Esplosione a Beirut, Guerini chiama i militari italiani

Il ministro della Difesa ha chiamato il comandante del contingente italiano in Libano per accertarsi delle condizioni dei soldati

di Redazione | 05/08/2020

italiana morta a Beirut

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha contattato telefonicamente i vertici militari italiani a Beirut per accertarsi delle condizioni delle truppe dopo le violente esplosioni che hanno devastato la capitale del Libano uccidendo almeno 73 persone e facendo oltre 2500 feriti.

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“Appena ho appreso della tremenda esplosione avvenuta a Beirut ho voluto immediatamente sincerarmi delle condizioni del nostro contingente in Libano” ha reso noto il ministro, dopo aver parlato con il comandante del contigente italiano, il  generale Andrea Di Stasio, e col comandante della missione bilaterale di addestramento, generale Luciano Antoci.

Militari Beirut, tra gli italiani un ferito lieve

Tra le migliaia di feriti causati dalle esplosioni al porto di Beirut c’è anche uno dei soldati italiani di stanza a Beirut. “A lui e ai suoi familiari va la mia solidarietà e vicinanza, cosi come a tutti i militari italiani in Libano” ha detto il ministro Guerini, dopo essere stato rassicurato sulle condizioni dell’uomo, ferito lievemente al braccio dall’esplosione.

 

Pur non essendo nelle immediate vicinanze del porto infatti, lo stabile dove si trovavano i 12 militari italiani e’ stato comunque danneggiato dall’onda d’urto, che e’ stata cosi’ forte da scatenare un terremoto da 3.5 gradi della scala Richter.

I 12 militari sono quindi stati trasferiti da Beirut alla base di Shama, dopo aver avvisato di persona le  famiglie per rassicurare tutti sulle proprie condizioni.

I motivi della presenza dei militari a Beirut

I militari italiani sono in Libano come parte della missione Unifil, che dal 1978 e’ presente nel Paese mediorientale inseguito alla risoluzione 425 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in seguito all’invasione del Libano da parte di Israele.

Il compito della missione Unifil e’ di monitorare la cessazione delle ostilità tra i governi di Beirut e Tel Aviv e il rispetto della Blue Line, ma anche assistere le attività delle forze armate libanesi, supportare la popolazione locale, oltre alle attivita’ di check point e pattugliamento.

Dall’agosto 2006, con lo scoppio della campagna militare del governo di Tel Aviv in seguito a un attacco di Hezbollah a un villaggio israeliano a Sud della Blue Line che fece otto vittime e al rifiuto della milizia islamica di liberare gli ostaggi catturati, e’ in corso la seconda fase della missione Unifil che per quattro volte ha visto un generale italiano come head of mission e force commander. Un ruolo che dal 7 agosto 2018 e’ ricoperto dal generale di divisione Stefano Del Col.