Luca Telese contro chi ha imbrattato la statua di Montanelli a Milano: «Trogloditi»

di Redazione | 10/03/2019

Indro Montanelli
  • La statua di Indro Montanelli è stata ricoperta di vernice rosa l'8 marzo

  • Polemiche per il gesto delle manifestanti di Non una di meno a Milano

  • Il giornalista aveva sposato una 12enne in Abissinia

Continuano le polemiche sulla manifestazione che si è svolta l’8 marzo scorso a Milano: alcune donne del movimento Non una di meno hanno ricoperto con vernice rosa la statua del giornalista Indro Montanelli. Un gesto di protesta per ricordare la vicenda relativa al cronista del Corriere della Sera e fondatore del Giornale: quest’ultimo aveva raccontato in un programma televisivo di essersi reso protagonista – quando lui aveva 25 anni e si trovava in Abissinia – di un matrimonio con una 12enne del posto.

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Indro Montanelli e le sue parole sulla sposa 12enne

La vicenda, consegnata agli annali della storia dalle teche Rai, è ormai comprovata. Lo spessore giornalistico di Indro Montanelli non può bastare a giustificare quell’atto riconosciuto con leggerezza dallo stesso fondatore de Il Giornale. Per questo motivo, le donne di Non una di meno hanno voluto manifestare il proprio dissenso, relativamente a quella vicenda, utilizzando della vernice rosa (facilmente lavabile) per compiere un atto dimostrativo nei confronti della statua del giornalista, collocata in zona Porta Venezia, nei giardini dedicati a Indro Montanelli.

La rivendicazione di Non una di meno del gesto sulla statua di Indro Montanelli

Il gesto è stato rivendicato dal collettivo Non una di meno di Milano, con un lungo post su Facebook, in cui afferma: «Per la Repubblica si tratta di vandalismo, per noi invece è una doverosa azione di riscatto».

La difesa di Indro Montanelli da parte di Luca Telese

Tra gli attacchi ricevuti dal collettivo femminista, fanno molto discutere le parole del giornalista Luca Telese che ha definito ‘trogloditi’ coloro che si sono resi protagonisti del gesto. «Quando si perde il senso della storia – dice Telese – si può anche fare una battaglia dando a Montanelli dello stupratore razzista. Bisogna spiegare ai trogloditi che ciciclocamemte scoprono la favola metropolitana di Montanelli stupratore e razzista. Stanno rimestando, senza capirla, una vicenda raccontata dallo stesso giornalista». Le parole di Luca Telese sono risultate divisive.

Sui social network, infatti, c’è chi difende la forte presa di posizione delle donne di Non una di meno, ricordando le parole di Montanelli sulla sua sposa 12enne e su un episodio inaccettabile nella società occidentale, sintomo del colonialismo bianco nei confronti di un continente che veniva considerato inferiore in tutto. Ma c’è anche chi ha supportato la tesi di Telese, attaccando il movimento e difendendo il passato di Montanelli. La polemica è destinata a tenere banco nel corso dell’intera giornata.