Venezuela, l’Europa (tranne l’Italia) ha deciso di riconoscere Guaidó

di Enzo Boldi | 04/02/2019

Guaidó
  • I big europei hanno scelto di riconoscere Juan Guaidó come presidente del Venezuela

  • È scaduto l'ultimatum dato a Nicolas Maduro per indire nuove elezioni

  • Mattarella richiama a una scelta condivisa e unitaria da parte dell'Ue, accusata da Mosca per ingerenze

Allo scadere dell’ultimatum a Nicolas Maduro, i grandi Paesi europei hanno certificato il loro riconoscimento ufficiale alla presidenza del Venezuela di Juan Guaidó.  Spagna, Gran Bretagna, Francia, Germania e altri Paesi europei hanno – di fatto – dato il via libera alla scelta dell’Europa di sostenere il capo del parlamento venezuelano sudamericano che qualche settimana fa si è autoproclamato presidente al posto di Nicolas Maduro. All’appello manca solo l’Italia che nei giorni scorsi aveva scelto di non esprimersi – appoggiando, in pratica, Maduro – seguendo il principio di non ingerenza. Questa mattina, però, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto responsabilità e chiarezza per una linea condivisa.

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Il primo a rompere gli indugi è stato il premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha annunciato il riconoscimento di Juan Guaidó, invitandolo però a indire al più presto elezioni libere. Pochi minuti dopo è stato il turno della Francia che, attraverso le parole del ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian ha riconosciuto nel leader dell’opposizione venezuelana la carica i presidente. Il pensiero è stato ribadito anche da Emmanuel Macron sul suo profilo Twitter.

 

I big europei riconoscono Juan Guaidó

«I venezuelani hanno il diritto di esprimersi liberamente e democraticamente», ha twittato il presidente francese Emmanuel Macron.  La Germania, tramite le parole della portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, Martina Fietz, «riconosce Juan Guaido come presidente ad interim del Venezuela, con l’obiettivo di iniziare una transizione politica e portare il Paese a elezioni libere, trasparenti e credibili». Per l’Italia ha parlato il presidente Mattarella che ha chiesto un «senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri partner e alleati dell’Unione Europea. Non può esserci né incertezza né esitazione tra volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza e le sofferenze della popolazione civile».

La Russia parla di ingerenze

La Russia di Putin, che sostiene Nicola Maduro, è subito passata al contrattacco, parlando di palesi ingerenze da parte dell’Europa sulla situazione in Venezuela. «È incredibile come l’intera Unione europea si sia di nuovo schierata in modo obbediente dietro gli Stati Uniti e abbia iniziato a porre ultimatum, sostenendo che le elezioni che hanno portato il presidente Maduro a un secondo mandato erano illegittime – ha detto il ministro degli Esteri, Sergej Lavrov -. Gli Stati Uniti non fanno mistero del fatto che vogliono ottenere un cambio di regime a qualunque costo».

(foto di copertina: Photo: Rafael Hernandez/dpa)