Decretone, raggiunto nella notte l’accordo sui navigator e pensione di cittadinanza

di Gaia Mellone | 16/03/2019

  • Nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 marzo, le commissioni Lavoro e Affari sociali hanno raggiunto l'accordo sugli emendamenti del decretone

  • La discussione del testo modificato in Senato entro il 29 marzo

  • Le novità: chiarezza sui navigator, introduzione die working Poor, pensione di cittadinanza

Le commissioni Lavoro e Affari sociali della Camera hanno finalmente trovato un punto di incontro: approvati nella notte gli emendamenti al testo del decretone, che ora dovrà essere discusso in Senato entro il 29 marzo. Tra le principali novità l’accordo sulle assunzioni dei navigator, l’introduzione della categoria dei “working Poor” nel programma del patto di lavoro, e quota 100.

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Decretone, raggiunta l’intesa sulle assunzioni dei navigator

Lunedì mattina il relatore presenterà alla Camera dei deputati i traguardi raggiunti nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 marzo nelle commissioni Lavoro e Affari Sociali. Al testo del decretone sono state apportate diverse modifiche, complice anche l’espressione del Senato, che dovrà a sua volta votare il nuovo testo entro il 29 marzo. Pare che le commissioni stessero facendo vita difficile: oltre a dover trovare punti di incontro che sembravano irraggiungibili tra due parti di maggioranza, impegnate in un tira e molla che sembrava più che altro un braccio di ferro, sono stati riscontrati diversi problemi tecnici come la bollitura degli emendamenti. Alla fine però, un accordo si è raggiunto. A fare da principe sono le novità sui navigator e la loro assunzione. Saranno 3mila quelli assunti  da Anpal in veste di collaboratori per fornire «assistenza tecnica» ai Centri per l’impiego delle Regioni. Alle entità locali verranno assegnate le risorse «avanzate», e  potranno sfruttare un piano di assunzioni straordinario per cui sono sarti stanziati 120 milioni per il 2020 e 304 milioni annui dal 2021. I centri per l’impiego gestiti dalle regioni potranno infatti  impiegare fino a 3000 unità di personale a decorrere dal 2020. Altre 4600 unità previste invece dal 2021, parallelamente alla stabilizzazione di quelle precedenti. Tra queste ultime saranno spartite le risorse “avanzate”: potranno sfruttare un piano straordinario di assunzioni nei Centri per l’impiego, a decorrere dal 2020, fino a complessive 3.000 unità di personale, e a decorrere dal 2021 ulteriori 4.600 unità inclusa la stabilizzazione delle unità. A questo fine sono stanziati 120 milioni per il 2020 e 304 milioni annui dal 2021.

Working poor, quota 100, disabili e aumento dei controlli: le altre novità del decretone

Un’altra novità entrata quasi per il rotto della cuffia è l’apertura delle offerte di lavoro dei centri per l’impiego anche ai “working poor”. Anche chi ha un lavoro ma sottoposto potrà accedere al programma del patto di lavoro, ricevendo reddito di cittadinanza e offerte congrue al pari dei disoccupati. Meno eclatante invece l’aiuto alle famiglie con disabili, già soprannominato “mini”. Alle famiglie numerose  vedono alzate le soglie dei requisiti patrimoniali e rivista la scala di equivalenza, consentendo di ricevere 50 euro in più al mese: il sussidio passa da massimo 1.330 euro a massimo 1.380 euro. Per quanto riguarda Quota 100, detta anche pensione di cittadinanza, si è deciso che potrà essere erogata anche in contanti, come una pensione qualsiasi, e non sarà quindi più esclusivamente caricata sulla social card. Infine, sono stati messi a punto nuovi piani per evitare i “furbetti” del reddito: il sottosegretario dell’Economia Laura Castelli ha fieramente annunciato l’iniezione di 100 finanzieri aggiuntivi e 65 carabinieri.

(credits immagine di copertina: ANSA/FABIOFRUSTACI)

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