«Alexa, qualcuno ci sta ascoltando?» la risposta è: Sì

di Gaia Mellone | 12/04/2019

«Alexa, qualcuno ci sta ascoltando?» la risposta è: Sì
  • L'articolo pubblicato da Bloomberg cita 7 dipendenti di Amazon incaricati di ascoltare nelle case degli altri

  • Le registrazioni casuali per verificare che l'assistente vocale risponda correttamente alle richieste

  • Tra persone che stonano sotto la doccia e bambini che piangono, hanno sentito anche un probabile assalto sessuale

Chiunque abbia un assistente vocale, a casa o sul telefono, almeno una volta avrà fatto domande come «lavori per l’FBI?», «chi sei?» e sopratutto «qualcuno ci sta ascoltando?». Ora, Alexa non potrà rispondervi «sì», ma qualcuno che ascolta c’è per davvero. Non si tratta di spionaggio o di hacker: una parte dei dipendenti Amazon ha come compito quello di ascoltare delle registrazioni casuali per verificare che il dispositivo risponda correttamente alle domande, analizzare le domande più frequenti, e aggiornare il database con risposte coerenti. Ma cosa succede se tra quelle registrazioni c’è anche un abuso sessuale?

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«Alexa, qualcuno ci sta ascoltando?» la risposta è: sì

A parlarne è un articolo di Bloomberg, che ha citato sette dipendenti – che hanno preferito rimanere anonimi- che confermano quanto ricostruito. I team dedicati a queste operazioni sarebbero sparsi in tutto il mondo: Romania, India, Boston e Costa Rica per citarne solo alcuni. Il loro compito è fondamentalmente quello di rendere l’esperienza del cliente sempre migliore. Anche se Alexa «vive nel cloud», come le si può chiedere, dietro ai suoi aggiornamenti e metodi di apprendimenti ci sono degli algoritmi controllati da persone in carne, ossa e orecchie. Le registrazioni arrivano ai lavoratori in versione anonima, in modo che non siano in grado di identificare i dispositivi e quindi i clienti registrati. I dipendenti sono obbligati a firmare un contratto che gli vieti di parlare del programma in pubblico, lavorano dalle 8 alle 9 ore al giorno e analizzano una media di 1000 registrazioni al giorno.

Qualcuno ci ascolta dietro ad Alexa, e potrebbe registrare anche dei reati

Per lo più, si tratta di domande molto leggere e prevedibili. Uno dei dipendenti che ha parlato con Bloomberg cita «Taylor Swift» come una delle richieste più incontrate. Altri hanno raccontato di aver intercettato registrazioni al quanto divertenti, come persone che stonano cantando sotto la doccia – l’incubo di ogni cantante amatoriale -. Loro ascoltano, magari si fanno una risata, annotano, e avanti il prossimo. Esiste anche una chat dove possono scambiarsi i file audio per parlarne o per ricevere aiuto nel caso in cui alcune parole siano incomprensibili. Ma cosa succede se alle loro orecchie arriva la registrazione di un reato? secondo quanto riportato da Bloomberg, due lavoratori credono di aver ascoltato una violenza sessuale. Dopo averlo riportato ai vertici di quella specifica sede, Amazon avrebbe risposto che non è loro ruolo interferire in alcun modo.

(credits immagine di copertina:  Photo: Britta Pedersen/dpa-Zentralbild/dpa)

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