Pierluigi Coppola spiega perché non ha firmato l’analisi sulla Tav: «Ho forti perplessità sul metodo usato»

di Gaia Mellone | 13/02/2019

  • Ieri è stata resa pubblica l'analisi costi-benefici sui lavori della Tav

  • La commissione era composta da 6 esperti, ma recava le firme solo di 5 di loro

  • Il "dissidente" è Pierluigi Coppola, che ha spiegato le sue motivazioni al Corriere della Sera

L’ingegnere Pierluigi Coppola è l’unico dei sei esperti a non aver firmato l’analisi costi-benefici sulla Tav. Inizialmente la cosa era stata giustificata con il fatto che Coppola non aveva preso parte alla stesura effettiva della relazione finale, ma dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera emerge un’altra storia. «Ho fatto presente al ministro Toninelli alcune obiezioni di merito sul metodo seguito dai miei colleghi» dice l’ingegnere Coppola, spiegando che si è trattato di un «assemblaggio di approcci diversi».

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Pierluigi Coppola, l’ingegnere che non ha firmato l’analisi costi benefici

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l’ingegnere Pierluigi Coppola non è molto propenso a rilasciare dichiarazioni: ««Sono un tecnico abituato a lavorare per offrire un supporto alle amministrazioni, ma senza clamori» dice a Marco Imarisio. Il giornalista però qualche parola importante riesce a strappargliela. Ne emerge che l’ingegnere aveva mostrato forti perplessità per la «metodologia utilizzata» dai suoi colleghi, definendola una sorta di assemblaggio di approcci diversi. Da un lato si seguivano le direttive della Commissione Europea, dall’altro il metodo del Professor Ponti, che invece si discosta molto dalle «linee guida adottate da tutti i Paesi dell’Unione europea sulle analisi costi benefici. E da quelle italiane che riguardano la valutazione degli investimenti pubblici».

Coppola nutre delle perplessità, ma non si sbottona: sta tutto nella nota che ha mandato al Ministro

Pierluigi Coppola continua spiegando che è vero che non ha partecipato alla stesura della relazione finale, e incalzato dal giornalista ammette che all’interno del gruppo di lavoro c’erano «confronti piuttosto serrati», che tradotto significa uno contro cinque. Non si lascia però andare a particolari commenti sul risultato finale: «Gran parte delle questioni di metodo sono già state messe in evidenza da molti miei colleghi che ne hanno scritto su numerosi organi di stampa». L’ingegnere non nasconde di nutrire delle perplessità, che sono state comunicate al Ministro dei Trasporti con una nota. Nota che però è rimasta separata dall’analisi finale. e sul xke non sia stata inclusa, diplomaticamente Coppola risponde al giornalista del Corriere «Questo non deve chiederlo a me».

(Credits immagine di copertina: © Tonello Abozzi/Pacific Press via ZUMA Wire))

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