C’è il crowdfunding nel futuro del giornalismo?
Il progetto ambizioso per la realizzazione di una rivista cartacea, mentre tutti rincorrono il digitale

Il digitale ha cannibalizzato il mondo del giornalismo, provocando un dissesto che – a catena – ha provocato una lunga serie di ferite che a oggi si evidenziano nella scarsa qualità dell’informazione. Ma c’è chi ha deciso di tentare una nuova strada, fuori dall’algoritmo e dalle logiche delle condivisioni social: in occasione del suo 30° “compleanno”, l’associazione di giornalisti indipendenti Lettera22 ha deciso di dare il via a una campagna di crowdfunding per stampare il numero zero del suo “mook”.
Lettera22, il crowdfunding per publicare il mook
Un concetto che parte dalla crasi tra “magazine” e “book”. Dunque, una rivista che si sfoglia come un libro. Il direttore dell’Associazione Lettera22, Giuliano Battiston, ha svelato a Giornalettismo i contenuti del numero zero che sarà stampato entro il mese di giugno. E questo avverrà soprattutto grazie alla raccolta fondi online avviata attraverso Produzioni dal Basso. Perché il mondo dell’editoria e il crowdfunding sono due universi che, da alcuni anni, continuano a intrecciarsi, come ci ha spiegato il CEO della piattaforma di innovazione sociale, co-progettazione e raccolta fondi online, Angelo Rindone.
Perché il mondo del giornalismo, che per molto tempo si è arreso a logiche dettate da Big Tech, deve necessariamente trovare strumenti per finanziare progetti e lavoratori che si adoperano per lo sviluppo di un’idea editoriale. In alcuni casi ci si è aperti al paywall, in altri si è deciso di partire con una raccolta fondi per chiedere ai lettori un sostegno affinché un progetto nasca o resti in vita. Nonostante le difficoltà del mercato provocate da numerosi fattori. Interni ed esterni.
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