Manuel Bortuzzo, il giudice: «Hanno sparato per ucciderlo, omicidio programmato»

di Redazione | 09/02/2019

Manuel Bortuzzo
  • Il gip Costantino De Robbio ha confermato l'arresto per i due aggressori di Manuel Bortuzzo, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano

  • «Hanno sparato per ucciderlo», si tratta di un «omicidio programmato ma non riuscito», ha spiegato il giudice

  • Sarebbe stato messo a punto anche un piano per garantirsi l'impunità

«Hanno sparato per ucciderlo». Si tratta di un «omicidio programmato ma non riuscito». È quanto ha messo nero su bianco il gip Costantino De Robbio che ha confermato l’arresto degli aggressori che la notte tra il 2 e 3 febbraio a Roma hanno sparato in strada a Manuel Bortuzzo, 19enne promessa del nuoto, ora ricoverato in ospedale. Secondo il giudice l’obiettivo dei due ragazzi di Acilia arrestati, entrati in azione a bordo di uno scooter in piazza Eschilo all’Axa, era chiaro. «Un omicidio programmato non riuscito per cause indipendenti dalla volontà di Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano», ha spiegato indicando le responsabilità dell’accaduto. Ne parla oggi il quotidiano Il Messaggero (articolo di Valentina Errante).

LEGGI ANCHE > «Ora la piazza è nostra», le risate dopo aver sparato a Manuel Bortuzzo

Manuel Bortuzzo, il gip: «Hanno sparato per uccidere»

Marinelli e Bazzano, in carcere con l’accusa di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione, volevano uccidere. E a dimostrarlo sarebbe anche il fatto che hanno esploso colpi di pistola «verso le parti vitali» del giovane atleta originario di Treviso, al quale hanno stravolto la vita. I due hanno poi messo a punto un piano per garantirsi l’impunità. Senza successo. «I due indagati – sono le parole del giudice nell’ordinanza riportate dal Messaggero – dopo avere programmato un omicidio non riuscito per cause indipendenti dalla loro volontà, hanno poi ideato un piano tendente, almeno parzialmente, a garantire la loro impunità, dimostrando la proclività al delitto e l’assoluta mancanza di resipiscenza».

Sembra non tenere intanto la linea della difesa dei due aggressori. «Non avevo alternative», ha spiegato Bazzano agli inquirenti, lasciando intendere di essere stato quasi costretto a guidare il motorino ed accompagnare l’amico a sparare. Il giudice giudica la versione inverosimile. Il gip precisa anche il tentato omicidio è stato confessato dai due «con dichiarazioni in parte discordanti e tendenti evidentemente a ridimensionare le responsabilità di uno di essi» «Gravemente lacunosa» anche la ricostruzione del movente.

Il messaggio vocale dell’atleta

Intanto ieri Manuel ha mandato un messaggio vocale che al presidente della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli, destinato a tutti quelli che in questi giorni gli hanno espresso solidarietà. «Vi abbraccerei tutti quanti, tornerò più forte di prima», ha detto.