I repubblicani a Trump: non si possono rimandare le elezioni

di Marta Colombo | 31/07/2020

Trump rinvio elezioni

Diversi repubblicani hanno rifiutato categoricamente l’ultimo (scioccante) suggerimento del presidente Donald Trump, che vorrebbe rimandare le elezioni del prossimo novembre a causa di presunta frode.

Il leader della maggioranza in senato Mitch McConnell e Kevin McCarthy hanno entrambi respinto l’idea. Nonostante quello che alcuni dei suoi sostenitori più accaniti – e probabilmente anche lui stesso – sostengono, Trump non ha il potere di rimandare le elezioni. Qualsiasi cambiamento nel calendario elettorale deve essere infatti approvato al congresso.

«Mai nella storia di questo Paese, durante guerre, depressioni e guerra civile, abbiamo rimandato un’elezione federale. Troveremo un modo per votare anche il prossimo novembre», ha detto McConnell.

Secondo Trump, votare a distanza e tramite il servizio postale potrebbe portare a risultati inaccurati. In un tweet ha detto che «potrebbe essere opportuno rimandare fino a quando le persone possono votare in sicurezza e adeguatamente».

Non c’è nessuna prova che supporta le affermazioni di Trump ma è da tempo che il presidente critica il sistema di voto telematico.

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Trump è sempre più preoccupato per il suo indice di gradimento nei sondaggi

In realtà, è abbastanza chiaro che il «suggerimento» di rinviare le elezioni, è solo l’ennesimo tentativo del presidente di guadagnare tempo – o consensi – visti i sondaggi che vedono il suo indice di gradimento in continuo calo.

«Non voglio che venga posticipata, voglio che ci sia l’elezione», ha spiegato Trump durante una conferenza stampa del 30 luglio. «Ma non voglio che dopo tre mesi si scopra che l’elezione non era valida a causa di voti mancanti e che non significa niente. Non voglio un’elezione corrotta».

Prima della conferenza, in una serie di tweet, il presidente aveva spiegato, senza fornire alcuna prova concreta, che il voto per posta è suscettibile a interferenze straniere.