Belpietro a Otto e mezzo sulle contestazioni a Conte: «Se fossi in lui non dormirei tranquillo»

Questa sera il direttore del quotidiano La Verità – giornale che solo ieri ha definito Giuseppe Conte un ducetto – era ospite da Lilli Guber a Otto e mezzo. Parlando della situazione della maggioranza dopo l’appello di Italia Viva a Conte in aula, la padrona di casa ha evidenziato come gli equilibri stiano facendosi precari. Belpietro, proprio parlando dei consensi alla maggioranza e all’opposizione, ha affermato «se fossi in Conte non dormirei tranquillo».

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Per Belpietro Conte non è al riparo dalle contestazioni come crede


Parlando dell’intervento di Renzi, Belpietro ha detto che – secondo lui – il leader di Italia Viva non ha intenzione di far cadere il governo perché, al momento, «non vede possibilità di istituirne un altro». Il direttore de La Verità afferma che lo scopo di Renzi è quello di «contare di più, riuscire a spingere Conte a fare altro rispetto a quello che finora ha fatto» poiché «spesso si è lamentato di essere fuori e aumenterà la pressione sul Governo». Su Conte ha aggiunto che «pensa di essere a riparo dalle contestazioni, ma non è proprio così», nonostante il gradimento di Conte presso il popolo sia dati altissimo negli ultimi sondaggi. sulla strategia di Salvini, Belpietro afferma che la trova «poco comprensibile, non serve togliere mascherine e mettersi mascherine. Queste cose non capisco dove portino o cosa producano». Il giudizio arriva anche sulle proteste di Fratelli d’Italia e sull’occupazione della Lega: «Sono scettico sulle manifestazioni sia di piazza che in Parlamento quindi, francamente, le eviterei».

Per Belpietro il governo è pasticcione e ha creato aspettative poi disattese

Utilizza la parola «pasticcione» per definire il governo, Belpietro, sottolineando che l’errore fatto da Conte è stato quello di promettere denaro senza poter garantire l’iniezione di liquidità in tempi brevi. «Il tema che a me preoccupa – per questo dico pasticcioni – è quando fai un decreto e affermi l’8 aprile che l’iniezione di liquidità sarà immediata ma ti dimentichi di abolire le norme che non lo rendono possibile. Ci sono persone che ancora aspettano i 600 euro e la cassa integrazione». Nonostante l’appello di Conte alle banche, la burocrazia sembra essere il vero problema – quello che impedisce a chi di dovere di agire in fretta per procurare soldi agli italiani. Belpietro ha infine affermato che «alcune chiusure sembrano un po’ strane. Quando sento dire che alcune attività devono rimarne chiuse perché stanno in 40 metri quadri non capisco. Se uno sale su un tram a Milano non vedo perché non si possano tenere aperti certi negozi».

(Immagine copertina dalla puntata di Otto e mezzo)

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