Sanremo, Matteo Salvini è schifato dalla canzone di Achille Lauro

di Enzo Boldi | 08/02/2019

Achille Lauro Matteo Salvini
  • Intercettato da Striscia la Notizia, Matteo Salvini non ha usato mezze parole contro Achille Lauro

  • Per il ministro dell'Interno si tratta di un chiaro riferimento alla droga

  • La canzone Rolls Royce sta facendo molto discutere per i presunti messaggi nascosti

Rolls Royce sta diventando una questione nazionale. La canzone presentata a Sanremo 2019 da Achille Lauro, secondo molti, non fa riferimento alla famosa automobile di lusso, ma a una droga. Il cantante ha smentito questo riferimento, rispedendo le accuse ai vari mittenti dopo il caso sollevato da Striscia la Notizia. Ora, però, è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini che si è detto schifato.

LEGGI ANCHE > Reddito di cittadinanza e quota 100: «Pressioni per gli spot nelle pause di Sanremo 2019»

«È terribile, mi fa schifo solo l’idea – ha commentato Matteo Salvini ai microfoni di Striscia con l’inviato Jimmy Ghione che gli chiedeva di commentare le allusioni alla droga contenute nel brano di Achille Lauro -. Mi sembra che stia ammiccando, non è la macchina. Anche perché cita qualche personaggio che in passato ha abusato e non è finito bene». Quindi, per il ministro dell’Interno, come anche sostenuto da altri personaggi e sui social, il riferimento alle sostanze stupefacenti non è neanche poi così celato.

Matteo Salvini schifato da Rolls Royce

Poi Jimmy Ghione prova a incalzare Salvini alludendo alle responsabilità di chi ha scelto di portare sul palco di Sanremo Achille Lauro e la sua canzone: «Ma chi ha selezionato sia il cantante che il pezzo, non si sarà fatto una leggerissima domanda?», ha chiesto l’inviato di Striscia la Notizia. E il leader della Lega ha risposto tentando di divincolarsi: «Tu dici che è Baglioni? Non farmi polemizzare con Baglioni che ho già i miei problemi».

Achille Lauro diventa «’sto tizio»

Poi Salvini ha aggiunto: «Preferivo le caramelle dei Dear Jack, rispetto alle Rolls Royce di questo tizio». Il ‘tizio’ in questione, nonostante i tatuaggi sul volto e un brano che può non piacere, ha un nome: Achille Lauro. Ma il ministro dell’Interno, dopo aver sentenziato e fatto illazioni su sue convinzioni – più o meno foraggiate dall’incalzante modo di fare dell’inviato di Striscia – ha ben pensato di tagliare corto. Come fa spesso.

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI + ANSA/CLAUDIO LATTANZIO)