Enzo Moavero Milanesi: «Con la Francia si è creato un cortocircuito, necessario ricucire i rapporti»

di Gaia Mellone | 11/02/2019

  • Enzo Moavero Milanesi parla con Repubblica della diatriba con la Francia

  • «Bisogna chiarire quando si parla da esponenti di partito o da membri del governo»

  • Il ministro degli Esteri evidenzia la necessità di un intervento del premier per ristabilire gli equilibri

Enzo Moavero Milanesi ha finalmente preso una posizione sulla diatriba tra Italia e Francia. In quanto ministro degli Esteri, Moavero ha aspettato a dire la sua, ma nell’intervista di Repubblica sottolinea l’importanza di ricucire i rapporti: «Ci possono essere interessi e punti di vista diversi, ma bisogna intensificare i contatti istituzionali e gestire i confronti politici»per evitare che una misura estrema, come quella del richiamo dell’ambasciatore, si verifichino nuovamente.

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Enzo Moavero Milanesi: l’errore è trasferire «la dialettica interna a quella tra Stati»

Ad accendere la miccia è stato l’incontro tra Luigi Di Maio e i Gilet Gialli, e Enzo Moavero Milanesi lo riconosce. Il ministro degli esteri però cerca di spiegare la dinamica del «cortocircuito». «Da quanto hanno dichiarato, i politici italiani hanno vissuto gli incontri in nell’ottica di un’alleanza elettorale» spiega Moavero nell’intervista di Tommaso Ciriaco. «Dalle dichiarazioni del ministro francese invece – continua – si capisce che per loro quella dei gilet gialli è una questione di sicurezza nazionale». Un fraintendimento pesante, che si può risolvere solo parlando con «lealtà e rispetto reciproco». Il problema, spiega Moavero, è che diatribe e Lin guadi a cui noi italiani siamo abituati sono stati trasferiti su di un piano internazionale, e il fatto che certe dichiarazioni siano arrivate non da un politico qualsiasi ma da un vicepremier ha creato «il cortocircuito tra governi».

Per il ministro degli Esteri Milanesi è compito del premier «mantenere una linea unitaria»

Ricucire è possibile, e secondo Moavero un riavvicinamento è già in atto. Il governo ha creato la falla e «bisogna chiarire subito quando ci si esprime da esponenti di partito e non da membri di governo» in modo da non trasferire «la conflittualità tra partiti» alla «dialettica tra Stati».  Per fare la pace una volta per tutte e ristabilendo l’equilibrio è fondamentale che ci sia un incontro tra premier: quindi, tra Emmanuel Macron e Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio Italiano è stato accusato di essere stato troppo debole sulla questione e non aver rimesso in riga i suoi. «Come e quando intervenire spetta al premier deciderlo» continua Moavero su Repubblica «È importante mantenere una linea unitaria: per questo ci sono le riunioni di vertice e i consigli dei ministri, dove la sintesi spetta al premier».

(credits immagine di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)