Il ddl Santanché che cambierà gli “affitti brevi” (anche su Airbnb)

La bozza del testo è stata inviata agli operatori e alle associazioni del settore

04/06/2023 di Redazione Giornalettismo

Cosa succederà ai cosiddetti affitti brevi anche attraverso le piattaforme online? Questo è l’interrogativo che molti operatori della categoria si stanno facendo da alcune ore, da quando il Ministero del Turismo ha inviato loro la bozza del testo di un nuovo disegno di legge che – di fatto – andrà a modificare lo status quo. Soprattutto per quel che riguarda il concetto di “minimum stay”, ovvero il numero minimo di notti di permanenza per poter usufruire degli affitti messi a disposizioni anche su piattaforme come Airbnb e Booking. Cerchiamo di capire i punti fondamentali del ddl Santanché.

Ddl Santanché, cosa cambia per piattaforme come Airbnb

Il testo (che ricalca, in parte, il modello portoghese) non è ancora definitivo e mancano tutti i passaggi affinché diventi effettivo ed è arrivato diverse settimane dopo l’incontro tra la Ministra Santanché e le associazioni di categoria. Però, le indicazioni sono molto precise. Tra gli elementi positivi da parte di chi è proprietario o gestisce appartamenti o stanze in locazione breve c’è sicuramente quello dell’armonizzazione dei codici: la gestione non sarà più regionale, ma nazionale. Questa, però, sembra essere l’unica luce presente nel documento. A preoccupare è il limite minimo di 2 notti. Di fatto, dunque, chi si trova di passaggio in una città metropolitana per una sola notte, dovrà per forza rivolgersi a una struttura alberghiera.

Giornalettismo ha provato a entrare nei dettagli di questo ddl contattando diversi attori di questa categoria: da Airbnb Italia a ProLocaTur, l’associazione per la tutela dei diritti dei proprietari che fanno locazione breve presieduta da Dario Pileri. Inoltre, ne abbiamo parlato anche con Marco Celani, Amministratore delegato di Italianway e Presidente di Aigab, l’Associazione dei property manager italiani

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