La Corte Europea condanna l’Italia: dovrà risarcire Alessandro Sallusti

di Gaia Mellone | 08/03/2019

Sallusti
  • La Corte Europea ha condannato l'Italia per la condanna al carcere nei confronti di Alessandro Sallusti

  • Il giornalista era stato condannato per diffamazione e reato di omesso controllo

  • La pena «manifestamente sproporzionata», il direttore de Il Giornale: «Offrirò da bere, paga lo Stato»

La Corte Europea ha condannato l’Italia per aver fatto condannato al carcere Alessandro Sallusti, colpevole per il reato di diffamazione e omesso controllo. Il giornalista dovrà essere risarcito con 12mila euro, poiché la detenzione è stata ritenuta incompatibile con l’articolo 10 della Convenzione europea sulla libertà di espressione.

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Italia condannata dalla Corte Europea a risarcire Alessandro Sallusti: 12 mila euro per ingiusta detenzione

La Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano a versare 12mila euro di risarcimento e 5mila di spese per «sofferenze cagionate» ad Alessandro Sallusti e «ingiusta detenzione». La corte Europea ha sancito che era  giusta la condanna ma non la detenzione in carcere, e ha ricordato all’Italia che era già stata sanzionata nei casi Belpietro e Ricci. L’articolo 10 della Convenzione europea, che tutela la libertà di espressione, è quindi in netto contrasto con la legge italiana che permette l’incarcerazione per i giornalisti: bisognerà stare a vedere se il Parlamento coglierà l’occasione per la modifica legislativa. È la speranza anche della Federazione Nazionale della Stampa Italia, secondo cui la condanna italiana altro non fa che rafforzare la campagna “No Tagli no bavagli”. «La cancellazione del reato di diffamazione a mezzo stampa» è una battaglia «che il sindacato dei giornalisti porta avanti da tempo», hanno affermato in una nota Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della FNSI. «Il risarcimento che la Corte ha riconosciuto ad Alessandro Sallusti per essere stato condannato ad una pena detentiva – proseguono – rappresenta un atto di messa in mora del Parlamento e del Governo italiani che continuano ad ignorare tutte le proposte di legge tese a depenalizzare la diffamazione e a contrastare le querele bavaglio, ormai diventate la forma più diffusa di minaccia ai cronisti e alla libertà di stampa. Cancellare il carcere non significa, infatti, riconoscere ai giornalisti una sorta di impunità. La diffamazione va sanzionata, ma il carcere, come nel caso di Sallusti, è incompatibile con la libertà di espressione e con l’articolo 21 della Costituzione».

L’editoriale di Alessandro Sallusti: «Ecco a chi brindo»

«Ovviamente sono contento, mi dispiace solo che a pagare il conto debba essere lo Stato e non gli autori materiali della porcata» scrive nel suo editoriale di oggi il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti. Il giornalista spera che la condanna della Corte Europea diventi «importante per tutta la categoria, esposta com’è agli umori e incursioni politiche della magistratura». Oggi Sallusti festeggia e brinda, cosi come dice brindarono molti giornalisti di sinistra al tempo della sua condanna «senza neppure nasconderlo». C’è voluta la “cattiva” Europa per imporre a questo paese un po di giustizia» continua il direttore de Il Giornale, che comunica che non seguire la prassi di devolvere il risarcimento in beneficenza. Anzi: «Pagherò da bere, alla faccia di giudici e colleghi che mi hanno umiliato, ai non pochi che si schierarono dalla mia parte. Siete tutti invitati, paga lo Stato»

Il caso Sallusti, cosa era successo

Il giornalista venne arrestato nel novembre 2012 per il reato di diffamazione e omesso controllo presentata contro di lui dal giudice Giuseppe Cocilovo. Al centro della condanna due articoli pubblicati nel 2007 quando Sallusti era direttore di Libero. I due articoli trattavano la notizia di una giovane di 13 anni costretta ad abortire per volere dei genitori e del giudice tutelare. Notizia che però era imprecisa: le agenzie infatti avevano rettificato spiegando che la ragazzina non era stata forzata a prendere la decisione di abortire ma che era d’accordo.Un dettaglio che Sallusti non incluse nei pezzi pubblicati. Per questo venne denunciato dal giudice tutelare ad aprile per diffamazione. La condanna contro Sallusti fu per omesso controllo per uno degli articoli e diffamazione aggravata per il secondo: 30 mila euro di risarcimento e il carcere per un anno e due mesi. Sallusti sconto soltanto 40 giorni agli arresti domiciliari ed ottenne poi la commutazione del carcere in multa dal Presidente della Repubblica. L’arresto di Sallusti divenne un’occasione di dibattito sulla libertà di espressione nel nostro paese.

(credits immagine di copertina: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)