L’Aquila 10 anni dopo, Mattarella: «I giovani hanno diritto alla rinascita»

di Enzo Boldi | 06/04/2019

L'Aquila, Sergio Mattarella
  • Nel decennale del terremoto de L'Aquila, il presidente della Repubblica ha inviato un messaggio

  • Mattarella chiede di rinascere per consentire ai più giovani di essere i futuro della città e del Paese

  • Il ricordo è anche alle otto vittime della Casa dello Studente

La ricostruzione sia il simbolo della rinascita dei giovani. Era il 6 aprile del 2009 quando, alle 3.32 del mattino, una potente scossa di terremoto distrusse buona parte della città de L’Aquila. Tra le macerie provocate da quel sisma vennero ritrovati i corpi senza vita di 309 persone. Un evento tragico che ha segnato inesorabilmente i cittadini italiani che poi, negli anni a seguire, furono costretti a versare le stesse lacrime e affrontare le stesse difficoltà in altri eventi simili. Il capoluogo abruzzese ha fatto fatica a rialzarsi, ma il presidente della Repubblica invita a investire sui giovani per la loro rinascita e quella dell’Abruzzo.

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«I giovani de L’Aquila e dei comuni colpiti dal terremoto del 2009 hanno diritto alla rinascita delle loro città, dei paesi, delle comunità – scrive Sergio Mattarella in un messaggio per il decennale del terremoto -. Pensare al domani, e non soltanto all’oggi, è il nostro impegno davanti alle nuove generazioni. Lo dobbiamo ai giovani de L’Aquila anche ricordando quei ragazzi della Casa dello Studente, a cui il sisma spezzò i progetti di vita, e che nella memoria del Paese rappresentano ancora oggi il segno più penoso della tragedia del 6 aprile. Dare un degno futuro ai giovani è il traguardo più ambizioso del cammino di ricostruzione da percorrere».

Mattarella spinge L’Aquila alla rinascita: «Fatelo per i giovani»

E furono otto i giovani morti all’interno della Casa dello Studente in quella notte del 6 aprile del 2009. Otto ragazzi che si trovavano a L’Aquila per studiare e costruirsi un futuro. Progetti di vita interrotti dal crollo della palazzina che inghiottì i loro sogni e le loro vite. E proprio pensando a loro la città abruzzese si è rialzata e sta, piano piano, cercando un ritorno alla normalità dopo un evento che segna le memorie, le esistenze e le coscienze.

I lavori devono ancora essere portati a termine

Il presidente della Repubblica ha poi lanciato un monito alle istituzioni. «Numerose abitazioni attendono di essere ristrutturate – si legge nel messaggio -. Nei centri storici un grande patrimonio artistico è stato danneggiato, lesionato, in parte distrutto dal sisma. I restauri fin qui completati costituiscono un segnale di speranza, oltre che una testimonianza viva della solidarietà nazionale e internazionale che si è espressa verso gli aquilani. Speranza e solidarietà sono armi pacifiche e potenti, che dobbiamo far crescere per contrastare la sfiducia e la paura».

 

(foto di copertina: ANSA/PAOLO GIANDOTTI UFFICIO STAMPA QUIRINALE)