Per Salvini la Mare Jonio è una nave dei centri sociali che non deve sbarcare in Italia

di Gianmichele Laino | 19/03/2019

Mare Jonio
  • Matteo Salvini ha definito la Mare Jonio la nave dei centri sociali

  • A bordo c'è Luca Casarini, ex no global

  • Le vite umane vengono messe in secondo piano rispetto ai contrasti politici

«La nave Mare Jonio non entra in porto, assolutamente no – dice Salvini a Sky Tg 24 -. Si tutela la buona salute di tutti però sarebbe un precedente pericoloso, perché rischieremmo di tornare ad alimentare quel business che per gli scafisti in Africa rendeva più, fino all’anno scorso, del traffico di droga e del traffico di armi. Io non sarò mai complice di chi guadagna sugli esseri umani». Poi, il ministro dell’Interno parla attraverso la sua solita arma d’offesa. Quella della sinistra dei centri sociali.

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Mare Jonio: per Salvini è la nave dei centri sociali

Il tutto perché sulla nave c’è Luca Casarini, ex attivista no global che si distinse per le sue proteste clamorose nel corso del G8 di Genova e che, da Padova, fondò il movimento dei Disobbedienti. In seguito, Luca Casarini si avvicinò ad alcuni partito come Rifondazione Comunista (poi Sel) e venne candidato al Parlamento europeo, senza essere eletto, nelle liste dell’Altra Europa con Tsipras.

L’attacco di Salvini alla Mare Jonio e a Luca Casarini

«Questa – ha spiegato Salvini – è la nave dei centri sociali, perché a nome di questa nave sta parlando il signor Luca Casarini, invito ad andare a cercare la scheda dei precedenti penali del signore che era noto per essere uno dei leader dei centri sociali del nord-est. Ci sono altri esponenti di sinistra e ultrasinistra a bordo della nave e, a mio avviso, stanno sostanzialmente commettendo il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Hanno raccolto questi immigrati in acque libiche, in cui stava intervenendo una motovedetta libica. Non hanno ubbidito a nessuna indicazione, hanno autonomamente deciso di dirigere verso l’Italia per motivi evidentemente ed esclusivamente politici. Non hanno osservato le indicazioni delle autorità e se ne sono fregati dell’alt della Guardia di Finanza. Ora, se una Stato esiste, se delle convenzioni internazionali, delle leggi e dei confini esisto, non è la prima nata capitanata da dei tizi dei centri sociali che può decidere cosa si fa e dove si va».

Insomma, il braccio di ferro messo in piedi da Salvini sulla Mare Jonio non sembra ammorbidirsi. Non lo fermano nemmeno le difficili condizioni del mare e nemmeno il fatto che a bordo ci siano 12 minori oltre a persone in gravi condizioni di salute. La nave resta a poche miglia da Lampedusa, dove il sindaco dell’isola ha dimostrato ampia disponibilità all’accoglienza.

Luca Casarini, nel frattempo, ha lanciato l’allarme dal ponte della Mare Jonio: «Abbiamo fatto presente che siamo in una situazione di emergenza con onde alte tre metri, 50 naufraghi a bordo oltre l’equipaggio. Dobbiamo mettere in sicurezza la vita delle persone per questo stiamo andando a ridossare verso l’isola di Lampedusa».

FOTO: ANSA / IGOR PETYX

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