C’è una spaccatura (anche) nel Pd romano: si dimette il vicesegretario del VI Municipio

di Enzo Boldi | 24/01/2019

Partito Democratico, Nella Converti
  • Nella Converti si è dimessa dal ruolo di vicesegretario del Pd al VI Municipio di Roma

  • La donna ha denunciato diverse irregolarità in alcune occasioni, anche nelle ultime primarie regionali

  • Il fatto che ci siano più votanti alle primarie che elettori dovrebbe far sorgere qualche domanda

Una scelta locale che ha il sapore Nazionale. Ieri mattina Nella Convertivicesegretario del Pd al VI Municipio di Roma ha comunicato le proprie dimissioni da quel ruolo. Troppe le divergenze con i vertici del Partito Democratico non solo nella sua zona, ma anche con quelli della capitale, del Lazio e dell’Italia. L’accusa, attraverso un lungo post su Facebook, mossa nei confronti di buona parte dei venti che ormai tirano tra i dem, rei di aver perso il contatto con il reale, producendosi in giochi di potere fatti di irregolarità e ‘santini’.

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La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata domenica 20 gennaio, con un episodio che ha portato Nella Converti alla decisione di abbandonare il suo ruolo: «Nella sezione di Torre Spaccata durante il voto sono avvenute molte gravi irregolarità (un numero maggiore di schede votate rispetto ai voti registrati e firme raccolte in bianco fuori orario consentito e durante lo svolgimento del dibattito). Di conseguenza la commissione per il congresso, sulla base del verbale e delle testimonianze, ha deciso di annullare quel voto, concedendo comunque la possibilità di far rivotare gli iscritti oggi (mercoledì 23 gennaio, ndr)».

Nella Converti: «Alle ultime primarie regionali più votanti che elettori»

Irregolarità che, secondo la denuncia pubblica fatta dell’ormai ex vicesegretario al VI Municipio di Roma, vanno avanti da tempo, fin dalle primarie regionali del Pd. «Da queste parti è andata così: un capolista intento a controllare una lista di nominativi che dovevano votare allontanato dal seggio tempestivamente – scrive Nella Converti -; persone che si sono presentate al seggio senza sapere il motivo del voto e che si sono dichiarate, dopo aver votato, non elettori del pd; mariti che votavano le schede delle mogli e noi impossibilitate ad intervenire per fermarli, se non mettendo a verbale. Cosa ha fatto la commissione per il congresso di quel verbale? Lo ha ignorato. Il nuovo segretario regionale? Lo ha ignorato. Eppure i santini nel nome di cui quasi tutto questo avveniva erano proprio i suoi».

I ‘santini’ di Zingaretti nel VI Municipio

La questione ‘santini’ – che in gergo politico sono quei cartoncini elettorali, a mo’ di biglietto da visita, che vengono diffusi prima di un’elezione – si ripropone quando Nella Converti cerca di spiegare il suo gesto di ribellione anche a livello Nazionale e non solo legato al territorio che ha rappresentato per oltre due anni. «E lo dico a tutti i candidati, e ancor di più a Nicola Zingaretti, che in questo collegio alle convenzioni ha raccolto oltre l’80% delle preferenze: anche qui, i ‘santini’ degli spingitori erano i suoi. Chiedo a tutti loro di riflettere bene su come agire in questo territorio. Le primarie nazionali sono vicine e temo davvero avremo, come nella migliore delle tradizioni, più votanti alle primarie che elettori del Pd».

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI /DC)