Croce celtica e vernice bianca: sfregiato il murale di Franca Rame a Milano

di Gianmichele Laino | 07/02/2019

Franca Rame

L’hanno trovata così, Franca Rame. Con una mano di vernice bianca proprio sopra il suo sorriso, una scritta sul muro che vuole «fuori i compagni» e una croce celtica a certificare l’ennesimo atto nazifascista in questa Italia del 2019, in cui la memoria non conta. Il murale dell’attrice, che in vita fu stuprata dai fascisti, è stato sfregiato.

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Franca Rame, il murale di Milano imbrattato dai nazifascisti

È successo tutto davanti al liceo Gaetana Agnesi di Milano, dove – pochi giorni dopo la morte dell’attrice, il 29 maggio 2013 – alcuni allievi, il consiglio d’Istituto e l’Associazione Agnesi avevano deciso di dedicare alla donna un’opera d’arte. Per non dimenticarla, per tenerla sempre accanto. È stato Fabio Traù, vicepresidente dell’associazione che promosse l’opera, a denunciare il gesto.

«Al suo murale – ha spiegato Fabio Traù – erano state associate scritte contro il fascismo e il sessimo nelle scuole, in memoria della sua lotta contro la deriva neofascista e per l’emancipazione delle donne. Tutti ricorderanno lo stupro che subì da parte di fascisti per il suo impegno sociale. Dario Fo, che portai a vedere il murale, si commosse e ricordò proprio quanto quel messaggio fosse pertinente al volere della sua compagna».

La storia di Franca Rame e il nuovo oltraggio

Franca Rame fu costretta a salire su un furgoncino da cinque uomini appartenenti all’area dell’estrema destra, negli anni di piombo, il 9 marzo 1973: fu stuprata a turno e torturata. Anni dopo, un uomo a conoscenza dei fatti, dichiarò che il gesto fu ispirato dalla Divisione Pastrengo dei Carabinieri, con alcuni uomini che agivano come agenti provocatori negli ambienti della sinistra.

Oggi, 7 febbraio, il nuovo sfregio. Avvenuto probabilmente nella notte. Unanime la condanna dal mondo delle istituzioni milanesi. Anche il sindaco del capoluogo meneghino Beppe Sala ha voluto stigmatizzare quanto accaduto: «Un atto vile e inaccettabile – ha scritto su Twitter -. La memoria di Franca Rame, una donna speciale che ha dato tanto a Milano e alla cultura del nostro Paese, non merita questo gesto ingiurioso».

La richiesta di chi ha denunciato il gesto, ovviamente, è quella di ripristinare l’opera. La matrice è chiara: il fascismo sta tornando. Anche se vi diranno il contrario.