Brexit ad Halloween: i leader europei hanno accettato il rinvio “flessibile”

di Gaia Mellone | 11/04/2019

Brexit ad Halloween: i leader europei hanno accettato il rinvio "flessibile"
  • L'Unione Europea accetta il rinvio e propone come data per la Brexit il 31 ottobre 2019

  • La data compromesso per gestire gli effetti delle elezioni europee di maggio

  • Il rinvio resta "flessibile": se Westminster trova un accordo, il Regno Unito potrà uscire dall'Ue in anticipo

Dopo una lunga giornata di tira e molla, alla fine i leader europei sono riusciti ad accordarsi, accettando un secondo rinvio della Brexit e fisando una nuova data: il 31 ottobre, giorno di Halloween. Una scadenza scelta per venire incontro anche alle sfide che verranno poste dalle elezioni europee di maggio. Theresa May però ribadisce la sua speranza di chiudere un accordo con Westminster prima dell’appuntamento elettorale.

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Brexit ad Halloween: i leader europei hanno accettato il rinvio “flessibile”

Se Westminster dovesse giungere ad un accordo prima di maggio, l’articolo 50 scatterà in anticipo. Altrimenti, la data fissata per la Brexit resterà il 31 ottobre 2019. Una data che è stata frutto di lunghe discussioni e bracci di ferro durante il summit straordinario convocato da Donald Tusk nella giornata di mercoledì 10 aprile. Inizialmente, il premier britannico chiedeva di rimandare al 30 giugno, ma secondo i leader europei si sarebbe trattato una scadenza troppo ravvicinata. Meglio estendere di sei mesi, e dare il tempo al Parlamento Inglese di giungere ad un accordo, e arginare il problema delle elezioni europee, sollevato da Emmanuel Macron con una discreta verve. Il presidente francese infatti ha sollevato forti opposizioni alla partecipazione del Regno Unito all’appuntamento di maggio: si sarebbe creato un forte conflitto di interessi, con il rischio che la Gran Bretagna potesse influire sulle scelte dell’Unione senza poi doverne “pagare” le conseguenze. Il 31 ottobre sarà anche la data di insediamento del nuovo esecutivo comunitario: così facendo, gli europarlamentari britannici non prenderanno parte ad alcuni voti decisivi, uno su tutti quello sul bilancio dell’Unione europea 2021-2027. Alla fine della lunga trattativa infatti lo stesso Macron ha twittato che  «l’accordo è il miglior compromesso». La conferenza stampa finale viene convocata da Donald Tusk e Jean-Claude Juncker dopo le due della mattina. «Non sprecate questo tempo supplementare» dice il Tusk, mentre Junker gli fa eco «è probabile che il Regno Unito parteciperà alla elezioni europee, potrà sembrare strano ma è così. Sono le regole, dura lex sed lex».

Theresa May: «Se il Parlamento rompe lo stallo, potremo uscire prima di ottobre»

Theresa May però rimane ottimista. «Voglio che il Regno Unito lasci l’Ue il prima possibile» dice ai giornalisti, spiegando che ancora crede nella possibilità che Westminster giunga ad un accordo prima della deadline. «Ora dobbiamo lavorare tutti per ottenere la maggioranza in Parlamento e per dare seguito al risultato del referendum» ha aggiunto May alla fine del vertice. Le trattative con il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn non starebbero andando bene come previsto. Il parlamento è ancora molto diviso, e le posizioni sembrano inconciliabili, persino dinanzi alla minaccia del No-Deal. Domani Theresa May dovrà riferire a Westminster quanto deciso a Bruxelles: «Non sarà facile ma i parlamentari hanno il dovere di rompere lo stallo – ha concluso – la scadenza adesso è quella di arrivare a Brexit entro ottobre».

(credits immagine di copertina:  © Xinhua via ZUMA Wire)

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