Come funzionavano le raccolte fondi su Facebook

Lo strumento non funzionerà più nello Spazio Economico Europeo a partire dal 1° luglio 2024

26/04/2024 di Enzo Boldi

Per un lungo periodo di tempo, Mark Zuckerberg ha implementato le sue piattaforme social di funzioni e strumenti che andavano a coprire moltissime aree di interesse. Per fare solamente un esempio, basta pensare al ruolo centrale che veniva dato all’informazione, prima dei clamorosi e repentini passi indietro quando si è trattato di trovare accordi economici per l’equo compenso agli editori. Ora lo stesso destino, almeno per quel che riguarda l’Europa, tocca alle raccolte fondi su Facebook e Instagram.

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I dati più recenti non sono poi così recenti, ma possiamo sintetizzare quel che è stato diffuso nel 2019: in quattro anni di attività, sono stati raccolti oltre due miliardi di dollari. Si tratta, dunque, di uno strumento molto diffuso, con le organizzazioni no-profit che hanno “messo a disposizione” il proprio nome e la propria struttura per raccogliere della beneficenza. Campagne lanciate dalle stesse organizzazioni, oppure dai singoli utenti. Non è un caso, infatti, che in occasione dei propri compleanni siano stati moltissimi gli utenti ad avviare le raccolte fondi su Facebook con il ricavato – attraverso il sistema messo a disposizione da Meta – interamente devoluto (non era previsto alcun costo di gestione) a un’associazione o a un progetto.

Raccolte fondi su Facebook, come funzionavano

Ma come funzionavano (e come non funzioneranno più nello SEE a partire dal prossimo 1° luglio) queste donazioni attraverso le piattaforme social di Meta? Il procedimento era piuttosto semplice: bastava collegarsi alla pagina dedicata (per quel che riguarda Facebook) al Fundraisers e decidere a chi e quanto donare. Sono ancora presenti, per i prossimi due mesi, tutte le campagne attive che riportano i nomi delle organizzazioni no-profit che le hanno avviate. E non solo: perché anche i singoli utenti potevano dare il via libera a una campagna, stabilendo anche l’obiettivo da raggiungere. Ovviamente, in quest’ultimo caso non i fondi raccolti erano riferiti a un’organizzazione certificata e non venivano incassati dall’organizzatore. Il funzionamento era molto semplice, come spiegato nella guida dedicata:

  • Dal tuo computer, accedi a Facebook.

  • A sinistra, clicca su Raccolte fondi.

  • A sinistra, clicca su Raccogli denaro.

  • Clicca su No profit.

  • Puoi scegliere una delle seguenti opzioni:

    • scorrere fino a trovare l’organizzazione no profit per la quale vuoi raccogliere fondi;
    • digitare nella barra di ricerca per trovare l’organizzazione no profit per la quale vuoi raccogliere fondi.
  • Seleziona la no profit.

  • A sinistra, inserisci quanto segue:

    • L’importo totale che vuoi raccogliere
    • La valuta in cui vuoi raccogliere i fondi
  • Clicca su Crea.

Da quel momento, chiunque poteva condividere la campagna di beneficenza appena lanciata con la raccolta fondi su Facebook. Ma come funzionava il pagamento?

Come funzionava il conto di moneta elettronica di Facebook

E se da utente avessi voluto effettuare una donazione? Si doveva necessariamente passare per gli strumenti messi a disposizione da Facebook. Quindi, non era possibile effettuare un versamento diretto (bonifico, Paypal o carta di credito), ma sarebbe stato creato – in automatico – un conto di moneta elettronica interno. In pratica, un portafoglio in cui erano contenuti dei soldi – inizialmente versati con carta di credito o di debito – da utilizzare per partecipare a una o più campagne di beneficenza attraverso il social. Non venivano addebitati costi di commissione, al netto di quelli – ma non tutti lo fanno – decisi dal gestore del metodo di pagamento.

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