Torna la bufala del «pm che indaga su Salvini con la bandiera di Rifondazione Comunista»

di Redazione | 30/01/2019

Luigi Patronaggio fake news
  • Luigi Patronaggio è il pm di Agrigento che ha avviato l'indagine su Matteo Salvini

  • In rete circolava una bufala su una sua presunta foto da giovane con la bandiera di Rifondazione Comunista

  • Ora è tornata: ma si tratta dell'ex consigliere di Treviso Said Chaibi

Credere in questa bufala è davvero sintomo di ingenuità digitale. Eppure sta tornando in voga una vecchia fake news che era già stata diffusa alla fine del mese di agosto, intorno al 28, quando si ebbe notizia della prima indagine, condotta dal pubblico ministero di Agrigento Luigi Pattinaggio, nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti. In una foto si vede un ragazzo che ha sullo sfondo la bandiera di Rifondazione Comunista e che viene presentato proprio come un giovane Luigi Patronaggio.

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Luigi Patronaggio, la bufala del pm con la bandiera di Rifondazione

In realtà, com’è facile immaginare, la persona immortalata nella fotografia non è affatto il pm Patronaggio da giovane. Anche perché non c’è alcuna somiglianza tra il magistrato e il ragazzo che ha sullo sfondo la bandiera di Rifondazione Comunista. Il giovane con tanti capelli ricci, infatti, è Said Chaibi, già consigliere comunale in provincia di Treviso e candidato sindaco alle ultime elezioni della stessa città con la lista Sinistra Per Treviso.

Chaibi, attivista, è stato comunque tra i denuncianti che hanno messo in evidenza il presunto comportamento illecito di Matteo Salvini sul caso della nave Diciotti. La bufala era stata condivisa già quando si ebbe la notizia dell’indagine a carico del ministro dell’Interno: ora che il tribunale dei ministri di Catania ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini è ritornata in auge, con il solito meccanismo della rete: una bufala, infatti, non viene mai completamente dimenticata ed è pronta a essere tirata di nuovo fuori all’occorrenza. Ecco perché, anche a distanza di qualche mese dalla sua iniziale diffusione, è bene spiegare che si tratta della solita fake news a orologeria.