Maria Pilar e Virginia, le vittime più giovani con il sogno di sconfiggere la fame nel mondo

di Redazione | 11/03/2019

Maria Pilar e Virginia

Guardi i loro occhi e ti viene subito in mente Silvia Romano. A livelli diversi, anche Maria Pilar e Virginia stavano cercando di raggiungere il Kenya per provare a dare una mano a risolvere i problemi di un continente intero. Maria Pilar Buzzetti e Virginia Chimenti sono due cooperanti del World Food Programme dell’Unesco: avevano in comune le origini, entrambe di Roma, e il desiderio di provare a sconfiggere la fame nel mondo.

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Maria Pilar e Virginia, destini incrociati

Maria Pilar Buzzetti aveva 30 anni. Aveva studiato all’Università di Roma Tre e alla Luiss e aveva conseguito la laurea in relazioni internazionali. Virginia Clementi, invece, di anni ne aveva 26: aveva fatto il liceo a Roma (l’Avogadro) e poi si era trasferita a Milano per laurearsi alla Bocconi. Entrambi facevano parte del World Food Programme dell’Onu: la principale organizzazione umanitaria e agenzia delle Nazioni Unite impegnata a combattere la fame nel mondo, che fornisce assistenza alimentare a 80 milioni di persone di 80 Paesi del mondo ogni anno.

Chi erano Maria Pilar e Virginia

«Virginia non era lì per caso – trova la forza di affermare la sorella di Virginia Chimenti -. Aveva una passione e una spinta speciale per fare quel lavoro. Voleva aiutare le persone dei Paesi dove ci sono delle crisi umanitarie». Per lei, le missioni internazionali erano pane quotidiano. Avrebbe dovuto partecipare alla conferenza Onu sul clima, ma non era la prima volta che si spostava in aree difficili del pianeta. Il fidanzato le elenca tutte: il Myanmar, il Kenya, la Namibia.

Dolore e riserbo anche da parte della famiglia di Maria Pilar Buzzetti, anche lei giramondo e frequentatrice di Paesi in difficoltà. Tra tutte le mete toccate nel corso della sua vita, anche il Darfur e la Colombia. Aveva svolto un periodo di volontariato anche per Medici Senza Frontiere. Dai profili Facebook delle ragazze traspariva la gioia di vivere e la determinazione di applicarsi per uno scopo ben preciso. La bella sensazione che ha chi fa del bene all’umanità.

FOTO: dagli account Facebook di Maria Pilar Buzzetti e di Virginia Chimenti

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