Chi ha rimosso da Instagram l’account che disegnava fumetti sulle battaglie dei gay in Indonesia?

di Gianmichele Laino | 15/02/2019

Alpantuni
  • Alpantuni disegnava fumetti su Instagram per denunciare i soprusi subiti dai gay in Indonesia

  • L'account è stato rimosso, su pressione del ministro delle Comunicazioni

  • Ma Instagram nega di aver mai cancellato questo contatto

Un account Instagram da 6000 followers sta diventando un caso politico in Indonesia. Alpantuni è un artista che voleva denunciare le difficoltà in cui ogni giorno sono costretti a vivere gli omosessuali nel Paese asiatico, attraverso delle strisce a fumetti sul social network sempre più popolare in ogni angolo del mondo. Ora questo account non esiste più e il suo destino è un vero e proprio mistero.

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Cos’è successo all’account Instagram Alpantuni?

Della vicenda si è interessata la BBC, che ha cercato di far luce sulla vicenda che ben fa capire le condizioni della comunità LGBT in Indonesia e il suo rapporto con la politica condizionata da un islamismo intransigente. Il ministro delle Comunicazioni locali ha rivendicato l’azione nei confronti di Alpantuni, affermando che – dopo le sue segnalazioni e dopo quelle di altre centinaia di utenti – Instagram avrebbe rimosso l’account. Secondo le istituzioni indonesiane, infatti, il contenuto di quei fumetti era pornografico.

La circostanza, tuttavia, è stata smentita dai vertici del social network, interpellati dalla BBC. Secondo Instagram, le vignette di Alpantuni non violavano affatto gli standard della comunità di Instagram, i contenuti non potevano essere considerati pornografici e, pertanto, il social network non aveva nessun motivo per eliminare il suo account. L’unica certezza che abbiamo al momento, tuttavia, è che Alpantuni non è più su Instagram.

L’intervento di Amnesty International sulla rimozione di Alpantuni da Instagram

Potrebbe essere stato lo stesso titolare dell’account ad averlo rimosso, magari perché sottoposto a una pressione di qualche tipo. Il fatto, secondo il responsabile di Amnesty International in Indonesia, Usman Hamid, è di assoluta gravità: «Con la falsa notizia della rimozione da parte di Instagram, dopo una richiesta del ministro, di un account innocuo, il governo ha ingannato il pubblico per seminare paura tra le persone LGBT. In un momento, tra l’altro, in cui queste stesse persone affrontano in Indonesia una repressione che è ormai routine. È fondamentale che i social media rimangano uno spazio sicuro affinché chiunque possa esprimersi pacificamente».

Secondo alcuni esperti, la società indonesiana avrebbe riconosciuto tratti sconvenienti alla propria cultura, al di là della rappresentazione di una coppia gay. Se anche fosse stata una coppia etero  -dicono alcuni sociologi – il contenuto sarebbe stato comunque interpretato come pornografico. In realtà le vignette non hanno nulla di scandaloso: al massimo vengono ritratti baci gay o scene di persone a torso nudo. Nessun atto sessuale esplicito riprodotto, nessuna violazione degli standard di Instagram. I contenuti, quelli sì, erano forti: Alpantuni denunciava le vessazioni subite dagli omosessuali in Indonesia, a cui viene spesso ricordato che il loro posto sarà all’inferno. Le offese ricevute sono vere e proprie bullshit. E non è un caso che una vignetta rappresentava un ragazzo ricoperto di escrementi.

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