Giuseppe Conte sostiene che la recessione sia colpa della guerra dei dazi

di Enzo Boldi | 31/01/2019

Recessione, Giuseppe Conte dà la colpa alla guerra dei Dazi tra Usa e Cina
  • Giuseppe Conte non segue la linea di Luigi Di Maio sulle colpe dei governi precedenti

  • Per il presidente del Consiglio l'Italia è in recessione a causa della guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina

  • Parla di crisi in tutta Europa, ma i dati Eurostat indicano un incremento del Pil dello 0,2%

Il governo sta diventando un po’ come i Ghostbusters, con la differenza che i personaggi del film di Ivan Reitman andavano a caccia di fantasmi che sembrano essere più reali delle scuse campate in aria in queste ore dai vari rappresentanti della maggioranza. Il tema della recessione tecnica, certificata in mattinata dai dati Istat sul quarto trimestre del 2018, ha scatenato la caccia alle streghe. Prima Luigi Di Maio ha dato la colpa al Pd e ai governi precedenti; ora il premier Giuseppe Conte ha deciso di puntare il dito contro la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina.

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«Questa recessione è un fattore transitorio – ha spiegato Giuseppe Conte nel tentativo di rassicurare gli italiani dopo i dati Istat che hanno certificato, per il secondo trimestre consecutivo, una contrazione del Pil dello 0,2% (dopo quella dello 0,1% del rilevamento precedente -. Anche agli analisti più sprovveduti non sfuggirà che c’è una guerra di dazi tra Usa e Cina che ci troverà tutti perdenti».

La recessione? Colpa della guerra dei dazi

Il presidente del Consiglio si ritiene un analista non sprovveduto e ha immediatamente collegato il dato della recessione tecnica come una diretta e unica conseguenza della guerra economica dei dazi tra Stati Uniti e Cina, che sta influenzando l’economia mondiale. «La Germania per prima ci sta rimettendo, la Germania che è il primo paese per le nostre esportazioni, è chiaro che questo effetto derivato da fattori esterni si produce immediatamente – ha analizzato Giuseppe Conte -. Ma è una fase transitoria, perché è una guerra che si sta componendo e deve comporsi».

Nell’Unione Europea i dati del Pil sono positivi

Tutto era previsto, quindi, ma per l’Italia nel 2019 ci sarà il rilancio. Ne è certo il presidente del Consiglio che spiega come si tratti di «una contrazione che era nell’aria, gli analisti l’avevano prevista, è collegata a fattori transitori esterni alla nostra economia». Il premier fa riferimento alle difficoltà – derivanti dalla guerra dei dazi – di tutta l’Europa, ma i dati Eurostat hanno evidenziato (nel rapporto pubblicato questa mattina) un incremento del Pil dello 0,2% e dello 0,3% nell’UE28. Dati sempre riferiti all’ultimo trimestre del 2018, lo stesso periodo per cui il governo dà la colpa ai governi precedenti e alla guerra dei dazi.

(foto di copertina: ANSA/FILIPPO ATTILI UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI)