Joanna, Djordje e Rosemary: le tre vittime del volo dell’Ethiopian Airlines con l’Italia nel cuore

di Enzo Boldi | 11/03/2019

Etiopia Volo Ethiopian Airlines Joanna Toole Djordje Vdovic Rosemary Mumbi
  • Oltre alla otto vittime italiane, ci sono altri tre morti legati indissolubilmente all'Italia

  • Si tratta di Joanna Toole, Djordje Vdovic, Rosemary Mumbi

  • Tutti lavoravano per Fao e World Food Program

Tutte le tragedie portano con sé le storie delle vittime innocenti di un destino beffardo. Su quel volo dell’Ethiopian Airlines, partito da Addis Abeba e precipitato sei minuti dopo il decollo, c’erano 157 persone. Tutti con la stessa meta, la maggior parte con un obiettivo comune: la solidarietà. Otto di quei morti sono italiani, altre tre vivevano a Roma e avevano il Bel Paese nel loro cuore: si tratta di Joanna Toole, Djordje Vdovic e Rosemary Mumbi. La loro vita era dedicata ai più bisognosi e proprio dall’Etiopia sarebbe dovuto partire il loro nuovo viaggio accomunato dagli stessi valori.

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Joanna Toole lavorava negli uffici della Fao di viale Aventino a Roma. Aveva compiuto 36 anni lo scorso venerdì e aveva festeggiato proprio nella capitale il suo compleanno. Nell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura si occupava nel settore pesca e – come mostrano le sue testimonianza fotografiche sul suo profilo Facebook – aveva uno stretto legame con l’Italia e Roma. A dare l’annuncio della sua presenza su quel volo dall’Etiopia era stato il padre che aveva ricevuto un messaggio dal fidanzato della donna.

Djordje Vdovic e Joanna Toole, i due morti “italiani” in Etiopia

L’altra vittima di chiama Djordje Vdovic. Anche lui aveva dedicato la sua vita alla solidarietà e si era trasferito dallo scorso a Roma per lavorare negli uffici del World Food Program, nel settore logistico. Era nato in Serbia e aveva un forte legame sia con la capitale italiana che con Belgrado. Come racconta la sorella, spesso e volentieri si ritagliava del tempo per tornare a casa e passare del tempo con la sua famiglia.

Rosemary Mumbi, la terza vittima legata a Roma

La terza vittima, legata indissolubilmente a Roma e all’Italia, si chiava Rosemary Mumbi. Giovane zambiana con passaporto italiano, si era trasferita da alcuni mesi nella capitale proprio per lavorare, come Joanna Toole, negli uffici della Fao di viale Aventino. Anche lei come Joanna Toole  e Djordje Vdovic era a bordo di quel volo partito dall’Etiopia.

 

 

(foto di copertina: da profili Facebook)