Lo psichiatra Meluzzi: «La famiglia Cucchi chieda scusa a chi si drogava per colpa di Stefano»

di Enzo Boldi | 12/04/2019

Alessandro Meluzzi

Nel corso della trasmissione La Zanzara, condotta su Radio24 da Giuseppe Cruciani e David Parenzo, il famoso psichiatra e scrittore (con un passato da deputato e Senatore nelle file del Centrodestra) Alessandro Meluzzi è tornato a parlare del caso Cucchi, rilasciando una dichiarazione che farà discutere. Secondo lui, infatti, i familiari del geometra romano – morto il 22 ottobre del 2009 mentre era sottoposto a custodia cautelare dopo il fermo da parte di due carabinieri della settimana prima – dovrebbero chiedere scusa a tutti i giovani a cui Stefano Cucchi spacciava la sua droga.

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La richiesta, secondo lui, dovrebbe essere evasa secondo il classico principio del ‘do ut des’: «Come il comandante generale dell’Arma ha chiesto scusa alla famiglia Cucchi – spiega Alessandro Meluzzi ai microfoni di Radio24 -, per un principio ovvio, la famiglia Cucchi dovrebbe chiedere scusa a tutte quelle famiglie di giovani a cui il geometra Cucchi spacciava la droga. È un problema di reciprocità, io amo un principio di giustizia». Lo psichiatra è talmente convinto di ciò che sta dicendo da proseguire con il suo ragionamento, nonostante l’intervento di David Parenzo che gli ricorda come il geometra sia morto nelle mani dello Stato.

Alessandro Meluzzi e la richiesta controversa di scuse alla famiglia Cucchi

«Questo lo accerterà la magistratura – prosegue Alessandro Meluzzi -. Se io avessi avuto mia figlia morta nelle mani dello Stato, mentre faceva la spacciatrice di droga, avrei chiesto innanzitutto scusa alle famiglie a cui veniva rifilata quella droga». Un ragionamento che, ovviamente, non può avere conferma. Ma lo psichiatra è un fiume in piena e prosegue: «Chi detiene droga e la vende per strada si chiama spacciatore. Tanto che la madre di questo ragazzo ha detto: ‘Mio figlio avrebbe pagato per il suo reato, ma non con la morte’. E siccome il comandante Nistri ha chiesto scusa ufficialmente di questo fatto, allo stesso modo, per un principio giuridico, umano, morale di simmetria, se io fossi il padre di un ragazzo che spacciava chiederei scusa alle famiglie dei giovani a cui la droga è stata spacciata».

(foto di copertina: da Quarto Grado, Rete4)