«Il Governo vuole le donne nelle case chiuse, ennesima vergogna»

di Redazione | 12/02/2019

case chiuse

Lo Stato che si arricchisce con la prostituzione, regolamentando la prostituzione. L’obiettivo della Lega, che ha fatto una proposta di legge in questo senso, è quello di combattere l’esercizio della professione secondo le modalità vigenti, quindi vietando la pratica nei luoghi pubblici. Insomma, il Carroccio ha seguito una indicazione che Matteo Salvini aveva dato al partito un anno fa, quando aveva parlato apertamente della riapertura delle case chiuse.

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Case chiuse, la proposta della Lega sulla prostituzione

Il primo a proporre l’iniziativa in Parlamento in questa legislatura è Gianfranco Rufa, segretario nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, che ha parlato di «un gesto di civiltà nei confronti delle prostitute che si trovano per strada e, soprattutto, per il decoro e l’immagine delle strade stesse». La prostituzione, com’è noto, può nascondere storie di sfruttamento e di tragedie personali. Ridurre il tutto a un voler nascondere le prostitute all’interno delle case chiuse per una questione di decoro delle strade sembra davvero un discorso d’altri tempi.

L’obiettivo della Lega è quello di istituire un registro, un vero e proprio albo della prostituzione, per tenere sotto controllo chi svolge questa professione e per permettere loro di «esibire, su richiesta dell’autorità sanitaria o di polizia, l’ultima certificazione ottenuta».

La posizione di Possibile sulle case chiuse proposte dalla Lega

La proposta della Lega fa inorridire Possibile che, attraverso Beatrice Brignone, parla apertamente della ‘vergogna’ della riapertra delle case chiuse: «Il governo del cambiamento è in realtà un ritorno al passato. Continua così la crociata della Lega contro le donne per riportarci indietro nei decenni, quando una donna era a servizio dell’uomo, in casa propria e in quelle di piacere. Dell’uomo, sia chiaro. In questo quadro si inserisce la proposta di ‘liberalizzazione’, come è stata definita, della prostituzione. Un altro modo per indicare la riapertura della case chiuse. L’ennesima vergogna. Per questo – conclude la Brignone – le donne devono stare in casa. O nelle case chiuse».