Cos’è il manifesto ‘Non siamo pesci’

di Redazione | 25/01/2019

Non siamo pesci

Lo hanno firmato esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo, delle arti in genere. Stiamo parlando del manifesto Non siamo pesci, un documento a favore dei migranti e dell’accoglienza, che prende spunto dalla drammatica vicenda delle navi Sea Watch e Sea Eye, rimaste, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, in mare per circa 20 giorni, in balia di tutte le difficoltà che la navigazione comporta, compreso l’insorgere di malattie, il freddo e la penuria di viveri.

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Cos’è il manifesto Non siamo pesci

Non siamo pesci parte dalla dichiarazione di una delle persone a bordo della Sea Watch, Fanny, sfuggita dalla guerra in Congo, che – commentando il prolungato periodo in mare – aveva pronunciato al mondo intero, sfruttando il numero di Alarm Phone, la frase «Non siamo pesci». Per comunicare il suo disagio, per affermare una condizione esistenziale, per dire al mondo intero che si tratta di esseri umani e non di animali.

Il manifesto Non siamo pesci è stato condiviso in queste ore, quando all’orizzonte si prospetta un altro tira e molla tra il governo italiano e le ong: la Sea Watch 3 veleggia a un miglio dalla costa siciliana, mentre Matteo Salvini continua a negare qualsiasi possibilità di sbarco.

Una parte del manifesto Non siamo pesci recita così:

Ciò che emerge è il deprezzamento del senso e del valore della vita umana. Sea Watch, va ricordato, è l’unica Ong oggi presente nel Mar Mediterraneo, ormai privo di qualsiasi presidio sanitario, di soccorso e di protezione dei naufraghi. Altro che fattore di attrazione per i flussi migratori, altro che “alleati degli scafisti” o “taxi del mare”: le navi umanitarie, le poche rimaste, salvano l’onore di un’Europa che dà il peggio di sé e si mostra incapace persino di provare vergogna.

Vogliamo dare voce a un’opinione pubblica che esiste e che di fronte a una tale tragedia chiede di ripristinare il rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali, e soprattutto del senso della giustizia. A cominciare con il consentire alle navi militari e alle Ong che salvano le vite in mare di poter intervenire.

E a chi finge di non conoscere le condizioni di quanti – grazie anche a risorse e mezzi italiani – vengono riportati nei centri di detenzione libici, chiediamo di fare chiarezza sul comportamento e sulle responsabilità della guardia costiera libica. E sulle cause dei più recenti naufragi, come quello che ha causato, in ultimo, la morte di 117 persone, rendendo pubblici documenti, comunicazioni e video relativi.

A questo fine chiediamo al Parlamento di istituire una commissione di inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo e di realizzare una missione in Libia. Chiediamo inoltre al governo di offrire un porto sicuro in Italia alla Sea Watch, che sabato scorso ha salvato 47 persone, senza che si ripeta l’odissea vissuta a fine dicembre davanti a Malta. E ricordiamo a tutti gli Stati europei che la redistribuzione dei migranti si fa a terra e non in mare

La manifestazione convocata da Non siamo pesci

I firmatari del manifesto si danno appuntamento per lunedì 28 gennaio, dalle ore 17.00 a piazza Montecitorio, a Roma. Ecco i nomi di chi ha firmato l’appello: Luigi Manconi, Roberto Benigni, Sandro Veronesi, Elena Stancanelli, Alessandro Bergonzoni, Massimo Recalcati, Franco Cordelli, Massimo Cacciari, Gabriella Bonacchi, Giacomo Marramao, Antonella Soldo, Paolo Naso, Teresa Ciabatti, Luca Doninelli, Gad Lerner, Emanuele Macaluso, Aldo Masullo, Armando Spataro, Eugenio Mazzarella, Romano Madera, Antonio Leotti, Caterina Bonvicini, Chiara Valerio, Edoardo De Angelis, Francesca d’Aloja, Gipi, Giuseppe Genna, Hamid Ziarati, Valentina Calderone, Jasmin Bahrabadi, Manuela Cavallari, Marco Cassini, Michela Murgia, Valentina Brinis, Gabriele Muccino, Valentina Moro, Paolo Virzì, Riccardo Rodolfi, Roberto Alajmo, Silvia Giagnoni, Federica Graziani, Valerio Nicolosi, Stefano Eco, Simone Lenzi, Massimo Coppola, Umberto Galimberti, Giovanni Veronesi, Valeria Solarino, Maurizio De Giovanni, Marco Missiroli, Emanuele Trevi, Fabio Genovesi, Roberto Saviano, Raffaele Manica, Kasia Smutniak, Domenico Procacci, I ragazzi e le ragazze di Scomodo, I 100 autori, Silvia Avallone, Mauro Covacich, Kim Rossi Stuart, Marcello Fois, Dalia Oggero, Fabio Geda, Evelina Santangelo, Francesco Bianconi, Daniele Vicari, Salvatore Natoli.

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