La Lega vuole almeno il 33% di canzoni italiane in radio, ma sono già al 45%

di Enzo Boldi | 20/02/2019

Canzoni italiane in radio
  • Nei giorni scorsi il deputato leghista Alessandro Morelli ha fatto una proposta di legge sulla musica italiana

  • "Più canzoni nostrane in onda sulle nostre radio" è la sintesi del ddl

  • Si vorrebbe aumentare al 33% la trasmissione di musica nostrana che, però, è già al 45%

Volere una radio sovranista senza conoscere i dati reali. Uno studio fatto da Il Sole 24 Ore – basandosi sui numeri ufficiali di EarOne – ha evidenziato come il 45% delle canzoni trasmesse dalle varie stazioni radiofoniche sia in lingua italiana. Un dato che va in controtendenza rispetto alla proposta di legga fatta dal deputato della Lega Alessandro Morelli che – secondo i suoi dettami – vorrebbe mettere un paletto minimo del 33% di brani nostrani in onda nell’etere. Qualora fosse approvato il ddl del Carroccio, dunque, si avrebbe un effetto contrario rispetto alle aspettative iniziali, con una diminuzione del 12% delle canzoni italiane.

LEGGI ANCHE > La Lega vuole privilegiare le canzoni italiane in radio: la proposta di legge

Il Sole 24 Ore riporta i dati raccolti da EarOne sulle canzoni trasmesse in radio e qui arriva la sorpresa, almeno per chi le ascolta poco. Il 45% dell’airplay, infatti, è costituito da canzoni italiane e, addirittura, nel giugno 2018 si è toccato il picco del 53%: quindi, più di un brano su due mandato in onda era in lingua italiana. Tra gli altri numeri che emergono da questo report, è stato evidenziato anche come una novità su due non sia straniera.

Le canzoni italiane trasmesse in radio sono già al 45%

Dati che fanno emergere perplessità sulla proposta di legge della Lega che, dunque, avrebbe l’esatto effetto opposto. Qualora fosse approvato il ddl, infatti, si avrebbe una netta diminuzione dei passaggi di canzoni italiane nelle nostre stazioni radiofoniche. Un controsenso che non produrrebbe alcun cambiamento – se non in negativo per l’industria della musica made in Italy -, se non l’aggiunta di una nuova normativa in un mondo già infestato da vecchie norme di difficile applicazione.

La polemica dopo la vittoria di Mahmood

A molti la proposta di legge del leghista Morelli è apparsa la più classica delle mosse ‘acchiappaclick’, cavalcando il clima che si era creato dopo la vittoria del rapper Mahmood a Sanremo. Che poi, anche in questo caso sarebbe bastato informarsi sulla storia del cantante che si chiama Alessandro ed è nato a Milano da padre egiziano e madre italiana. Ma, come accaduto – evidentemente – per il lancio di questo ddl, andare a consultare dati ufficiali non porta voti.

(foto di copertina: ANSA/ETTORE FERRARI)