Matteo Salvini di nuovo indagato: «Ci risiamo, stavolta è la Sea Watch»

di Gaia Mellone | 15/04/2019

Matteo Salvini di nuovo indagato: «Ci risiamo, stavolta è la Sea Watch»
  • Matteo Salvini nuovamente indagato per sequestro di persona

  • «Ci risiamo» dice all'inaugurazione della Questura di Monza, ricostruendo la faccenda legata all Sea Watch

  • La risposta a Di Maio: «Ognuno faccia il suo, finche sarò ministro i porti resteranno chiusi»

Matteo Salvini è nuovamente indagato per sequestro di persona: lo conferma lui stesso durante l’inaugurazione della nuova Questura di Monza. «Finché faccio il ministro dell’Interno – ha dichiarato – i porti restano chiusi».

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Matteo Salvini di nuovo indagato per la Sea Watch: «Ci risiamo»

«Sono stato iscritto a giudizio per un altro reato, un altro sequestro di persona che avrei commesso dal 24 al 30 gennaio 2019 a Siracusa». Con queste parole pronunciate durante l’inaugurazione della nuova Questura di Monza,  Matteo Salvini conferma di essere nuovamente indagato, stavolta per la Sea Watch. «Ci risiamo, è la nave olandese che è intervenuta in acque libiche» ricostruisce il ministro dell’Interno aggiungendo che la nave ong «se n’è fregata dell’alt e delle indicazioni del governo olandese di andare in Tunisia e ha messo a rischio la vita delle decine di migranti a bordo per arrivare in Italia con un gesto politico»«Sono arrivati in Italia, li abbiamo curati e li abbiamo fatti sbarcare e abbiamo lavorato per redistribuirli – ha continuato Salvini – Il risultato è che c’è un procedimento penale nei miei confronti».

«Finché sarò ministro dell’Interno i porti resteranno chiusi»

«Il procuratore Carmelo Zuccaro mi comunica questa cosa. Ha chiesto l’archiviazione ma anche l’altra volta era andata così» continua il vicepremier, che però non si mostra preoccupato o meno convinto delle sue posizioni. «Finché faccio il ministro dell’Interno, i colleghi ministri possono dire quello che vogliono» ha infatti detto Salvini, con un chiaro riferimento alle dichiarazioni del collega vicepremier Luigi Di Maio, che nelle stesse ore aveva definito la metodologia dei porti chiusi come una soluzione «occasionale». Salvini quindi ne approfitta per «rispondere a qualche ministro: per me i porti restano e resteranno chiusi. Possono aprire altri 18 procedimenti penali nei miei confronti, non cambio idea e non cambio atteggiamento».

«I consigli sono i benvenuti, ma ognuno faccia il suo. Rispetto il lavoro di Di Maio, pretendo lo stesso»

Ha poi aggiunto che se effettivamente Luigi Di Maio e il ministro Elisabetta Trenta nutrissero dei dubbi sulle decisioni prese, basta incontrarsi «in Consiglio dei ministri e faremo una franca discussione». «I porti con me rimangono indisponibili chiusi e sigillati ai trafficanti di esseri umani» ha aggiunto. A chi gli chiede in maniera diretta un commento sulle parole di Luigi Di Maio, Matteo Salvini risponde in maniera caustica: «Rispetto il lavoro del collega Di Maio che si occupa di lavoro, ma sui temi di controllo dei confini e di criminalità organizzata sono io a decidere». Il vicepremier ha quindi aggiunto che «non mi permetto di dargli lezioni su come risolvere le centinaia di crisi aziendali che sono ferme sul suo tavolo, ma chiedo altrettanto rispetto, di ordine pubblico, sicurezza e difesa dei confini me ne occupo io, penso di averlo fatto bene in questi dieci mesi, se qualcuno dei miei colleghi non è d’accordo lo dica, con la differenza che io ci metto la faccia e rischio personalmente. I consigli sono benvenuti, ma ognuno faccia il suo», ha concluso Salvini.

(credits immagine di copertina: ANSA / MATTEO BAZZI)