Attacco a Londra, il padre del ragazzo ucciso: «Non strumentalizzate la morte di Jack»

di Federico Pallone | 03/12/2019

Londra
  • Jack Merritt è una delle vittime dell'attacco a Londra

  • Il padre ha scritto una toccante lettera al quotidiano 'The Guardian'

Una delle due vittime dell’attentato sul London Bridge, iconico ponte di Londra, ha un nome: si chiamava Jack Merritt, aveva 25 anni e lavorava per ‘Learning Together‘, l’iniziativa per la riabilitazione per i detenuti che aveva organizzato la conferenza alla Fishmongers’Hall dove è iniziato l’attacco, avvenuto lo scorso 29 novembre 2019.

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Il padre di Jack Merritt: «Mio figlio è uno spirito libero»

Il padre di Jack Merritt, David, ha scritto una toccante lettera al Guardian, popolare quotidiano britannico con sede proprio a Londra, in cui dichiara di non volere che la morte del figlio serva da pretesto per un inasprimento delle pene. «Jack era orgoglioso. Jack aveva un’intelligenza che assorbiva tutto. Jack era orgogliosamente leale. Jack amava la musica, l’arte, mangiare con la famiglia e bere più di una pinta di birra con gli amici. E nel caso non l’aveste ancora realizzato, era anche maledettamente bello».

L’incredibile forza di un padre che riesce a trovare le parole dopo una simile tragedia, dopo che l’attentatore Usman Khan ha pugnalato a morte il figlio, dovrebbe servire da esempio per tutti. Ma non è finita qui: David Merrett ci tiene a sottolineare come Jack fosse «arrabbiato e frustrato per come l’elite politica abbia dimenticato quanto sia importante essere equi. Fremerebbe nel vedere la sua morte, e la sua vita, usate per perpetuare un’agenda di odio per combattere la quale ha dato tutto», scrive nella lettera pubblicata dal Guardian. «Quello che Jack vorrebbe è che attraversassimo la porta che lui ha buttato giù a calci. Quella porta apre un mondo dove non ci chiudiamo e non buttiamo la chiave. Dove non prosciughiamo i bilanci delle carceri e puntiamo sulla riabilitazione, non sulla vendetta. Dove non miniamo sistematicamente i servizi pubblici. Jack credeva nella bontà intrinseca dell’umanità, e sentiva la profonda responsabilità sociale di proteggerla. Tramite noi, Jack va avanti. Prendiamo in prestito la sua intelligenza, proseguiamo nella sua direzione, sentiamo la sua passione, bruciamo della sua rabbia e spegniamo l’odio con la sua gentilezza. Non abbandoniamo la sua lotta. A Jack Merritt, ora e per sempre».

[CREDIT PHOTO: INSTAGRAM/JACK MERRITT]