Di Maio dice che i cosiddetti porti chiusi di Salvini non sono una soluzione

di Gianmichele Laino | 15/04/2019

Di Maio porti chiusi
  • Luigi Di Maio dice che i porti chiusi non sono una soluzione

  • Il leader del M5S parla agli elettori di sinistra che sembrano sfuggirgli

  • Rimarca le distanze con Salvini anche sul 25 aprile

Torna ancora a far discutere l’espressione fumosa «porti chiusi». Questa volta è un altro esponente del governo, dopo Matteo Salvini e Danilo Toninelli che avrebbero competenza in materia, a parlarne. Luigi Di Maio descrive questa misura – fortemente caldeggiata da Matteo Salvini – come inutile, soprattutto sul lungo periodo. In un’intervista al Corriere della Sera, infatti, il leader politico del Movimento 5 Stelle ha affermato: «Chiudere un porto è una misura occasionale – dice Di Maio -. Risulta efficace soltanto quando abbiamo dovuto scuotere l’Ue, ma resta una misura occasionale. Di fronte a un intensificarsi della crisi, ad esempio, non basterebbe. Occorre pianificare e prevenire perché la sola reazione ha dei limiti».

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Di Maio porti chiusi, la retromarcia

Luigi Di Maio parla ancora una volta di porti chiusi, come se la misura fosse mai stata davvero operativa. Basta dare un occhio alla risposta del Comando Generale delle Capitanerie di Porto alla richiesta di accesso atti dell’avvocato Ballerini sulla vicenda Nave Mare Jonio per capire che, in molti casi, quella che si voleva far passare per «porti chiusi» in realtà era una misura inesistente:

«Si premette – si leggeva nel documento – che non risulta essere stato adottato alcun provvedimento, a rilevanza esterna, in tema di interdizione dell’accesso al mare territoriale o ad ambiti portuali nel periodo in questione. Giova evidenziare che tale eventuale atto, rientra tra le competenze del Dicastero delle infrastrutture e dei trasporti, ai sensi e per gli effetti dell’art. 83 Cod. Nav., d’intesa, se del caso, con il Ministero interessato per la definizione dei presupposti attinenti alla tutela ambientale o all’ordine pubblico». 

Di Maio porti chiusi e 25 aprile, la rincorsa ai voti persi a sinistra

Ma a parte la parentesi sulla effettiva apertura o chiusura dei porti, dobbiamo registrare anche un dietrofront riguardo alle politiche sovraniste da parte del Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio, infatti, si rende conto soltanto ora, alla vigilia di elezioni europee che possono dire molto sul futuro della Lega e del Movimento 5 Stelle al governo, che i cosiddetti «porti chiusi» di Salvini non sono una buona soluzione per fronteggiare l’emergenza migratoria. Mai queste parole sono state effettivamente pronunciate nel bel mezzo di una crisi, come quella della nave Diciotti, ad esempio, o come il caso appena citato della Mare Jonio.

Luigi Di Maio ha fretta di sottolineare le distanze tra il M5S e la Lega, distanze che, nei mesi scorsi, sembravano essersi appiattite su posizioni molto vicine a quelle di Matteo Salvini: «Non è un mistero – ha detto Di Maio al Corriere della Sera – che M5S e Lega sono due forze molto diverse. La pensiamo in maniera opposta anche sul 25 aprile: per me la Liberazione è un giorno da ricordare, così come gli anni subito dopo». La rincorsa ai voti persi a sinistra.

FOTO: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO