Mattarella non ha preso impegni per un mese dopo le europee: crisi in vista?

di Redazione | 13/04/2019

Mattarella
  • Sergio Mattarella non avrebbe preso impegni dopo il 26 maggio

  • Le elezioni europee potrebbero aprire una crisi di governo

  • Il capo dello Stato si prepara al ruolo di garanzia costituzionale

Può essere semplicemente una coincidenza, o forse un atteggiamento dettato da prudenza. Stando a quanto riportato dalla giornalista de Il Giornale Laura Cesaretti, nell’agenda del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci sarebbero tre settimane libere totalmente dagli impegni all’indomani delle elezioni europee del 26 maggio prossimo. Ma questo può voler dire anche un’altra cosa: ovvero, che il Colle si stia preparando a una possibile crisi di governo scaturita dal voto per il rinnovo dei parlamentari a Strasburgo e a Bruxelles.

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Mattarella e la possibile crisi di governo dopo il 26 maggio

Del resto, le minacce ci sono già state, anche se velate. Per il Movimento 5 Stelle, la soglia di sopravvivenza è quella del 20% alle prossime elezioni. In caso contrario, Luigi Di Maio potrebbe staccare la spina a un governo che – a conti fatti – gli sarebbe costato quasi il 12% dei consensi. Ma, dal versante opposto, una prova di forza muscolare della Lega alle prossime elezioni potrebbe convincere Matteo Salvini a fare da solo o con chi ci sta, chiedendo elezioni anticipate.

Insomma, la partita non sembra giocarsi soltanto sui contenuti politici ed economici, dal def alla prossima manovra. Sembra invece essere caratterizzata anche dal responso delle urne che potrà dire molto di più sul primo anno del governo giallo-verde, facendo venire a galla insoddisfazioni non messe in conto o nuove tendenze nelle preferenze.

Gli scenari con Mattarella protagonista dopo il 26 maggio

Per questo motivo, Sergio Mattarella – che in caso di crisi istituzionale, come previsto dalla Costituzione, sarebbe il perno attorno al quale muoversi – avrebbe scelto di restare al palazzo del Quirinale per fare da osservatore. Ed eventualmente agire in caso di necessità. A quel punto si aprirebbe il lungo valzer delle consultazioni, il sondaggio delle diverse forze parlamentari, la faticosa ricerca di una maggioranza. Possibile anche che, viste le incombenze dettate dalla politica economica, con un aumento dell’Iva che sembra sempre più probabile, nessuno voglia prendersi questa responsabilità. La domanda allora è: basteranno tre settimane prive di impegni dopo il 26 maggio?