Pensiamo positivo: l’Italia è al primo posto della classifica della de-crescita

di Enzo Boldi | 07/02/2019

Di Maio Pil
  • La Commissione Europea ha pubblicato le stime di crescita per i prossimi due anni del paesi UE

  • Confermato il taglio allo 0,2% del Pil italiano per il 2019. Nel 2020 crescita solo allo 0,8%

  • L'Italia è fanalino di coda di questa speciale classifica previsionale

«Il 2019 sarà un anno bellissimo». Allora non osiamo immaginare come sarà il 2020. La Commissione Europea ha ufficializzato le indiscrezioni uscite nelle scorse ore sul taglio delle stime di crescita dell’Italia e del suo Pil. Il governo gialloverde puntava – e punta ancora, nonostante tutto – su una crescita dell’1,2/1,5%, ma le indicazioni che arrivano da Bruxelles hanno tutta un’altra visione. Si parla dello 0,2% per l’anno in corso e dello 0,8% per quello seguente, nonostante la Manovra del popolo, presa in considerazione per redigere queste stime.

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Rivoltando la classifica, troviamo l’Italia in vetta alla graduatoria dei Paesi dell’Unione Europea con il minor tasso di crescita. Prima per distacco, come la Juventus ‘ammazza-campionati’ degli ultimi anni. Dietro di noi (o davanti, riportando questa pseudo-classifica ai canoni originari) c’è la Germania che, però, si attesta all’1,1%. Molto più del Bel Paese seppur in controtendenza rispetto agli anni precedenti.

L’Italia è il Paese che crescerà di meno in Europa

Nel leggere le stime di crescita del Pil fatte dalla Commissione Europea, appare evidente come tutti i grandi Paesi dell’Ue – quelli che hanno un peso politico più rilevante – hanno rallentato la loro crescita. Detto della Germania, poi troviamo la Francia all’1,3%, l’Olanda all’1,7% e la Spagna al 2,1%. Numeri ben lontani dalla vetta di questa graduatoria che vede in testa Malta, con addirittura il 5,2%.

 

Ultimo posto nel Pil anche per il 2020

La questione 2019 non è molto differente da quella 2020, anche se qui le stime possono essere corrette per tempo attraverso nuove manovra. Anche per il prossimo anno, infatti, l’Italia è vista come il fanalino di coda nella speciale graduatoria di crescita dei Paesi Ue. I numeri migliorano, di poco, con uno 0,8%. Sempre distante da tutti gli altri. Giovanni Tria assicura che non ci sarà bisogno di una manovra bis per tentare di rivalutare queste stime, così come Luigi Di Maio che parla di provvedimenti espansivi che faranno risalire il Pil. In attesa di tutto ciò, godiamo questo primato.

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

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