniti da Meta
L’azienda di Menlo Park aveva fatto ricorso contro un’indagine dell’Antitrust tedesca. Ma per loro non è andata benissimo
Il principale attivista sulla tutela dei dati personali ha evidenziato la decisione della corte di giustizia europea che si è pronunciata contro Meta sull’utilizzo dei dati personali non strettamente necessari
Le ragioni sono precise e vanno cercate nel modo in cui Threads gestisce i dati utenti, palesemente in contrasto con le normative europee