Marco Travaglio ammette di essere diventato ‘Sovranista’

di Enzo Boldi | 22/01/2019

Marco Travaglio chiusura Fatto Quotidiano
  • Marco Travaglio racconta di esser stato costretto a diventare Sovranista per fattori esterni

  • Colpa delle valutazioni del Fondo Monetario Italiano e di Emmanuel Macron

  • Non condanna la bufala del Franco FCA e attacca la Francia per i suoi "peccati"

L’editoriale del martedì di Marco Travaglio ha un titolo emblematico: «Sovranisti per forza». Nel suo articolo, il direttore de Il Fatto Quotidiano racconta come, oramai, ci si senta obbligati ad appoggiare le tesi sovraniste (tipiche della destra) per colpa di alcuni fattori esterni che spingono i cittadini a chiudersi a riccio all’interno dei confini italiani, perché attaccati su molti fronti. Ogni suo appunto inizia con: «Uno fa di tutto per non diventare sovranista, poi…».

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L’ultimo caso che ha spinto Marco Travaglio a ‘diventare sovranista’ è rappresentato dai giudizi del Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha dato dell’Italia. «Il FMI accusa il nostro Paese nientemeno che di ‘frenare l’economia mondiale’ – scrive il direttore de Il Fatto Quotidiano -. E solo oggi, all’improvviso, tutto di un botto». L’accusa al Fondo Monetario Internazionale è di fare delle mere valutazioni politiche e non economiche. «Prima eravamo la locomotiva della galassia – scrive ancora nel suo editoriale -. Poi il 4 marzo, per la prima volta nella loro storia, gli italiani hanno sbagliato a votare, e zac! Ora qualunque disastro accada sule’orbe terracqueo è colpa nostra».

Marco Travaglio diventato sovranista per colpa di Macron e del FMI

Il secondo moto di spinta in direzione sovranista è stato dato da Emmanuel Macron. «Il governo francese ha convocato l’ambasciatrice italiana per le ‘dichiarazioni ostili e immotivate’ di Di Maio e Di Battista sul colonialismo francese – scrive ancora Marco Travaglio -. Che è un po’ come se il governo egiziano convocasse l’ambasciatore italiano per la scarsa collaborazione sul delitto Regeni». Un paragone che non regge, dato che le teorie enunciate ai quattro venti dal vicepremier e dell’ex deputato grillino (reporter proprio per il Fatto) sono state smentite da tanti anni ed evidenziate come una bufala mai corroborata dalla realtà.

I peccati della Francia valgono la diffusione di una bufala?

Poi Travaglio se la prende ancora con la Francia brutta e cattiva, che ospita «terroristi, assassini e tagliagola italiani aiutandoli a sottrarsi alla nostra giustizia e spacciandoli per perseguitati politici». O che anche permette «alla sua Gendarmerie di sconfinare oltre la frontiera italiana per riportare migliaia di migranti che non ha intenzione di accogliere». Discorsi che possono essere sacrosanti, ma sembra essere più che altro una giustificazione alle follie pronunciate da Di Maio e Di Battista nei giorni scorsi sul Franco Cfa e il colonialismo. A volte possono convivere più verità e non sempre una cancella un’altra. Per attaccare la Francia non ha senso tirare fuori bufale scadute e vecchie di anni. Lo si può fare su temi attuali, senza dover ricorrere alla scusa dello scudo sovranista.

(Foto di copertina: Daniela Parra Saiani/Pacific Press via ZUMA Wire)