Nanga Parbat, ritrovati i corpi senza vita di Daniele Nardi e Tom Ballard

di Enzo Boldi | 09/03/2019

Daniele Nardi
  • Sono stati ritrovati i corpi senza vita di Daniele Nardi e Tom Ballard i due scalatori scomparsi sul Nanga Parbat

  • A dare l'annuncio del ritrovamento dei corpi è stato l'ambasciatore italiano in Pakistan

  • «Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile»

«Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso e se non dovessi tornare il messaggio che arriva a mio figlio sia questo: non fermarti non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano si’ che la pace sia una realtà e non soltanto un’idea, vale la pena farlo». Queste le ultime parole di Daniele Nardi, l’alpinista italiano scomparso nei giorni scorsi sul Nanga Parbat, in Pakistan. Un pensiero condiviso sui social dai familiari del 42enne pochi minuti dopo l’ufficialità della sua morte. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato dai soccorritori insieme a quello di Tom Ballard, suo compagno di scalata in questa impresa.

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La notizia della morte di Daniele Nardi era nell’aria, ma mancava solamente l’ufficialità. Erano troppo critiche le condizioni meteorologiche per sperare in un esito diverso. «Con grande dolore informo che le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard sono terminate visto che Alex Txikon e la sua squadra hanno confermato che le sagome viste sul Mummery a circa 5.900 metri sono quelle di Daniele e Tom», ha scritto su Twitter Giuseppe Pontecorvo, l’ambasciatore italiano a Islamabad.

Il dolore consapevole dei familiari di Daniele Nardi

«Daniele rimarrà un marito, un padre, un figlio, un fratello e un amico perso per un ideale che, fin dall’inizio, abbiamo accettato, rispettato e condiviso», scrive su Facebook la famiglia di Daniele Nardi, deceduto sullo sperone Mummery del Nanga Parbat assieme al compagno di scalata Tom Ballard. «Siamo affranti dal dolore; vi comunichiamo che le ricerche di Daniele e Tom sono concluse. Una parte di loro rimarrà per sempre al Nanga Parbat. Il dolore è forte; davanti a fatti oggettivi e, dopo aver fatto tutto il possibile per le ricerche dobbiamo accettare l’accaduto».