Di Maio: «La recessione? Colpa dei governi precedenti»

di Enzo Boldi | 31/01/2019

Pil e recessione. Luigi Di Maio
  • Luigi Di Maio ha individuato i responsabili della recessione tecnica certificata dall'Istat

  • La colpa è dei governi precedenti targati Pd che ci hanno mentito sull'uscita dalla crisi

  • Il boom economico sembra esser sempre più un miraggio

Dopo sette mesi di governo diventa stucchevole parlare di responsabilità dei «governi precedenti», anche perché la stessa maggioranza – dopo un lasso di tempo così ampio  e con manovre e provvedimenti già approvati (dal decreto dignità al Finanziaria 2019) ha avuto spazio e modo per correggere ciò che per loro non andavano – rischia di diventare essa stessa un «governo precedente». Poche ore dopo l’annuncio dell’Istat sui dati del quarto trimestre del 2018 che parlando chiaramente di recessione tecnica e di Pil contratto dello 0,2%, però, ecco comparire chi aveva annunciato la fine della povertà e l’inizio di un boom economico pronto – ora – a lanciare stracci contro il Partito Democratico.

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«I dati Istat di oggi dimostrano un dato fondamentale e cioè che chi stava al governo prima ci ha mentito – ha detto Luigi Di Maio nel corso della conferenza stampa alla Camera -, non ci ha portato mai fuori dalla crisi». Peccato che gli stessi dati Istat non siano mai stati così inclementi con la situazione economico-finanziaria dell’Italia. Il nostro Paese è entrato nella fase di recessione tecnica, dopo che per 14 trimestri consecutivi era stata certificata una crescita continua, seppur lenta.

Di Maio: «La recessione è responsabilità dei governi precedenti»

Ma i dati Istat erano noti già da giorni, come annunciato anche ieri dallo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e non erano stati i «governi precedenti» ad annunciare un imminente boom economico che avrebbe reso tutti meno poveri e meno delusi. Ma questo era il pensiero di Luigi Di Maio fino a ieri, ma oggi la situazione sembra essere cambiata grazie – o per colpa – dei dati Istat. Eppure quei dati erano presenti anche sulla scrivania di almeno uno dei due ministeri controllati dal leader del Movimento 5 Stelle, o almeno su quella da vicepremier.

Colpa del Pd

Però ecco l’occasione ghiotta di pronunciare la fatidica frase «E allora il Pd?», facendo finta di non essere al governo o di non poter far nulla per riparare alle cattive gestioni dei governi precedenti che, magari non eccelsamente, avevano sempre evitato di far finire l’Italia in recessione. Nel frattempo il Pil scende di nuovo (dopo il calo dello 0,1% del precedente trimestre). Ma la colpa è sempre degli altri.

(foto di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI)