All’Univeristà di Pisa verrà finanziato un convegno con Matteo Salvini

di Gianmichele Laino | 11/03/2019

Salvini a Pisa
  • Il consiglio degli studenti dell'Università di Pisa ha deliberato lo stanziamento di fondi per le attività studentesche

  • Tra queste c'è anche il convegno di Matteo Salvini nell'ateneo

  • L'iniziativa è stata presentata dal MUT

La situazione è piuttosto ingarbugliata dal punto di vista burocratico, ma la conclusione è questa e ha del paradossale: l’Università di Pisa finanzierà indirettamente un convegno in ateneo che avrà tra gli invitati il ministro dell’Interno Matteo Salvini, nel pieno della corsa elettorale per le europee del 2019. Lo scorso 6 marzo, infatti, il consiglio degli studenti ha approvato lo stanziamento dei fondi per le attività studentesche. Tra queste c’erano anche una serie di conferenze-evento pianificate dal MUT, il Movimento Universitario Toscano. Una sigla di rappresentanza studentesca relativamente nuova, che ha visto la sua ascesa in corrispondenza della crescita di consensi della Lega sovranista di Matteo Salvini.

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Matteo Salvini a Pisa in un convegno finanziato con i soldi degli studenti

Una di queste conferenze, per la quale non è ancora stata stabilita una data, si intitolerà Il ruolo dell’Italia in Europa e avrà tra i relatori il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Non solo: le attività del MUT prevedono incontri anche con il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio (sempre in quota Lega) e un incontro sulla sicurezza con il sindaco leghista di Cascina Susanna Ceccardi, più volte nell’occhio del ciclone per le misure restrittive adottate nel comune in provincia di Pisa.

Tra gli incontri organizzati da Mut, inoltre, figura anche un convegno sulla monarchia con ospite Emanuele Filiberto. La sigla studentesca ha accolto con soddisfazione la notizia, pubblicando una nota ufficiale sui social network.

Ma una decisione del genere ha scatenato le polemiche. Da un lato c’è chi afferma come una votazione in questo senso sia stata inevitabile, dal momento che non era possibile scorporare i finanziamenti per i singoli eventi; dall’altro c’è chi avrebbe preferito il blocco dei fondi per qualsiasi attività, pur di non far intervenire il leader della Lega in una università pubblica a ridosso delle elezioni europee del 2019, in piena campagna elettorale.

Il coro di proteste contro Salvini a Pisa

Molto duro il comunicato di Exploit Pisa: «Pensiamo che questo sia un fatto grave e da condannare per molteplici ragioni – si legge nella nota pubblicata su Facebook -. Innanzitutto, non possiamo che indignarci di fronte al fatto che le nostre tasse vengano utilizzate per sostenere la campagna elettorale del capo di un partito di governo […] Che legittimità può avere un dibattito con un uomo e un partito che lede l’autodeterminazione di uomini e donne, i loro movimenti e le loro scelte di vita? Crediamo nessuna e che, anzi, vada combattuta e fermata con tutta la determinazione che abbiamo».

Sinistra Per, che ha la maggioranza assoluta in consiglio degli studenti e che si è trovata nella situazione di dover votare il provvedimento, ha redatto un comunicato stampa in cui difende la decisione di assegnare i fondi per tutte le attività studentesche, ma condanna la scelta di MUT di destinare questi stessi fondi all’organizzazione di «eventi propagandistici tenuti da figure di spicco di partiti politici, mediante l’utilizzo di fondi pubblici finalizzati all’offerta culturale studentesca». Per questo motivo, ha invitato gli esponenti del mondo dell’università a firmare una sottoscrizione per sottolineare il «carattere apartitico dell’istituzione universitaria e per costruire uno spazio di confronto volto alla tutela di questa indipendenza».

Tuttavia, la presenza di Matteo Salvini in ateneo a ridosso delle elezioni europee – se dovesse essere confermata – sarebbe un fatto grave per la gestione di soldi pubblici destinati, invece, a promuovere attività di crescita culturale degli studenti all’interno dell’ateneo. Mascherare un incontro politico dietro al titolo di un convegno sull’Europa non può essere un’operazione accettabile, specialmente nel periodo storico che stiamo attraversando.