Antonello Venditti non è amico di Salvini: «Ma quando mai l’ho detto?»

di Gaia Mellone | 06/03/2019

  • Matteo Salvini aveva ringraziato Antonello Venditti per il suo sostegno

  • Durante una diretta Facebook il cantautore romano spiega di essere stato frainteso

  • «Ma posso parlar bene di Salvini, io? »

Tanto amici Antonello Venditti e Matteo Salvini non sembrano, almeno a sentire le parole del primo. Il leader del Carroccio aveva ringraziato il cantautore romano per il sostegno dimostratogli, ma con una diretta Facebook  Venditti si dissocia: «Ma vi pare che sto con Salvini io?»

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Antonello Venditti in diretta su Facebook prende le distanze da Matteo Salvini

«Ci sono tanti orfani della sinistra che vedono in me un traditore, mm fantastico». Si apre cosi la diretta a sorpresa di Antonello Venditti, che si è sentito chiamato in causa dopo le accuse di sostenere Matteo Salvini. Tesi accreditata dallo stesso leader del Carroccio che la mattina lo aveva ringraziato per il sostegno. «Io non parlo bene di Salvini, ma posso parlar bene di Salvini io?? che c’ho pure litigato» continua Venditti dalla sua diretta in cui, per uno strano motivo, preferisce mostrare le finestre di casa propria invece che il suo volto. Il cantautore romano spiega che quando parlava della Diciotti si riferiva al «linguaggio» e alla «estrema assurdità di questa faccenda». La sua, ribadisce, «era una critica all’Europa per tutto quello che è successo, e anche una critica alla sinistra» che definisce «debole». Una debolezza che il cantautore non gli perdona: «Salvini si batte con la politica, e allora fate la politica, facciamola questa politica!» continua riprendendo le stanze del suo appartamento.

«C’è un fascismo latente, sia a destra che a sinistra»

Secondo Venditti, un sintomo di cambiamento in questa sinistra però c’è: «La mia intervista è stata fatta pure prima che Zingaretti diventasse segretario del Pd» spiega ai suoi fan «è bastato cambiare un volto, dare forza, fare qualcosa, che tutto è diverso». Ma questo cambiamento è puramente  «semantico», la sinistra deve ricominciare andando «verso la gente, capire i bisogni delle persone» e «forse non si è preparati a questo» continua il cantante nella sua difesa, che piano piano si trasforma in una vera propria analisi. «C’è un fascismo latente che gira, che è di destra e di sinistra – dirà poi nella seconda parte della sua diretta Facebook –  ma non credo che tutti i leghisti siano fascisti e che tutti i democratici non lo siano, non se ne accorgono neanche».

«Io sono sempre stato stato di sinistra»

Antonello Venditti a passare per leghista, non ci sta. «Dite quello che volete, avete già detto tutto. Io penso di essere della sinistra, sono di sinistra  ma vorrei una sinistra vera, più combattiva più protesa verso la gente il popolo ecco» continua. Alla fine, i concetti base dei suoi ideali, come dice lui, sono semplici: « il senso della giustizia e il senso dell’amicizia». Ma la via per la giustizia «per me non passa attraverso le logiche di partito che siano di destra o di sinistra, passa attraverso le nostre coscienze». Venditti spiega che si è sentito strumentalizzato sia dai giornali «che mi fanno diventare un altro» sia da «quelli che dovrebbero supportarmi e invece si defilano».

Antonello Venditti «io non dimentico nessuno, nemmeno il popolo dei leghisti»

Venditti ribadisce più volte di essere una persona con un forte valore dell’amicizia e del dialogo, anche se gli interlocutori sono i leghisti. «Non posso neanche dimenticare il popolo di Salvini, non ha gli stessi diritti dell’altro popolo? – dice il cantante –  i leghisti vanno distrutti? no, perche sennò ti comporti come lui». E lui, è proprio Matteo Salvini. «La differenza è l’accoglienza» che si tramuta anche nell’atto di «parlare con tutti, ricevere anche gli insulti di tutti – ci sono abituato». Questa, dice orgogliosamente Venditti «io la chiamo democrazia». Ben vengano le critiche se scatenano discussioni costruttive, Venditti vuole solo continuare a cantare i valori in cui crede: amicizia, libertà, giustizia. e se qualcuno gli addossa altre colpe, amen: «Allora la colpa è mia? la colpa dei fallimenti della sinistra è mia? vabbè, buono a sapersi, daje con l’untore». Il cantautore conclude la sua diretta-difesa invocando sentimenti positivi e augurandosi una ripresa della sinistra che tanto amava. Si augura infatti «una rinascita non fatta di steccati ma di condivisione, che non è solo carità e solidarietà. È qualcosa di più: si chiama umanità». E da bravo romano, saluta ringrazio e chiude con un «poi tutto il resto so’ cazzate».

https://www.facebook.com/AntonelloVendittiUfficiale/videos/630242774076611/

(credits immagine di copertina: © Matteo Nardone/Pacific Press via ZUMA Wire)