Il senatore Giarrusso: «Il gesto delle manette al Pd? Io, manettaro, non chiedo scusa»

di Redazione | 21/02/2019

giarrusso
  • Il senatore M5S Mario Michele Guarrusso non chiede scusa per il gesto delle manette ai parlamentari Pd

  • «Mi gridavano in faccia, mulinavano i pugni», dice in un'intervista al Corriere della Sera

  • «Se non fossero intervenuti i commessi non sarei riuscito nemmeno a passare»

Il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso non è affatto pentito del gesto delle manette mimato due giorni fa di fronte alla Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato agli esponenti del Partito Democratico. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera (di Fabrizio Roncone) l’esponente pentastellato si definisce oggi «manettaro» e si dice indisponibile a chiedere scusa per quei polsi incrociati che erano una frecciata ai colleghi per i guai giudiziari della famiglia Renzi (con i genitori dell’ex premier agli arresti domiciliari).

Il senatore M5S Giarrusso non chiede scusa per il gesto delle manette

«Ero nervoso», racconta oggi il capogruppo grillino nella Giunta per le immunità. E aggiunge: «L’ha vista quella scena, no? I parlamentari del Pd erano tutti lì… alcuni, come Faraone, anche molto aggressivi… mi sembra ci fosse pure la deputata Morani…». Giarrusso descrive Alessia Morani come una parlamentare «tosta, cattivella» e ricorda: «Ero teso, impaurito».

Chiedere scusa? Neanche a parlarne. «Ma perché? Mi gridavano in faccia, mulinavano i pugni, non fossero intervenuti i commessi non sarei uscito neppure a passare…», sono le parole di Giarrusso. Su Matteo Renzi poi, una stilettata. «I miei genitori – dice il senatore M5S – sono belli e tranquilli a casa: e non è colpa mia sei i genitori dell’ex premier sono invece inguaiati e agli arresti domiciliari. Non solo. Non è colpa mia nemmeno se da quelle parti è un continuo intrecciarsi di storie brutte, di padri e di banche, di famiglie strane…». Non è mancata la difesa della scelta del Movimento 5 Stelle di salvare dal processo Matteo Salvini. «Io sono sempre stato inflessibile, un vero manettaro. Ma il caso Salvini, per noi grillini, è stata una cosa diversa».

(Foto di copertina da archivio Ansa)