Danilo Toninelli sulla presunta incompatibilità di Savona alla Consob: «In Italia ci sono troppe leggi»

di Enzo Boldi | 08/02/2019

Danilo Toninelli
  • Danilo Toninelli parla della nomina di Paolo Savona alla presidenza della Consob

  • Qualcuno ha sollevato la questione incompatibilità, ma lui difende la scelta

  • La colpa è delle troppe leggi che ci sono in Italia

Se abbiamo sbagliato è colpa delle leggi italiane. Attorno alla nomina di Paolo Savona alla presidenza della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) si è aperta la questione incompatibilità. Il governo ha assicurato che tutto è stato fatto seguendo le norme vigenti. In molti, soprattutto (e ovviamente) dalle opposizioni, hanno contestato questa decisione che andrebbe contro due leggi: quella Frattini e quella Madia. La maggioranza, però, ha provveduto a fornire le sue spiegazioni, prima dell’intervento di Danilo Toninelli che rende molto più fumosa la situazione. Come spesso gli capita.

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«Lei lo sa che la nomina di Savona alla Consob è contraria a due leggi?», chiede il cronista di Piazza Pulita (La7) Nello Trocchia al Ministro. E Toninelli risponde mischiando le carte e gettando fumo negli occhi: «Ci sono tante leggi in Italia, lei dice una io dico l’altra». La spiegazione che non ti aspetti da una persona laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Brescia nel 1999. Eppure ha replicato proprio così.

 

Toninelli dà la colpa alle leggi italiane

Come spesso gli capita, Danilo Toninelli perde la bussola quando viene messo sotto pressione sia dalle interviste che dalle situazioni più tese all’interno del governo. Lo abbiamo già visto con il Ponte Morandi di Genova, con il tunnel del Brennero e con le ultime polemiche sul Tav. Ora anche sulla nomina alla Consob di Paolo Savona, con il ministro che avrebbe potuto limitare a rispondere sulla liceità della loro scelta, magari informandosi un po’ meglio sulle critiche mosse dalle opposizioni per questa decisione.

La legge Frattini e quella Madia

Le leggi che non sarebbero state rispettate dalla maggioranza nella nomina di Paolo Savona sono due. La prima è quella Frattini del 2004 e che fa riferimento al conflitto di interessi che nega la possibilità di svolgere incarichi in enti di diritto pubblico (come la Consob) entro un anno dal proprio lavoro in un Ministero (come quello degli Affari Esteri, guidato proprio da Savona in questa legislatura). L’altra norma contestata è quella Madia del 2014, una legge che impedisce ai pensionati (come Savona) di ricoprire incarichi dirigenziali all’interno dell’amministrazione pubblica. Una norma che prevede un’unica possibilità: offrire gratuitamente la propria prestazione lavorativa.

(foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)