Cathy La Torre, vittima di odio online per un post (sbagliato) della Lega, risponde a Salvini

di Ilaria Roncone | 08/07/2020

  • La Lega ha accusato Cathy La Torre, che si candiderà a sindaco di Bologna, di indossare magliette contro la polizia

  • La verità è ben diversa da quello che vuole far credere la Lega

  • L'avvocatessa si è difesa sui social provando che la maglietta era contro Salvini e non contro la polizia

Matteo Salvini e la Bestia colpiscono in maniera chirurgica e studiata le persone. Non è mai un caso quando qualcuno finisce nel bersaglio della Lega e oggi è toccato a Cathy La Torre. Già recentemente vittima di insulti perché ha denunciato il per Revenge Porn su Telegram, Cathy La Torre ha manifestato la volontà di candidarsi come sindaco di Bologna e – tramite social e con il suo lavoro di avvocatessa a favore dei diritti Lgbtq – sta ottenendo un certo consenso. «Son finita in quel gran tritacarne che è la Bestia», scrive lei stessa su Instagram, andando a sbugiardare un post condiviso dalla Lega che voleva accusarla di essere contro la polizia.

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Il post della Lega che incita all’odio contro Cathy La Torre

Cathy La Torre ha condiviso il post su Facebook e su Instagram provando che quanto affermato dalla Lega era falso. Il partito di Salvini ha pubblicato una foto dell’avvocatessa durante un Pride con indosso una maglietta con sopra stampato: «Frociaria di Stato». Potrebbe sembrare un insulto alla Polizia di Stato, come ha sottolineato la Lega: «Ridicolizza chi indossa una divisa, si candida a sindaco di Bologna. Ma chi la vota?». Il post, come ha poi provato La Torre, è sbagliato e la maglietta è stata decontestualizzata per servire agli scopi della Lega, screditare La Torre e farle perdere popolarità prima della candidatura a sindaco.

La spiegazione di Cathy La Torre per la maglietta con «Frociaria di Stato»

 

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È accaduto ancora. Son finita in quel gran tritacarne che è la Bestia. “Mentecatta, vergognati”. “Non bastano i cancri che ci sono, ne arriva un altro”. “Maiala”. “Checche schifose”. “Ci mancavano le lesbiche per affondare di più l’Italia”. “Cento frustate”. E così via, con oltre 1.000 commenti pieni di odio. La mia colpa? Aver avanzato la mia disponibilità a candidarmi a primarie per scegliere il sindaco di Bologna. A qualcuno, evidentemente, la cosa non è piaciuta. E allora ecco che, dopo aver scandagliato le mie fotografie una ad una, ne hanno recuperata una in cui indossavo questa maglietta – “Frociaria di Stato” – stravolgendone il significato. Perché io, che dalle Forze dell’Ordine sono stata protetta quando sono stata costretta a vivere sotto protezione, ho profonda stima del lavoro dei poliziotti e delle poliziotte. E infatti quella t-shirt, indossata in occasione del Pride non si riferiva a loro, ma proprio al capo della Bestia. A quel Matteo Salvini che, da Ministro dell’Interno, era solito indossare divise delle Forze dell’Ordine mentre dimenticava di pagar loro gli straordinari. La mia maglietta – dalla foto pubblicata dalla Lega non emerge – aveva un retro: “Mettiti questa, Matteo”. Il mio intento? Ricordare all’ex Ministro dell’Interno che in Italia esiste un altro “corpo” dello Stato che lui avrebbe dovuto ricordare e proteggere: gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender. Ci sono poi altre magliette, che di nobile non hanno proprio nulla. Se la ricorda, senatore Salvini, quella che era solito indossare lei? “Padania is not Italy”, mentre oggi si traveste da patriota. Proprio come il lupo che si fa agnello. Ma per quanto si sforzi di camuffare il proprio pelo, un lupo resta sempre un lupo perché, proprio come la Bestia, c’è una cosa che non potrà mai nascondere: la bava alla bocca. #matteosalvini #frociaria #frociariadistato #padaniaisnotitaly #padania #lega #magliette #teeshirt

Un post condiviso da Cathy La Torre (@avvocathy) in data:

Cathy La Torre ha ampiamente spiegato le ragioni che l’hanno spinta a indossare quella maglietta che era tutto fuorché contro la polizia. Nel post Instagram l’avvocatessa riporta anche gli insulti di cui è stata vittima, quelli dei follower di Salvini, che non si sono risparmiati lesbofobia e misoginia. La stoccata a Salvini arriva non solo specificando che la maglietta l’ha indossata come messaggio preciso per Salvini e con l’intento di «ricordare all’ex Ministro dell’Interno che in Italia esiste un altro “corpo” dello Stato che lui avrebbe dovuto ricordare e proteggere: gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender». La Torre ha infatti contrapposto la foto pubblicata dalla Lega a quella di Matteo Salvini che indossa la maglietta con su scritto “Padania is not Italy”.