L’allarme lanciato da Fayez Serraj: «800mila migranti pronti a partire, interrompete gli aiuti ad Haftar»

di Gaia Mellone | 15/04/2019

L'allarme lanciato da Serraj: «800 migranti pronti a partire», consultazioni a Roma con il premier Conte
  • Fayez Serraj ha incontrato oggi diversi giornalisti per lanciare l'allarme sull'escalation degli scontri in Libia

  • «È una vera e propria guerra contro di noi, una guerra che ci è stata imposta»

  • Oggi l'arrivo a Roma di Ahmed Maitig per incontrare Giuseppe Conte

Fayez Serraj ha incontrato oggi diversi giornalisti per lanciare un grave allarme: destinatario principale è l’Italia. «Non ci sono solo gli 800 mila migranti potenzialmente pronti a partire» dice il presidente del governo di unità di Tripoli, « ci sarebbero i libici in fuga da questa guerra, e nel Sud della Libia sono già ritornati in azione i terroristi dell’Isis che il governo di Tripoli con l’appoggio della città di Misurata aveva scacciato da Sirte 3 anni fa».

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Fayez Serraj: «Interrompere gli aiuti ad Haftar, al più presto interventi per salvare la popolazione»

Parlando con il Corriere della Sera Fayez Serraj spiega che quella in atto in Libia «è una vera e propria guerra contro di noi, una guerra che ci è stata imposta». Il presidente del governo di unità nazionale si è rivolto alla comunità internazionale affinché «operi al più presto per la salvezza dei civili». Serraj ha denunciato che il generale Khalifa Haftar sta bombardando «le strutture civili, le strade, le scuole, le case, l’aeroporto e le strutture mediche» e che deve essere fermato al più presto, chiedendo anche alle forze che sostengono Haftar di interrompere gli aiuti finanziari e militari per fermare l’escalation di violenze. E sulle trattative, dice ai giornalisti di Repubblica, Serraj non nutre grande fiducia: «L’azione a tradimento di Haftar porterà distruzione alla Libia e ai paesi vicini, non sarà possibile nessuna trattativa se non cesserà il suo attacco alla popolazione e se non si ritirerà». Secondo quanto dichiarato oggi, sarebbero pronti a partire per le coste italiane 800mila migranti, «siamo di fronte a una guerra di aggressione che potrà diffondere il suo cancro in tutto il Mediterraneo».

Continuano gli scontri in Libia

Serraj ha inoltre ringraziato le autorità del nostro Paese per gli sforzi di mediazione fatti, e l’ambasciata italiana per essere rimasta aperta ed operativa. Nelle stesse ore a Roma il presidente del consiglio Giuseppe Conte sta incontrando Ahmed Maitig vicepresidente del Consiglio presidenziale, mentre nella giornata di ieri era già arrivato in Italia il vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohamed al Thani. I due sono alleati per combattere l’avanzata del generale Khalifa Haftar. Intanto, in Libia continuano gli scontri. Nella mattina di lunedì un’autobomba è esplosa nel centro di Bengasi: l’obiettivo sembrava essere il colonnello Adel Barghati, responsabile della direzione dell’antiterrorismo che stava transitando con il suo convoglio nella zona di Sidi Khalifa, ma fortunatamente è rimasto illeso. Negli ultimi giorni però il bilancio delle vittime degli scontri continua a salire. Sarebbero almeno 100 i morti fra le truppe di Haftar che stanno attaccando Tripoli, mentre tra i civili si registrano almeno 160 vittime, di cui una trentina bambini. L’Onu valuta che il numero degli sfollati stia velocemente raggiungendo i 16mila.

(credits immagine di copertina:  © USAF/DOD via ZUMA Wire/ZUMAPRESS.com)

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