Virginia Raggi ha ringraziato Simone di Torre Maura (che ha fatto quello che lei non è riuscita a fare)

di Gianmichele Laino | 04/04/2019

Virginia Raggi

Simone ha fatto quello che non è riuscita a fare Virginia Raggi. Spiegare, papale papale, quelle cose che il quindicenne di Torre Maura ha detto a Casapound in merito ai 70 rom che erano stati inseriti in un centro di accoglienza nel quartiere del Municipio VI della Capitale. Per questo motivo, forse, la sindaca lo ha ringraziato: «Ecco i veri cittadini di Torre Maura. Grazie Simone. I giovani sono il nostro futuro. A Roma non c’è spazio per gli estremismi di Casapound e Forza Nuova».

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Virginia Raggi ha ringraziato Simone di Torre Maura

Poi, la sindaca ha aggiunto anche una nota per i non addetti ai lavori. L’oscuramento del volto del ragazzino, presente nel video che Virginia Raggi ha pubblicato, si è reso necessario per tutelare un minore che, in quanto tale, non può essere ripreso o mostrato in pubblico rendendolo riconoscibile.

Simone è riuscito a dire quello che non è riuscita a dire Virginia Raggi

Eppure, l’atto semplice di Simone merita spazio sui giornali. È stato lui a spiegare a quelli di Casapound e Forza Nuova che protestavano a Torre Maura che quelle 70 persone «non cambiano la vita» e che quando a commettere dei furti sono degli italiani «tutti stiamo in silenzio». Inoltre, quando qualcuno gli ha chiesto da chi venisse pagato (Soros, forse?), il ragazzino ha risposto: «Nun me paga nessuno e non ho amici nei partiti. So’ de Tore Maura».

Concetti semplici, che sfuggono all’attuale retorica istituzionale. Virginia Raggi, in quanto sindaco di Roma e supervisore dell’accoglienza, sarebbe dovuta andare a misurarsi con i manifestanti esattamente come ha fatto questo ragazzino. Invece, il Campidoglio ha preferito trincerarsi nel silenzio e trascorrere un’intera nottata – quella tra il 2 e il 3 aprile – a decidere come fare per ricollocare al più presto i 70 rom, tra cui donne incinte e bambini. Mostrando come lo Stato abbia perso, succube del ricatto di chi ha pregiudizi nei confronti dell’etnia delle persone.